FESTA DEMOCRATICA 2013 DI CARVICO

Anche quest’anno i circoli PD di Carvico, Sotto il Monte, Villa d’Adda e Calusco d’Adda organizzano la Festa Democratica, che si terrà dal 18 al 28 luglio presso l’area feste di via Aldo Moro a Carvico.
Ogni sera: ristorante, servizio ai tavoli, tombola, animazione per bambini e tanta buona musica!

Vi aspettiamo numerosi!

 

volantino

DALLA REGIONE

I TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA APPROVATI IN COMMISSIONE

L’impianto passa senza variazioni significative. Il 18 giugno l’approvazione in Consiglio

Abbiamo già parlato diffusamente la scorsa settimana dei costi della politica in Consiglio regionale e della loro imminente riduzione. Ora, dopo due sedute congiunte delle commissioni bilancio e affari istituzionali la legge è definita in tutte le sue parti ed è pronta per essere discussa e approvata dal Consiglio regionale. Sono dunque pronte ad entrare in vigore le riduzioni degli stipendi dei consiglieri e delle dotazioni dei gruppi politici, per un risparmio complessivo di 13 milioni di euro l’anno. “Abbiamo compiuto un passo importante e in poco tempo, attraverso un confronto serio tra le forze politiche”, commenta Fabio Pizzul. “Ora – aggiunge – occorre introdurre correttivi per ridurre la differenza di dotazioni tra maggioranza e opposizione e poi, insieme, affrontare il capitolo dei costi del sistema regionale”. Con questa legge il Consiglio regionale lombardo non si è semplicemente adeguato alle previsioni della legge Monti, ma ha voluto dare un segnale in più, riducendo ulteriormente sia la dotazione dei gruppi politici che gli stipendi dei consiglieri. A maggior ragione ora occorre concentrarsi sulla giunta e sul sistema regionale, che comprende le partecipate. Basti pensare che, come ha ricordato Pizzul in commissione, il presidente della Giunta ha a disposizione per la sua segreteria politica ben sedici volte le risorse di un consigliere, e che per la stessa voce la maggioranza, tra giunta e gruppi politici, ha una disponibilità che è oltre cinque volte superiore a quella dei gruppi di opposizione. Occorre certamente un riequilibrio, che deve passare in primis dalla riduzione dei costi della Giunta, e in questa direzione andrà un ordine del giorno che il Pd presenterà in Aula il 18 giugno, quando la legge sarà discussa e approvata dal Consiglio.

 

REFERENDUM DAY IN AUTUNNO PER LE FUSIONI DEI COMUNI

Approvata risoluzione all’unanimità dalla Commissione speciale

È stata approvata all’unanimità lunedì scorso, in commissione speciale regionale per il Riordino delle autonomie, una risoluzione che dà il via libera ai comuni che intendono fondersi per poter portare a termine l’iter legislativo in tempo per la tornata amministrativa della primavera del 2014. Il documento, all’ordine del giorno del Consiglio del prossimo martedì 11 giugno, prevede anche l’istituzione di un referendum day in autunno per celebrare in un solo giorno tutte le consultazioni comunali per le fusioni. 
Soddisfatto il consigliere regionale Giuseppe Villani, componente della commissione speciale: “Con questo documento – dichiara – abbiamo permesso a quei comuni, circa una cinquantina, che hanno già manifestato la volontà di fondersi di avviare la procedura del referendum in tempi utili per poter votare già nel 2014 con il nuovo assetto. Il lavoro della commissione dovrà ora proseguire nel sostenere questi comuni verso l’integrazione istituzionale, e nell’accompagnare in generale il processo per la costituzione di nuove unioni e nuove convenzioni per la gestione associata dei servizi tra comuni, e soprattutto per favorire la costituzione della città metropolitana milanese. La commissione speciale e la commissione affari istituzionali dovranno impegnarsi a fondo su questi temi nei prossimi mesi”.

COSTI DELLA POLITICA? IN LOMBARDIA SI FA SUL SERIO

Giù gli stipendi dei consiglieri del 40%, i fondi ai gruppi dell’87%. Ma ora tocca alla giunta.

Sui costi della politica, per quel che riguarda il Consiglio, la Regione Lombardia sarà la più virtuosa tra le regioni italiane. Con l’accordo siglato lunedì sera al tavolo di lavoro tra tutti i gruppi consiliari, ad esclusione dei grillini, il Consiglio applicherà un taglio di circa 14 milioni di euro l’anno, riducendo dell’87% i fondi di funzionamento dei gruppi (da 3 milioni 700 mila euro si scende a 500 mila), del 55% i fondi per il personale dei gruppi (da 9 a 4 milioni), e del 40% le indennità dei consiglieri. Sulla voce stipendi dei consiglieri, come sulle spese di funzionamento dei gruppi, la Lombardia farà qualcosa di più delle altre Regioni, fissando il tetto della retribuzione mensile a 10.600 euro, 500 euro sotto la soglia fissata dalla legge Monti e dall’accordo in Conferenza delle Regioni (11.100 euro). Vale per 12 mensilità e, a differenza di tutte le altre Regioni italiane, non è accompagnato dalla liquidazione. Rimane infatti intatta, nonostante la legge Monti ne preveda la possibilità, la decisione assunta a fine 2011 di abolire con il vitalizio anche il trattamento di fine mandato. La retribuzione lorda del consigliere passerà dunque da 16.800 euro lordi di media a 10.600, vale a dire 7.750 euro netti, da cui detrarre le risorse per la pensione. Occorre ricordare che ogni consigliere del Pd, per contribuire alla vita del partito, versa mensilmente 2000 euro ai livelli provinciale e regionale.
Positivo il commento del capogruppo democratico Alessandro Alfieri, che sottolinea gli elementi di novità e di discontinuità rispetto al passato e spiega che il lavoro, però, non è finito qui. “Il Consiglio regionale – dice Alfieri – ha fatto la sua parte trovando l’accordo su norme che sono più restrittive rispetto a quelle approvate da tutte le altre regioni. Abbiamo tenuto un livello inferiore a quanto previsto dal decreto Monti e siamo gli unici a non prevedere il trattamento di fine mandato per i consiglieri. Ora tocca alla Giunta, che ha dotazioni ben più cospicue, fare la propria parte, riducendo ulteriormente le proprie dotazioni, affrontando la razionalizzazione del sistema delle aziende partecipate e tagliando i compensi dei manager pubblici. Se il Consiglio taglia 14 milioni l’anno, la giunta regionale può tagliare almeno il doppio”.
Il provvedimento approderà in commissione il 5 giugno e sarà in aula martedì 18.

NUOVI ASSETTI IN CONSIGLIO

Borghetti presidente del Comitato di controllo, Martina dopo la nomina nel Governo dà le dimissioni da consigliere, Mantovani non lascia il triplo incarico

La settimana appena conclusa ha visto nuovi passi avanti nella definizione degli assetti del Consiglio regionale. La più significativa è l’elezione del presidente del Comitato paritetico di controllo e valutazione, l’organismo introdotto dal nuovo Statuto regionale che ha il compito di verificare e valutare gli effetti e l’efficacia delle politiche e delle leggi regionali e anche di avanzare proposte per il miglioramento dell’azione pubblica. Come da Regolamento generale alla guida del Comitato si alternano in ogni legislatura un componente della maggioranza e uno dell’opposizione. Nella prima seduta, martedì 14 maggio è stato eletto presidente del Comitato l’esponente del Pd Carlo Borghetti. Suo vice è Riccardo De Corato, di Fratelli d’Italia, gli altri componenti sono i consiglieri Fabio Altitonante (PdL), Roberto Anelli (LN), Laura Barzaghi (PD), Paolo Michelini (Patto Civico Ambrosoli), Iolanda Nanni (M5S), e Antonio Saggese (Maroni Presidente). “Sono convinto che si tratti di un lavoro significativo – ha detto il neo presidente Borghetti -, soprattutto in un momento in cui il rapporto tra politica e cittadini è messo fortemente in discussione. Verificare l’efficacia di una legge è una risposta fondamentale per recuperare maggiore fiducia nella politica e nelle istituzioni. L’esempio da seguire – ha spiegato – è quello del Nord Europa e del Parlamento europeo che rivolgono più attenzione di noi alle procedure di verifica”.

Anche l’assetto della commissione Affari istituzionali dovrà presto subire una modifica: sono state infatti formalizzate le dimissioni dal Consiglio regionale di Maurizio Martina, diventato sottosegretario nel Governo Letta con delega all’Expo. Martina ricopriva anche la carica di vicepresidente della seconda commissione e dovrà essere sostituito. Nella prossima seduta di Consiglio avverrà invece l’ingresso di Mario Barboni, primo degli esclusi nella lista del Pd in provincia di Bergamo, che prenderà il posto di Martina in Consiglio.

Se il sottosegretario all’Expo ha risolto in tempi rapidissimi la questione dell’incompatibilità tra incarichi diversi, così non è per altri esponenti della maggioranza. La giunta per le elezioni nella seduta di mercoledì ha contestato il doppio incarico al vicepresidente berlusconiano della Giunta regionale Mario Mantovani e al consigliere della Lega Roberto Anelli. Il secondo è sindaco di Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, mentre il primo di incarichi incompatibili ne assomma tre: vicepresidente della Regione, sindaco di Arconate (MI) e senatore. Un po’ sorprendente la replica di Mantovani: “Mi dimetterò presto da senatore – ha dichiarato – mentre ho già avviato la procedura di decadenza da sindaco di Arconate”. Peccato che non sia così, almeno per la seconda affermazione, perché la seduta del Consiglio comunale convocata per domenica scorsa, 12 maggio, su iniziativa del gruppo di minoranza Arconate Democratica (http://www.arconatedemocratica.it), proprio per prendere atto della decadenza di Mantovani da sindaco, è andata semideserta per l’assenza della maggioranza. Mantovani ha riconvocato il Consiglio il giorno 24, a ventiquattro ore dallo scadere dei dieci giorni entro cui deve una risposta alla Giunta per le elezioni. Allora potrà dire che davvero la procedura è avviata, ma molto probabilmente non ancora conclusa.

Europa e referendum

Il PD farebbe molto male a sottovalutare le intenzioni, del leader del Movimento 5 Stelle, di aprire una stagione che porti ad un referendum nel 2014 sull’euro e sull’Europa. Questa iniziativa, se non contrastata seriamente, rischia di trovare un terreno molto fertile nella pubblica opinione. Nel 2014, si terranno le elezioni Europee. Le previsioni, non univoche, dei diversi analisti, non fanno ancora chiarezza sul contesto politico, sociale, economico e culturale, in cui le Elezioni si svolgeranno, ed il peso che le argomentazioni emotive e/o razionali, giocheranno nel determinare gli orientamenti dei cittadini, dell’elettorato e delle forze politiche. L’Europa, complice la situazione di crisi e le soluzioni adottate per fronteggiarla, non gode di buona fama e ancora più di buona stampa nei diversi contesti nazionali. La sensazione prevalente che emerge, è che l’Europa sia una “dolorosa necessità”. In questo quadro, la situazione italiana presenta alcune condizioni particolari, dalle quali non si può prescindere: innanzitutto la situazione politica che deve contemperare la necessità di adottare provvedimenti contingenti di risposta alle principali emergenze economico-sociali, con l’esigenza di procedere a profonde riforme Istituzionali, in un recinto in cui i reciproci veti rischiano di produrre provvedimenti insufficienti, inefficaci e contraddittori; in secondo luogo, l’espandersi di posizioni ideologiche, populiste e demagogiche che identificano nell’Europa e nell’Euro, un possibile catalizzatore dei sentimenti negativi verso la politica e le istituzioni che rischiano di orientare la competizione elettorale europea, come stiamo vedendo, verso la forma di un referendum mascherato. Infine, lo stato di salute del Partito Democratico, che impegnato nel sostegno “obbligato” al Governo Letta, e ancora in pieno stato confusionale, non sembra nelle condizioni di porre il tema Europa al centro della propria iniziativa. Bisogna invece svegliarsi dal torpore post-elettorale al più presto, acquisendo piene consapevolezza che la posta in gioco, oggi, è l’Europa. Questa presa di coscienza, ha cominciato ad assumere forma e sostanza in questi giorni a Lipsia durante la celebrazione dei 150 anni della Socialdemocrazia Tedesca. La volontà del campo Progressista Europeo, è quella di esprimere un candidato, l’attuale Presidente del Parlamento Europeo Martin Shulz, alla presidenza della Commissione Europea, e lo farà sulla base di un programma comune in grado di ritrovare la capacità di esercitare egemonia, culturale prima ancora che politica, nel cammino europeo. La possibilità di eleggere direttamente il Presidente della Commissione Europea, e la creazione di un nuovo movimento europeo che, come afferma il Leader SPD Sigmar Gabriel, “punti ad un riequilibrio tra mercato e regole formulate da forze politiche e sociali” possono essere ingredienti essenziali per mettere al servizio dei cittadini un’altra idea di Europa. E’ indispensabile che il Pd apra questa discussione e si collochi rapidamente lungo questo sentiero.

Prima lo farà e meglio sarà per tutti.

Antonio Panzeri

GIORNATE DEL TESSERAMENTO

Il circolo PD di Calusco d’Adda organizza, per il 25 e 26 maggio, le “Giornate del Tesseramento 2013”!
Mai come in questo momento, infatti, c’è bisogno dell’aiuto di tutti, ma soprattutto di nuove forme di adesione e partecipazione. Lo slogan, a tal proposito, cade a pennello. “La rivoluzione comincia da qui” sta proprio ad indicare che dalle sedi, dalla base, nasce il vero rinnovamento del nostro partito, senza mai perdere di vista l’obiettivo principale: “mettersi in gioco in prima persona per cambiare le sorti del Paese”.
Non è sicuramente questo il momento di chiudersi in sé stessi…#invityPD dunque!
Il 25 e 26 maggio, presso la sede PD di Calusco, vieni anche tu!

manifesto pd

ENTRI “IN GIOCO LA TESTA”, MA PER IL SINDACO IL CUORE RESTA ALTROVE.

E’ singolare che ci si appelli ad una fantomatica “ottica imprenditoriale” per la galassia del Volontariato sorto nel nostro Comune, con “lodevole” investimento di tempo ed energie. La ridondanza di retorica che introduce le riflessioni sul numero di Aprile di CALÖSCH del nostro Primo Cittadino sull’argomento, si traduce alla fin fine in un bell’«arrangiatevi se volete continuare a sopravvivere». E’ difficile imbattersi in tanto cinismo, ne danno prova le trentaquattro righe di corsivo che il nostro sindaco ha compitato con raro sforzo sprezzante, ma al cittadino dotato di un minimo di sensibilità e attenzione non dovrebbe risultare una novità. Perfino nell’ultimo Consiglio Comunale, il Sindaco ha lodato le cose buone fatte dal suo compianto  B.Mussolini: e già, allora i treni arrivavano in orario, peccato, sarebbe bastato un buon capostazione per la bisogna, non un dittatore guerrafondaio. Ma restiamo al tema.

Che al bilancio consuntivo 2012 risulti un avanzo (risorse non spese per incapacità e/o disattenzione)  poco importa; importante è mettere le mani avanti ed annullare contributi e finanziamenti improduttivi alle casse comunali per l’anno in corso, anche se queste sono di alto valore aggiunto sotto il profilo etico e morale, come quelle cui fanno riferimento le Associazioni.

Associazioni, preparatevi a pagare affitto e riscaldamento, luce e gas, perché le finanze non consentono più di foraggiare questo «cascame». Questo è il messaggio esplicito dopo la “vaselina” iniziale.

Incoraggiare e favorire le attività di volontariato è uno dei doveri primari per una amministrazione degna di questo nome, proprio perché le finanze non consentono, a detta loro, di far fronte a tutte le esigenze delle fragilità nel nostro comune. A maggior ragione dopo il pratico azzeramento dei Servizi Sociali decisi dall’attuale maggioranza. Ma la risposta va nella medesima direzione “ spirito imprenditoriale”, mai ci si era spinti tanto in la nel disprezzo di chi quotidianamente si sostituisce alle loro inefficienze. Mancano risorse, e nel contempo si alienano proprietà pubbliche per un piatto di lenticchie. Pensar male sarà anche peccato ma spesso ci si azzecca: a chi giova la scelta di tali alienazioni (palazzina di piazza S. Fedele, terreni prospicienti al centro sportivo). Che dire delle risicate diminuzioni dei contributi alle scuole parificate? Sono pur sempre risorse importanti che contrastano con le indicazioni costituzionali che riconoscono le scuole private “ma senza alcun aggravio per le finanze pubbliche”. Gestire in questo modo la cosa pubblica presuppone compensi adeguati, e qui affermo che le risorse prelevate per i compensi (soldi nostri) dei nostri amministratori, siano decisamente eccessive viste le loro incapacità nel reperire denari che, a quanto se ne desume dal  ragionamento autorevole del sindaco, dovrebbe essere uno scherzo per il Volontariato. Ce lo ricorderemo, e se lo ricorderanno a tempo debito quell’“arrangiatevi”, ci metteremo anche del nostro per rinfrescarla questa triste vicenda. Le Associazioni devono mettere in gioco la “testa” e diventare economicamente autonome per le loro attività, come se queste attività fossero rivolte alle foche monache dell’Argentario. Le Associazioni, immagino attendano oltre che alle sue scuse signor sindaco, anche parole di incoraggiamento, e non solo minacce velate di morosità per le sedi ad esse assegnate.

Per restare in clima di metafore ferroviarie, anche al sottoscritto sarebbe piaciuto lavorare in ferrovia se non fossero esistiti i treni, peccato che il suo mestiere sia quello di risolvere i problemi, non azzerarli con un colpo di spugna, egregio sindaco.

Sperandio Mangili: Coordinatore

Partito Democratico di Calusco d’Adda