Diritti e rovesci: Come e perché diffondere bufale?

Laura Boldrini: “Ora di Corano in tutte le scuole”.
Egiziano entra al bar, rapina l’incasso e stupra le due bariste.
La figlia della Fornero in pensione a 39 anni

Queste notizie hanno due cose in comune: sono false e diventano virali sfruttando le debolezze emotive dei lettori.
La circolazione in rete di bufale inventate di sana pianta è cosa nota soprattutto agli addetti ai lavori, ma tra gli utenti, che ne sono le prime vittime, la portata del fenomeno è tutt’altro che chiara.

Come e perché diffondere bufale?
Il come è presto detto: inventare una notizia è semplice e veloce, scovarne una vera e verificarla richiede professionalità, tempo e soldi. Per ogni notizia vera e verificata se ne producono decine false. Le bufale vengono solitamente pubblicate su un sito e rilanciate sui social network e spesso hanno l’apparenza di notizie diffuse da una vera testata giornalistica.
Titoli come quelli citati prima diventano subito virali perché suscitano scalpore, rabbia o paura: chi legge è indotto a diffonderli, convinto in buona fede di rendere un servizio di informazione ai propri contatti.

Veniamo al perché. Scrivere e diffondere bufale è redditizio: costi di produzione estremamente bassi ed elevata diffusione dei contenuti permettono discreti profitti grazie ai classici banner pubblicitari.
C’è però un’altra spiegazione. Alcuni siti sono notoriamente legati, più o meno direttamente, a forze politiche. Il più vecchio tra i metodi di propaganda è indicare un falso problema e porsi come unica soluzione, con l’aggravante di essere pericoloso per la salute pubblica fino a causare morti. E il più vile, perché colpisce i più deboli, chi non ha gli strumenti culturali per verificare la qualità di certe notizie, specialmente quelle a carattere scientifico.
Se una bugia è facile da smascherare, più difficile è farlo con una mezza verità travestita da notizia.
Quindi quando leggete una notizia che vi sembra troppo assurda per essere vera, probabilmente non lo è, perciò prima di condividere una notizia verificate sempre se le vostre fonti sono attendibili affidando ache a siti scecializzati in bufale come bufale.net.

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Diritti e rovesci: Il governo tedesco ha aperto un sito per spiegare ai migranti come fare sesso con le donne europee?

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La notizia di cui parla Salvini e tratta da questo articolo de il giornale

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L’articolo afferma poi:

Disponibile in 12 lingue, tra cui l’arabo il turco e il farsi, nel sito è chiaramente spiegato come esso sia destinato soprattutto alle persone non-bianche (nonwhites) provenienti dai Paesi del terzo mondo.

[…]

Ma perché il governo tedesco avrebbe deciso di aprire una tale pagina? Evidentemente gli episodi di violenza sessuale avvenuti a Colonia durante la notte di Capodanno, le vicende analoghe che sono state denunciate su tutto il territorio nazionale e le reazioni intimorite che si stanno manifestando nell’opinione pubblica hanno portato il governo a prendere delle contromisuretentando di “educare” i nuovi arrivati alle abitudini sessuali dell’Occidente. Per far sì che la Germania multiculturale non si trasformi in una nuova società ad alta conflittualità sociale.

Ma le cose stanno proprio così?

Assolutamente no! Si tratta di un normalissimo sito di educazione sessuale chiamato Zanzu.de. L’educazione sessuale è importante e questo sito è fatto in modo da essere facilmente comprensibile per chiunque, indifferentemente che la coppia sia composta da una “donna tedesca bianca” e un migrante o qualsiasi altra coppia.

In pratica, un immigrato con scarsa conoscenza della lingua tedesca può apprendere dal nuovo portale informazioni attendibili e di facile comprensione sulla salute sessuale.

A far scattare l’accusa della “promozione del sesso interrazziale” sono state sicuramente le immagini riportate nel sito, che raffigurano persone sia bianche che di colore rappresentate immagini di svariati rapporti.

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Un altro esempio è la sezione che riguarda la prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili:

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C’è anche una sezione dedicata ai problemi di coppia legati all’ambito sessuale, dove si può tranquillamente dire che non vi sono raffigurati una “donna tedesca bianca” e un migrante:

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Si può anche vedere la sezione relativa ai diritti e al divorzio (i due ritratti nell’immagine non sembrano “un migrante e una donna bianca tedesca” o “un tedesco e una donna migrante”):

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Non si tratta affatto di “promozione al sesso interrazziale” o di “guide per migranti per far sesso con le europee bianche”, ma di semplice e sacrosanta educazione alla salute sessuale che riguarda tutti.

Zanzu è stato creato da BZgA (Bundeszentrale für gesundheitliche Aufklärung), il Centro Federale di Educazione Sanitaria della Germania, e dal Sensoa, il Centro di Esperienza per la Salute Sessuale delle Fiandre.
Sensoa è l’organizzazione associata ufficialmente al Ministero del Benessere, Salute Pubblica e Famiglia della Fiandre e porta avanti la politica dell’educazione sessuale del governo fiammingo.
BZgA è un’autorità specializzata che fa parte del Ministero della Salute Federale Tedesca. È responsabile della realizzazione di attività di promozione della salute e dell’educazione sanitaria a nome del Governo Federale. BZgA è anche un centro che collabora con l’OMS Europa (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) in materia di salute sessuale e riproduttiva.
Il contenuto di questo sito web è stato approvato da un comitato internazionale composto da esperti europei nel campo della salute sessuale e riproduttive e da rappresentanti dell’OMS.

Le lingue in cui è tradotto il sito sono le seguenti:

  • tedesco
  • inglese
  • francese
  • russo
  • turco
  • arabo
  • bulgaro
  • polacco
  • albanese
  • rumeno
  • olandese
  • spagnolo

Quindi affermare che il sito “sia destinato soprattutto alle persone non-bianche provenienti dai Paesi del terzo mondo” è falso anche perché 11 lingue su 12 sono europee o comunque non di zone del “terzo mondo”.

Il sito, in realtà, era già presente in Belgio con il dominio Zanzu.be registrato nel 2014, mentre il dominio .de è stato registrato nel 2015. Uno dei due enti promotori, Sensoa, è belga. Questo per dirvi che la nascita del sito non ha nulla a che vedere con i fatti di Colonia, come sostenuto dall’articolo de “Il Giornale”.

Su Internet a volte è difficile trovare informazioni corrette in tutte le lingue circa la salute sessuale.Basta visitare il sito e consultare il suo contenuto per renderci conto che fornisce informazioni utili per venire a conoscenza di questioni legate all’ambito della salute sessuale e non solo. Non in tutti i Paesi del mondo viene fatta un’adeguata educazione sessuale e di prevenzione delle malattie trasmissibili (o non viene fatta del tutto), è un dato di fatto. Vi sono anche differenze tra gli stessi Paesi membri della Comunità Europea.

Arrivare a dire che si tratta di un sito dedicato “esclusivamente a promuovere il sesso interrazziale tra “rifugiati” non bianchi e persone europee” è scorretto.

Diritti e rovesci: Grazie al governo le banche ci ruberanno la casa?

Per accelerare al massimo il recupero dei crediti inesigibili da parte degli istituti di credito, il governo ha infatti cancellato l’articolo 2744 del codice civile, che vieta il cosiddetto “patto commissorio” e cioè “il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore”. Il superamento di questo divieto permette quindi alle banche di entrare direttamente in possesso dell’immobile e metterlo in vendita per soddisfare il proprio credito qualora il mutuatario sia in ritardo con il pagamento di 7 rate, anche non consecutive.”

Questa la notizia diffusa da Il Fatto Quotidiano il 26 febbraio scorso e subito rilanciata da diversi esponenti del Movimento 5 Stelle (su tutti Alessandro Di Battista) che, tra un tweet e l’altro, hanno messo in allerta i cittadini sulla nuova riforma dei mutui promosso dal Governo Renzi con queste parole:

Quante famiglie, nell’arco di 15 o 30 anni, potrebbero trovarsi in difficoltà momentanea con i pagamenti? Basta un padre che finisce in cassa integrazione, una madre che perde il lavoro o persino una spesa straordinaria che fa saltare il bilancio domestico. Rischiamo di vederedecine di migliaia di nuclei sbattuti per strada senza neanche una procedura esecutiva. E che dire di imprenditori e piccoli commercianti che rischiano di vedersi sottratto il capannone o il laboratorio?Il decreto recepisce una direttiva europea del 2014 e modifica il codice civile che oggi vieta il cosiddetto “patto commissorio”. Nella foga di rendere sempre più appetibili le sofferenze bancarie da rimettere sul mercato, la Ue e il governo consentono al creditore (l’istituto) di vendere la casa a qualunque prezzo, visto che il titolare del mutuo dovrà comunque coprire l’eventuale differenza negativa tra il prezzo di dismissione dell’immobile e il debito residuo. Inoltre, la clausola capestro può essere introdotta anche in un secondo momento rispetto alla stipula dell’accordo, come se fosse vera la favola che intermediario e controparte hanno lo stesso peso nel contratto di mutuo. Con questa riforma, il Bomba (Renzi, ndr) consente alle banche di vendere con facilità le case dei cittadini anche dopo aver applicato interessi usurari. E senza che il giudice possa bloccare l’abuso. Eurocrazie e governo stanno assaltando il cuore del nostro patrimonio. Noi non ci stiamo. Non possiamo accettarlo. E faremo di tutto per evitarlo. Fai valere i tuoi diritti! La maggior parte dei media di regime stanno in silenzio, fatti sentire con un messaggio su Twitter con l’hashtag #LaCasaNonSiTocca e condividi questo post sulla tua pagina Facebook. Il web ancora non possono controllarlo!

Parole che suscitano sicuramente allarmismo e forti dubbi sulla nuova riforma, soprattutto dopo aver letto le parole affidate a facebook da Alesssandro Di Battista: “Se sei in ritardo di 7 rate (anche non consecutive) del tuo mutuo la banca ti espropria la casa e la mette in vendita al prezzo che dice lei.

Ma è davvero così? La risposta è molto semplice: assolutamente NO! Ci troviamo, infatti, di fronte all’ennesima bugia a 5 stelle, dove disinformazione e allarmismo allontanano dalla verità i cittadini. Cercheremo quindi di fare chiarezza sulla questione, rispondendo alle varie accuse susseguitesi sui media.

ESPROPRIO CASE: LE RATE SONO 7? NO!

La regola delle 7 rate non è stata introdotta dal Governo. Le rate infatti non sono 7, bensì 18. Il motivo per cui il numero delle rate è 18 è legato alla legge sui mutui, che consente al debitore di chiedere la sospensione del pagamento delle rate per un massimo di 18 mesi. Dal momento che i mutui sulla prima casa hanno già, nel 99% dei casi, rate di scadenza mensile, la banca li strutturerà con contratti a rata mensile. Inoltre, la clausola di inadempimento è facoltativa e la banca non può obbligare il cittadino a sottoscriverla . E’ considerato inadempimento la morosità di almeno 18 rate. In caso di inadempimento la casa può essere messa in vendita solo con uno specifico atto di disposizione dell’immobile da parte del consumatore. E’ stato confermato, poi, il divieto al “patto commissorio” (art. 2744 cc). Viene disciplinato per legge il cosiddetto “patto marciano” quindi, già riconosciuto dalla giurisprudenza: la banca può cioè trattenere dopo la vendita della casa solo quanto ancora dovuto ed è obbligata a restituire al consumatore l’eventuale eccedenza.

I 5 Stelle hanno scambiato l’articolo 40 del Tub, dove si parla di risoluzione anticipata del contratto in caso di ritardato pagamento, con una definizione dell’inadempimento.

IL GOVERNO TOCCA L’ARTICOLO 2744? NO!

L’atto del Governo non tocca l’articolo 2744 del Codice Civile che tratta il tema del “patto commissorio“. Si parla di “patto marciano” dove il creditore diventa proprietario del bene ricevuto in garanzia finché il debitore non adempie. Ci sono alcune garanzie: la prima è che il bene stesso venga stimato da un perito scelto dalle parti di comune accordo. La seconda è che il creditore versi al debitore la differenza tra l’ammontare del credito e l’eventuale accertato maggior valore del bene.

IL PREZZO LO DECIDE LA BANCA? NO!

Lo stabilisce il comma 3 dell’articolo 120-quinquiesdecies e il 2 dell’articolo 120-duocedies: “La valutazione è svolta da persone competenti sotto il profilo professionale e indipendenti dal processo di commercializzazione del credito, in modo da poter fornire una valutazione imparziale ed obiettiva”. In poche parole, la valutazione della casa (successiva all’inadempimento!) deve essere effettuata da un perito indipendente nominato dal tribunale e il consumatore deve essere assistito da un esperto di sua fiducia. Inoltre, su tutta la procedura vigila la Banca d’Italia.

MA QUINDI, COSA CAMBIA DAVVERO?

Anche prima la banca, non completamente soddisfatta, poteva agire nei confronti del mutuatario. Ad esempio, non completamente soddisfatta dal realizzo del bene, poteva agire nei confronti del mutuatario pignorando il quinto dello stipendio. In realtà quindi cambia solo una cosa: il ricorso alle procedure esecutive giudiziali. In pratica il creditore non avrà più bisogno di ricorrere ad un Giudice.

CONCLUDENDO…

Nella speranza di aver chiarito tutti i vostri dubbi, consigliamo al Movimento 5 Stelle e ai suoi parlamentari di cominciare a studiare (o, almeno, di cominciare a leggere..) le riforme che vengono votate in Parlamento. Capiamo che creare allarmismo, a maggior ragione attraverso un’arma così potente come i social network, è molto più semplice rispetto a fare le nottate pur di capire cosa si sta approvando. Così come capiamo che sia molto più facile fare opposizione a tutti i costi, anche a discapito della vera informazione. Ma fare tutto questo, per un pugno di voti, ci sembra, oltre che ridicolo, incoerente con quello che da sempre “profetizzate”, ovvero di essere diversi dagli altri partiti. E poi, come si suol dire, le bugie hanno le gambe corte! State attenti almeno! 😉

Diritti e rovesci: Renzi è un presidente illegittimo?

Quante volte sui giornali e su internet abbiamo letto “Renzi è un presidente illegittimo perché non è stato votato dal popolo”?
Questa affermazione è parzialmente vera. E’ vero che Renzi non è stato eletto dal popolo come del resto anche Enrico Letta, Mario Monti.
Questa affermazione è però valida anche per Silvio Berlusconi e tutti i Presidenti del Consiglio che abbiamo avuto fino ad ora perché NESSUN governo in Italia è stato mai eletto, nessuna persona ha mai votato un Presidente del Consiglio.
Le elezioni hanno il compito di creare un parlamento, espressione della volontà popolare, e colui che può vantare in esso una maggioranza ha la possibilità di essere nominato dal Presidente della Repubblica come Presidente del Consiglio dei Ministri.

Per citare la Costituzione italiana e più nello specifico l’articolo 92 :

“Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.”

Una repubblica parlamentare, come quella italiana, è una forma di governo in cui gli elettori votano i rappresentanti del parlamento, i quali poi nomina il Presidente della Repubblica. Quest’ultimo nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri, che presiede il governo; le elezioni parlamentari avvengono ogni 5 anni. Invece nella repubblica presidenziale gli elettori eleggono direttamente ogni 4 anni il Presidente della Repubblica, il quale diventa sia capo dello Stato, che del governo. Un tipico esempio di questa forma di governo sono gli Stai Uniti.

Fatta questa considerazione, si può introdurre la possibilità di un cambio di governo mantenendo lo stesso parlamento, come è avvenuto in questi ultimi anni.
Mario Monti non apparteneva a nessun partito politico, eppure ha governato perché era sostenuto dalla maggioranza dei parlamentari; allo stesso modo Letta e Renzi, appartenenti entrambi al Partito Democratico, hanno potuto e possono governare in virtù di un parlamento che appoggia con una maggioranza le loro proposte.
Per completezza ora è giusto introdurre anche l’articolo 60 della costituzione:

“La Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.”

Questo articolo nella sua prima parte chiarisce che è il parlamento ad essere eletto, e che è sempre il parlamento che ha durata di 5 anni.
Il governo, invece, non passa per le urne e non ha durata definita, ma termina quando non ha più una maggioranza che lo appoggia. Ciò può verificarsi nel momento in cui il parlamento viene sciolto per nuove elezioni o, come per gli ex presidenti Monti e Letta, nel momento il cui viene a mancare l’appoggio della maggioranza del parlamento.

In conclusione, Renzi non è un presidente illegittimo perché è stato nominato dal Presidente della Repubblica e il parlamento votato dal popolo ha accettato la sua nomina.

 

Diritti e rovesci: Il Duce è stato l’unico uomo di governo che abbia veramente amato questa nazione?

Ultimamente ci troviamo di fronte a molte frasi di questo genere, frasi non comprovate, frasi dette così a caso. A caso, perché se si verificano i fatti, risulta chiaro che c’è un motivo se Mussolini è considerato un dittatore quantomeno deprecabile. Non è nemmeno vero che ha fatto tante cose buone: più ci si documenta, più si confutatano false affermazioni. Ecco l’analisi di alcune di esse.

Devi ringraziare il Duce se esiste la pensione”

In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la fondazione della “Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai”, un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori. Mussolini aveva in quella data l’età 15 anni. L’iscrizione a tale istituto diventa obbligatoria solo nel 1919, durante il Governo Orlando, anno in cui l’istituto cambia nome in “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali”. Mussolini fondava in quella data i Fasci Italiani e non era al governo.

Tutta la storia della nostra previdenza sociale è peraltro verificabile sul sito dell’Inps. La pensione sociale viene introdotta solo nel 1969. Mussolini in quella data era morto da 24 anni.

La cassa integrazione guadagni (CIG) è stata pensata e creata dal Duce per aiutare i lavoratori di aziende senza lavoro”

La cassa integrazione guadagni (CIG) è un ammortizzatore sociale per sostenere i lavoratori delle aziende in difficoltà economica. Nasce nell’immediato dopoguerra per sostenere i lavoratori dipendenti da aziende che, durante la guerra, furono colpite dalla crisi e non erano in grado di riprendere normalmente l’attività. Quindi la cassa integrazione nasce per rimediare ai danni causati dal fascismo e della guerra che hanno causato milioni di disoccupati.

Nel 1939, tramite circolari interne, ne veniva prevista la possibilità senza un reale quadro normativo per poterla applicare, visto che allora era totalmente inutile.

L’Italia, già coinvolta nelle guerre nelle colonie (Libia, Abissinia) si stava preparando all’entrata in guerra al fianco della Germania, e l’industria (soprattutto quella bellica) era in gran fermento, motivo per cui non solo si lavorava a turni pesantissimi ma si assistette addirittura al primo esodo indotto di lavoratori dall’agricoltura all’industria.

La cassa integrazione guadagni nella sua struttura è stata costituita solo il 12 agosto 1947 con DLPSC numero 869, misura finalizzata al sostegno dei lavoratori dipendenti da aziende che durante la guerra erano state colpite e non erano in grado di riprendere normalmente l’attività.

Ai tempi del Duce eravamo tutti più ricchi”

Mussolini permise agli industriali e agli agrari di aumentare in modo consistente i loro profitti, a scapito degli operai. Infatti fece approvare il loro contenimento dei salari.

Nel 1938, dopo 15 anni di suo operato, la situazione economica dell’italiano medio era pessima, il suo reddito era circa un terzo di quello di un omologo francese.

Grazie al Duce la disoccupazione non esisteva”

Non vi era un reale stato di benessere dell’economia ma in realtà l’Italia stava preparando l’entrata in guerra e tutte le industrie (e l’artigianato) che direttamente o indirettamente fornivano l’esercito lavoravano a pieno regime. Senza contare le masse arruolate nell’esercito per poi essere usate come carne da macello per i sogni di gloria del duce.

Per contro, l’accesso al lavoro era precluso a tutti coloro che non sottoscrivevano la tessera del Partito Nazionale Fascista, sanzione che era estesa anche ai datori di lavoro che eventualmente li impiegassero. Motivo per cui durante il fascismo assistemmo ai flussi migratori di tutti coloro che per motivi politici non intesero allinearsi al regime ma avevano una famiglia da mantenere.

Il 27 maggio 1933 l’iscrizione al partito fascista è dichiarata requisito fondamentale per il concorso a pubblici uffici; il 9 marzo 1937 diventa obbligatoria se si vuole accedere a un qualunque incarico pubblico, e dal 3 giugno 1938 non si può lavorare se non si ha la tanto conclamata tessera.

Il Duce ha fatto costruire grandi strade in Italia”

Il programma infrastrutturale che prevedeva la costruzione delle strade completate durante il Ventennio cominciò già durante il quinto governo di Giovanni Giolitti, che aveva constatato l’impossibilità di uno sviluppo industriale in mancanza di solide strutture. Infatti, la necessità di realizzare infrastrutture in Italia fu un’idea di Giovanni Giolitti durante il suo quinto governo (15 giugno 1920/7 aprile 1921), che aveva constatato l’impossibilità di uno sviluppo industriale in mancanza di solide strutture, sviluppo dimostratosi necessario dal confronto con le altre grandi potenze che avevano partecipato al primo conflitto mondiale.

Tale “rivoluzione” non potè essere attuata da Giovanni Giolitti, prima, e dal governo Bonomi che vi seguì solo per i sette mesi a causa del boicottaggio e dell’ostruzionismo politico da parte del nascente fascismo, prima generico movimento popolare (1919) e poi soggetto in forma di partito dal 1921, con la costituzione del Partito Nazionale Fascista.

Quando c’era lui i treni arrivavano in orario”

Non è vero. Come spiega questo articolo dell’Indipendent (http://www.independent.co.uk/voices/rear-window-making-italy-work-did-mussolini-really-get-the-trains-running-on-time-1367688.html ), si tratterebbe infatti di un mito derivante dalla propaganda durante il Ventennio.

La puntualità dei treni era infatti per la propaganda fascista il simbolo del ritorno all’ordine nel paese ma, in realtà, è solo grazie alla censura sistematica delle notizie riguardanti incidenti e disservizi ferroviari che questa immagine si è potuta formare.

La deriva razzista del duce è dovuta all’allenaza con Hitler”

Le leggi razziali furono emanate nel 1938: esattamente il 14 luglio con la pubblicazione del famoso “Manifesto del razzismo italiano” poi trasformato in decreto, il 15 novembre dello stesso anno, con tanto di firma di Vittorio Emanuele III di Savoia, Re d’Italia e imperatore d’Etiopia “per grazia di Dio e per volontà della nazione” .

Eccco i 10 punti:

1.  LE RAZZE UMANE ESISTONO. – La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica. materiale. percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse. quasi sempre imponenti. di milioni di uomini. simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori. ma soltanto che esistono razze umane differenti.

2.  ESISTONO GRANDI RAZZE E PICCOLE RAZZE. – Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori. che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei. i dinarici, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze,la esistenza delle quali è una verità evidente.

3. IL CONCETTO DI RAZZA E’ CONCETTO PURAMENTE BIOLOGICO. Esso è quindi basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni sto­riche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc .. non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è di­versa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti che da tempo molto antico costituiscono i di,versi popoli sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine. che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.

4. LA POPOLAZIONE DELL’ITALIA ATTUALE E’ DI ORIGINE ARIANA E LA SUA CIVILTA’ E’ ARIANA. – Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L’origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell’Europa.

5. E’ UNA LEGGENDA L’APPORTO DI MASSE INGENTI DI UOMINI IN TEMPI STORICI. – Dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisonomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variatanotevolmente in tempi anche moderni,per l’Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa; i quarantaquattro milioni d’Italiani di oggi rimon­tano quindi nell’ assoluta maggioranza a famiglie che abitano l’Italia da un millennio.

6.  ESISTE ORMAI UNA PURA “RAZZA ITALIANA“. – Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico·linguistico di popolo e dinazione, ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.

7. E’ TEMPO CHE GLI ITAILANI SI PROCLAMINO FRANCAMENTE RAZZISTI. – Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza.

La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose.

La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indrizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie·del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani. un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per, i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra europee, questo vuol dire elevare l’Italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.

8. E’ NECESSARIO FARE UNA NETTA DISTINZIONE TRA I MEDITERRANEI D’EUROPA (OCCIDENTALI) DA UNA PARTE GLI ORIENTALI E GLI AFRICANI DALL’ALTRA. – Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l’origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili. ‘

9. GLI EBREI NON APPARTENGONO ALLA RAZZA ITALIANA. – Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l’occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all’infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia.

Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.

10. I CARATTERI FISICI E PSICOLOGICI PURAMENTE EUROPEI DEGLI ITALIANI NON DEVONO ESSERE ALTERATI IN NESSUN MODO. L’unione è ammissibile solo nell’ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un corpo comune e differiscono solo per alcuni caratteri. mentre sono uguali per moltissimi altri.

Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall’incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.

La prossima volta che vi imbattete in un’immagine che inneggia alla saggezza del Duce e di come si stava bene quando c’era lui fermatevi un momento, riflettete e documentatevi. E comunque, anche se trovate qualcosa di buono, ricordatevi quante persone sono morte perché non si sono piegate alla sua tirannide, ricordate quanti ragazzi disabili sono stati uccisi, quanti omosessuali hanno sofferto, quante donne sono state trattate da schiave in quel Ventennio. Perché è facile parlare senza aver vissuto davvero quel periodo, è molto più semplice di quanto pensiate passare dalla parte degli emarginati.

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Diritti e rovesci: Tutti i musulmani sono terroristi?

Le ultime settimane sono state caratterizzate da costanti attacchi terroristici che hanno portato terrore anche nella sicura e libera Europa.
Proprio in questi momenti diventa estremamente semplice schierarsi su posizioni irrazionali e istintive, che sono terreno fertile per accrescere diffidenza e odio. È sufficiente collegarsi a Facebook o Twitter per accorgersi di quanta intolleranza e rancore abbia partorito la tragedia di Parigi. I peggiori virgolettati di Oriana Fallaci capeggiano sui profili dei tanti convinti che “Non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici”, giusto per eliminare dalla memoria storica i separatisti baschi dell’ETA, la Real IRA irlandese o anche solo il terrorismo nero e rosso degli Anni di piombo italiani.

I musulmani d’Italia sono scesi in piazza contro il terrorismo dichiarando:”Nessuna guerra è santa. Non dobbiamo avere paura. Restiamo uniti per sconfiggere assieme il cancro del terrorismo”. Da Milano a Roma passando per Genova, tante voci e tanti slogan hanno espresso il medesimo concetto: “L’Islam non è violenza, #notinmyname”. Dopo gli attacchi terroristici a Parigi e in Mali, le comunità islamiche italiane si sono riunite nella capitale e a Milano per rispondere alle violenze e alle stragi.
La presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini ha commentato: “Iniziative come la vostra, rivendicando che i terroristi non operano in nome dei musulmani sono fondamentali anche per smentire e isolare coloro che predicano lo scontro di civiltà. Il terrorismo non può avere religione”.

Nel frattempo, in pochi si sono accorti della condanna degli attentati di Parigi da parte del movimento sciita libanese degli Hezbollah e del partito palestinese di Hamas. Nessun islamofobo ha citato il nome di Lassana Bathily, l’immigrato maliano di fede musulmana che ha salvato sei ostaggi durante l’attacco nel supermercato kosher di Parigi.
L’ondata di islamofobia ha fatto registrare almeno una cinquantina di episodi violenti contro edifici o membri della comunità musulmana solo in Francia. Così i musulmani, oltre a soccombere sotto gli attacchi dell’Isis, come è successo al poliziotto musulmano Ahmed Merabet, ucciso fuori dalla sede di Charlie Hebdo, devono ora difendersi anche dal pregiudizio di chi, spaventato, vede in loro possibili terroristi.
Come ha affermato il re giordano Abdallah in una conferenza stampa durante una visita a Pristina, in Kosovo, “Sono centomila i musulmani uccisi dall’Isis negli ultimi due anni”.
Re Abdallah ha ribadito la sua opinione che l’Occidente e l’Oriente sono minacciati da “una Terza Guerra Mondiale contro l’umanità'”.”Questo e’ ciò che ci unisce”, ha aggiunto Abdallah, tornando a fare appello per una lotta comune contro il terrorismo.

Dire che tutti i terroristi sono musulmani è come dire che tutti gli italiani sono mafiosi!

La storia del terrorismo italiano è ben impressa nella memoria del nostro Paese, terrorismo ad opera degli stessi italiani nostri connazionali.
Non possiamo assolutamente dimenticarci la Strage della stazione di Bologna (ottantacinque vittime e oltre duecento feriti); Così come non possiamo dimenticarci le Brigate Rosse, l’organizzazione terroristica di estrema sinistra costituitasi nel 1970 per propagandare e sviluppare la lotta armata rivoluzionaria per il comunismo.

Nella storia non esistono solo terroristi di religione islamica o ebraica, ma anche di fede cristiana!

In questo caso interpretazioni del Vecchio Testamento della Bibbia vengono utilizzate come propria ispirazione per giustificare violenza e omicidi.
Un esempio è stato il movimento ultracattolico Christian Identity e il gruppo Army of God, un gruppo ultracattolico che ritiene i cattolici ariani la “Razza Eletta del Signore”.
Guidati dal terrorista Eric Robert Rudolph, sono stati i colpevoli dell’attentato alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996 (111 feriti ed un morto), della bomba contro la clinica per aborti ad Atlanta, al bar Otherside Lounge perché frequentato da clientela lesbica nel 1997 e della bomba contro la clinica per aborti di Birmingham nel 1998.

Parliamo inoltre dei massacri ad opera dei cristiani ed animisti anti-Balaka nello Stato di Centr’Africa, dove la minoranza musulmana è stata massacrata. Nel solo mese di gennaio 2014 ci sono state circa 1000 vittime, ma il conflitto dura da anni. Ciò ha causato la fuga di numerosi credenti musulmani verso i paesi vicini. A denunciare questi massacri fu Amesty International nel 2014.

Tutto questo per dire che non si può confondere i terroristi con i musulmani, così come non si possono confondere i terroristi con qualsiasi altro credo religioso e politico. I terroristi sono solo dei pazzi che travisano a loro piacimento una religione o una dottrina politica, nel nome di chissà quale dio o leader. L’unica cosa certa è che questi terroristi, non hanno umanità, mentre tutte le religioni (e sottolineiamo, anche l’Islam) parlano di pace e rispetto reciproco fra tutti gli uomini. Ma soprattutto , a causa del loro odio, le tre religioni più importanti (Cristianesimo, Islam e Ebraismo) hanno trovato un’unità mai condivisa prima e sempre dimostrata ai funerali di Valeria lo scorso martedì. Un’unità pronta a sconfiggere ogni forma di odio, di fondamentalismo e di assurdo rancore, semplicemente restando umani.

#stayhuman

Diritti e rovesci: Mangia tutto, se no arriva il “gender”!

Il Consiglio regionale della Lombardia ha di recente approvato una mozione della Lega Nord che chiede di “contrastare la diffusione della teoria gender nelle scuole lombarde”. A sostegno del documento, tutto il centrodestra, che ritiene “la teoria gender un pericolo per i bambini”. Contro, le opposizioni Pd, Patto Civico e M5S, che hanno parlato di “disinformazione”, di “documento ignorante e oscurantista”. La mozione, che aveva il sostegno anche della giunta Maroni, è stata approvata a scrutinio segreto.

Ma cos’è La “teoria del gender”?

Innanzitutto, NON esiste teoria che rifiuti la differenza biologica tra maschi e femmine!

Esistono molteplici studi di genere che analizzano come i ruoli attribuiti all’uno o all’altro sesso (maschio/femmina) siano sociali e strettamente legati alla cultura di appartenenza, quindi variano in base alla nazione e al periodo storico.

I ruoli di genere, cioè quello che in una società ci si aspetta da una persona appartenente al sesso biologico maschio o femmina, non dipendono dalla conformazione del corpo. Non esiste infatti un gene che fa preferire il cucito alle femmine e il calcio ai maschi in modo istintivo.

Sebbene il corpo sia importantissimo, da questo non discendono in maniera diretta, inequivocabile e assoluta caratteristiche psicologiche o ruoli sociali predefiniti e non è l’unico elemento che definisce la propria identità.

Con il nome di teoria del gender viene definita, da una precisa corrente del pensiero cattolico, una teoria secondo cui non esistono differenze biologiche tra i sessi (a parte quelle puramente fisiche) proclamando l’eguaglianza assoluta tra maschi e femmine. La differenza maschile / femminile è una differenza esclusivamente culturale, ovvero “Gli uomini sono uomini perché sono educati da uomini, le donne sono donne perché sono educate da donne!”.

Questi attivisti cattolici affermano che alcuni organismi internazionali e potenti lobby di potere LGBTI promuovono questa ideologia attraverso la sostituzione del termine “sesso” con il termine “genere” e l’estensione alle coppie dello stesso sesso del diritto al matrimonio, all’adozione, e alle tecniche di riproduzione assistita.

In Italia, questa visione nasce dalle frange più estreme della Chiesa cattolica, la cui difesa è spesso affidata ad “esperti” autonominati (Es. Cerelli alla fiera del libro di Calusco) che letteralmente non sanno nemmeno di cosa stanno parlando.

Attualmente “l’ideologia gender” non è nient’altro che una caricatura polemica, nella quale alcuni aspetti controversi dei “gender studies” e della “queer theory” sono stati ingigantiti fino al grottesco, mescolando le teorizzazioni più estreme della queer theory a tematiche femministe. Un vero e proprio complotto messo assieme per distruggere il carattere cristiano della civiltà occidentale.

I “no gender” sono convinti che questo “complotto” sia organizzato dalla potentissima lobby gay per promuovere l’omosessualizzazione nella società, discriminando le persone “normali” per motivi di eterofobia, “convertendoli” all’idea che i sessi (ossia i generi) non esistono e che la “famiglia naturale” è priva di significato.

Questa teoria però, al di fuori degli scritti dei “no gender”, non esiste, e non è mai stata teorizzata da nessuno.

L’idea stessa che qualcuno possa negare l’esistenza di una differenza biologica fra i sessi è ridicola! “I’ideologia di genere” è invece un’espressione che finora è stata utilizzata prevalentemente dai sociologi per indicare l’atteggiamento d’una società nei confronti dei ruoli di genere dell’uomo e della donna. Ad esempio, “un’ideologia conservatrice di genere” è quella dell’Arabia Saudita, che impone una rigida separazione dei ruoli e addirittura una segregazione fisica dei due sessi, mentre quella francese è una società dove è presente un’”ideologia liberale di genere” perché viene accettata un’equa ripartizione e pure un’inversione dei ruoli dell’uomo e della donna (la donna può lavorare e l’uomo rimanere a casa e badare alla famiglia).

E’ vero che nelle nostre scuole si insegna il “gender”?

Con il DDL n. 1680 (http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/45005.htm),

presentato dalla senatrice Valeria Fedeli, si prevede “l’integrazione dell’offerta formativa dei curricoli scolastici di ogni ordine e grado con l’insegnamento a carattere interdisciplinare dell’educazione di genere finalizzato alla crescita educativa, culturale ed emotiva, per la realizzazione dei principi di eguaglianza, pari opportunità e piena cittadinanza nella realtà sociale contemporanea”.

L’obiettivo di questo DDL è promuovere la cultura dell’uguaglianza tra uomini e donne, insegnando sin dalla nascita (o quasi) il rispetto per le diversità e l’impegno ad eliminare disparità legate SOLO a ruoli di genere socialmente determinati.

Non esiste alcuna “teoria gender”. Non esiste ne ‎”la buona scuola‬”. Ma vi dirò di più: non esiste proprio”. Così su Facebook il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, che prosegue

:«Cosa fa veramente la scuola? La Scuola fa la Scuola: semplicemente educa al rispetto attraverso la conoscenza del diritto e dei diritti della persona, in ottemperanza delle leggi e delle convenzioni internazionali. Ne la buona scuola, non c’è alcun comma pro gender, semplicemente è prevista l’introduzione dell’educazione alle pari opportunità e alla conoscenza consapevole dei diritti e dei doveri delle persone come base e premessa per prevenire e contrastare ogni tipo di discriminazione che poi degenera in violenza. Una basilare norma di civiltà che dovrebbe trovarci tutti d’accordo.

Ne la buona scuola non c’è nessuna ideologia gender, nessun intento di annullare le differenze, bensì di esaltarle e includerle. C’è la ferma determinazione di fare delle ragazze e dei ragazzi cittadini consapevoli, che conoscano e rispettino diritti e doveri della persona, per contrastare ogni tipo di violenza o di istigazione all’odio. Razzismo, bullismo, istigazione all’odio, omofobia, intolleranza sono tutti disvalori che non fanno parte del nostro paese e che la scuola deve identificare, prevenire e combattere.»

Siamo tutti diversi ma uguali nei diritti. È questo che si insegna nelle scuole.

#GenderNoDirittiSì