25 Aprile sempre!

Come ogni anno, abbiamo partecipato con entusiasmo alla commemorazione del 25 Aprile a Calusco. Per noi il 25 Aprile non è vacanza, è festa: forse la più bella dell’anno! Per questo abbiamo scelto di aderire all’iniziativa dei Giovani Democratici di Bergamo e dell’ANPI. Abbiamo distribuito oltre 60 garofani rossi, ciascuno dedicato ad un partigiano bergamasco.

Non solo la partecipazione a questa iniziativa è stata ampia, ma abbiamo ricevuto anche apprezzamento dai nostri concittadini. Probabilmente perché è da 9 anni che a Calusco si sente la mancanza di un vero 25 Aprile! Come ogni anno, infatti, il nostro sindaco e la sua amministrazione, allergici alla parola partigiano, parlano di migranti, Europa e religione dimenticandosi il significato del 25 Aprile.

La festa della Liberazione non è la “festa dei comunisti”, ma è una festa per tutti gli italiani. 25 Aprile significa libertà di esprimere e di essere, di combattere in nome dei propri ideali e di viverli. Significa ricordare il sangue versato da chi sognava di consegnare a noi, generazioni future, un mondo, se non già migliore, almeno con la possibilità di diventarlo. E significa non lasciare che il ricordo sbiadisca, e che gli errori che ci hanno condotto così in basso si ripetano, come ci hanno insegnato, ad esempio, i nostri concittadini Bortolo Previtali e Giovanni Sonzogni, tra i partigiani caluschesi che hanno combattuto per la nostra libertà. E’ a loro e a tutti i partigiani che abbiamo dedicato l’iniziativa dei garofani rossi, perché “questo è il fiore del partigiano, morto per la libertà!” anche di chi, da ormai 9 anni, vieta dii cantare pubblicamente “Bella Ciao”.

Ora e per sempre resistenza!

 

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Scheda di Bortolo Previtali, patriota caluschese

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Scheda di Giovanni Sonzogni, patriota caluschese

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Opacità digitale

Il mio impiego principale ultimamente consisite nel tenere dei corsi di creatività digitale, che coinvolgono bambini dagli otto ai dodici anni ai quali vengono mostrati strumenti digitali e fisici per esprimere la loro creatività. Robot costruiti ed istruiti utilizzando LEGO, videogiochi, cose così. Quando racconto ai miei amici quello che faccio mi muovono quasi sempre una di queste due critiche: la prima è che i bambini sono troppo piccoli per capire cose complesse come robotica e programmazione, e la seconda è che i bambini d’oggi sono già troppo in gamba con la tecnologia, e non hanno bisogno di stare più tempo davanti a degli schermi. Entrambe le critiche non sono corrette, nonostante siano forse una l’opposto dell’altra.

Partiamo dalla prima: i bambini non possono capire cose complesse come robotica e programmazione. Spesso questa è la critica di chi non conosce l’argomento robotica (come nel mio caso, prima di documentarmi per questi corsi) o l’argomento programmazione. Chiunque stia a lezione per mezzoretta lo capirebbe: i bambini hanno più potenziale di noi insegnanti a fare queste cose. Ci sono bambini che fanno fatica a comprendere determinati concetti, magari i più tecnici o i più mnemonici, non c’è dubbio, ma stiamo parlando di creatività digitale. È questo il fattore principale che serve a muovere gli ingranaggi del prodotto finito, tutto il resto è contorno. Noi gli forniamo gli strumenti e loro scelgono come usarli. È sostanzialmente come dare i chiodini ad un bambino, e dirgli di infilare i chiodini colorati sulla tavola, la differenza è che usiamo uno strumento molto più potente.

Passiamo quindi alla seconda critica: i bambini di oggi sono già troppo in gamba e non hanno bisogno di usare questo strumento più di così. Questa critica, se presa sul serio, è addirittura dannosa. I ragazzini non sono per nulla in gamba con la tecnologia. La usano tanto, tutto qua: quando usi spesso una cosa ti ci raccapezzi prima o poi, ma non la padroneggerai mai se non ti ci impegni, o se non ti aiuta qualcuno. Leggendo questo rapporto dell’università Bicocca sull’uso dei nuovi media tra i giovani ho letto cose ovvie: tutto si sposta sul portatile e sui telefoni e i più giovani hanno sempre più accesso ad Internet. Ho deciso quindi di porre io stesso alcune domande ai bambini, come, per esempio, “Chi di voi non va abitualmente su Internet”? Mi sono stupito della risposta: tante mani alzate. Quindi chiedo a loro cosa facciano con computer e telefoni: c’è chi va su Facebook, c’è chi guarda Youtube … Alla fine della fiera, tutti andavano su Internet, e la maggior parte non lo sapeva.

In informatica esiste un concetto che si chiama trasparenza. Qualcosa è trasparente se nasconde a chi lo usa tutto ciò di complicato e, per lui, inutile. Una macchina da scrivere non è trasparente, il suo meccanismo è cristallino e bene in vista. Google è trasparente, perchè all’utente traspare quest’idea di interazione con qualcosa che ti capisce, ma non ti mostra come è arrivato al risultato di una ricerca. Quindi sì, è l’esatto contrario di quello che si intende con trasparenza in ambito politico e sociale. Non so perchè abbiano scelto questo termine.

Internet è estremamente trasparente. Internet sembra qualcosa di concettuale ed etereo, ma è una rete di computer e dispositivi fisici, che comprende quello con cui stai leggendo questo articolo. Usare una scatola chiusa senza sapere nulla del suo funzionamento è pericoloso. Internet, essendo particolarmente potente, è particolarmente pericoloso. “Sei il milionesimo visitatore!” “Inserisci qui i tuoi dati fiscali e vincerai un iPad!” … Penso che sia chiaro che se una persona sa come funziona un oggetto lo può usare in maggior sicurezza.

Quindi qual è la soluzione a questo problema, i ragazzini che strausano le tecnologie senza conoscerne i rischi? Vietarne l’accesso in toto o in parte! Il proibizionismo ha sempre funzionato, vero? La soluzione è, ovviamente, informare gli utenti dei rischi, insegnandogli come funzionano le tecnologie. Il problema è che pariliamo di bambini, come possiamo fargli apprendere concetti complessi ma divertendosi, facendo e usando ciò che gli piace? Se solo esistesse un modo …

Viaggio verso l’Integrazione

Venerdì 15 Aprile, a Sotto il monte, il nostro gruppo ha organizzato questo evento, Viaggio verso l’Integrazione.


 

Questo evento è nato con l’idea di sensibilizzare e sfatare l’opinione pubblica sulla situazione dei migranti che arrivano in Italia. Come gruppo GD Calusco abbiamo deciso di andare a trovare Donatella ed Emanuele che da poco più di un anno hanno deciso di cambiare vita e da Bergamo si sono trasferiti in Val Masino per ospitare rifugiati richiedenti asilo politico in Italia. Nella giornata trascorsa con loro, abbiamo raccolto del materiale video che racconta le esperienze delle due persone che fanno questo lavoro, ma anche di alcune delle 18 persone che accolgono alla loro struttura. Durante la serata mostreremo, quindi, un filmato che raccoglie l’esperienza vissuta da Emanuele e Donatella, il loro racconto delle difficoltà che quotidianamente devono affrontare e le gioie che questo lavoro offre loro. Un secondo filmato, che verrà proiettato nel proseguo della serata, racconta invece le esperienze che i rifugiati accolti in Val Masino hanno vissuto, la loro partenza, il viaggio e le motivazioni delle loro scelte.

Interverranno il parlamentare PD Giuseppe Guerini e l’europarlamentare PD Antonio Panzeri per discutere della situazione politica nazionale e continentale. Interverranno inoltre Andrea Dagna del gruppo Emergency Lecco e Bruino Goisis, presidente della cooperativa Ruah, che racconteranno la loro esperienza sul campo.

Ci sarà inoltre un piccolo mercatino libri ad offerta libera, il cui profitto sarà devoluto al gruppo Emergency.

Parlano di noi BergamoNews e Il Giornale di Merate

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Vi aspettiamo numerosi!

Diritti e rovesci: Il governo tedesco ha aperto un sito per spiegare ai migranti come fare sesso con le donne europee?

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La notizia di cui parla Salvini e tratta da questo articolo de il giornale

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L’articolo afferma poi:

Disponibile in 12 lingue, tra cui l’arabo il turco e il farsi, nel sito è chiaramente spiegato come esso sia destinato soprattutto alle persone non-bianche (nonwhites) provenienti dai Paesi del terzo mondo.

[…]

Ma perché il governo tedesco avrebbe deciso di aprire una tale pagina? Evidentemente gli episodi di violenza sessuale avvenuti a Colonia durante la notte di Capodanno, le vicende analoghe che sono state denunciate su tutto il territorio nazionale e le reazioni intimorite che si stanno manifestando nell’opinione pubblica hanno portato il governo a prendere delle contromisuretentando di “educare” i nuovi arrivati alle abitudini sessuali dell’Occidente. Per far sì che la Germania multiculturale non si trasformi in una nuova società ad alta conflittualità sociale.

Ma le cose stanno proprio così?

Assolutamente no! Si tratta di un normalissimo sito di educazione sessuale chiamato Zanzu.de. L’educazione sessuale è importante e questo sito è fatto in modo da essere facilmente comprensibile per chiunque, indifferentemente che la coppia sia composta da una “donna tedesca bianca” e un migrante o qualsiasi altra coppia.

In pratica, un immigrato con scarsa conoscenza della lingua tedesca può apprendere dal nuovo portale informazioni attendibili e di facile comprensione sulla salute sessuale.

A far scattare l’accusa della “promozione del sesso interrazziale” sono state sicuramente le immagini riportate nel sito, che raffigurano persone sia bianche che di colore rappresentate immagini di svariati rapporti.

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Un altro esempio è la sezione che riguarda la prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili:

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C’è anche una sezione dedicata ai problemi di coppia legati all’ambito sessuale, dove si può tranquillamente dire che non vi sono raffigurati una “donna tedesca bianca” e un migrante:

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Si può anche vedere la sezione relativa ai diritti e al divorzio (i due ritratti nell’immagine non sembrano “un migrante e una donna bianca tedesca” o “un tedesco e una donna migrante”):

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Non si tratta affatto di “promozione al sesso interrazziale” o di “guide per migranti per far sesso con le europee bianche”, ma di semplice e sacrosanta educazione alla salute sessuale che riguarda tutti.

Zanzu è stato creato da BZgA (Bundeszentrale für gesundheitliche Aufklärung), il Centro Federale di Educazione Sanitaria della Germania, e dal Sensoa, il Centro di Esperienza per la Salute Sessuale delle Fiandre.
Sensoa è l’organizzazione associata ufficialmente al Ministero del Benessere, Salute Pubblica e Famiglia della Fiandre e porta avanti la politica dell’educazione sessuale del governo fiammingo.
BZgA è un’autorità specializzata che fa parte del Ministero della Salute Federale Tedesca. È responsabile della realizzazione di attività di promozione della salute e dell’educazione sanitaria a nome del Governo Federale. BZgA è anche un centro che collabora con l’OMS Europa (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) in materia di salute sessuale e riproduttiva.
Il contenuto di questo sito web è stato approvato da un comitato internazionale composto da esperti europei nel campo della salute sessuale e riproduttive e da rappresentanti dell’OMS.

Le lingue in cui è tradotto il sito sono le seguenti:

  • tedesco
  • inglese
  • francese
  • russo
  • turco
  • arabo
  • bulgaro
  • polacco
  • albanese
  • rumeno
  • olandese
  • spagnolo

Quindi affermare che il sito “sia destinato soprattutto alle persone non-bianche provenienti dai Paesi del terzo mondo” è falso anche perché 11 lingue su 12 sono europee o comunque non di zone del “terzo mondo”.

Il sito, in realtà, era già presente in Belgio con il dominio Zanzu.be registrato nel 2014, mentre il dominio .de è stato registrato nel 2015. Uno dei due enti promotori, Sensoa, è belga. Questo per dirvi che la nascita del sito non ha nulla a che vedere con i fatti di Colonia, come sostenuto dall’articolo de “Il Giornale”.

Su Internet a volte è difficile trovare informazioni corrette in tutte le lingue circa la salute sessuale.Basta visitare il sito e consultare il suo contenuto per renderci conto che fornisce informazioni utili per venire a conoscenza di questioni legate all’ambito della salute sessuale e non solo. Non in tutti i Paesi del mondo viene fatta un’adeguata educazione sessuale e di prevenzione delle malattie trasmissibili (o non viene fatta del tutto), è un dato di fatto. Vi sono anche differenze tra gli stessi Paesi membri della Comunità Europea.

Arrivare a dire che si tratta di un sito dedicato “esclusivamente a promuovere il sesso interrazziale tra “rifugiati” non bianchi e persone europee” è scorretto.

IL FILO DI ARIADNE

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.
(Mahatma Gandhi)

Il tema del cambiamento è un argomento di discussione sempre attuale. Si potrebbe dire che il cambiamento non solo è alla base della nostra vita, ma che è anche ciò che ne permette l’esistenza. Tutto ciò che ci circonda si modifica e si trasforma con il passare del tempo e ciò avviene anche a ciò che c’è dentro di noi, alla nostra personalità alla concezione che abbiamo di noi stessi e del mondo. Tuttavia non possiamo scordarci che, oltre ad essere soggetti a questo flusso continuo di cambiamenti e trasformazioni, possiamo esserne anche i fautori.

Nel corso dei secoli abbiamo avuto numerosi esempi di come un popolo, un gruppo di individui o anche solo una singola persona siano stati in grado di “riscrivere” la storia dell’umanità, sia in negativo che in positivo, dandole una nuova direzione e dei nuovi orizzonti. Sebbene non sempre le conseguenze di queste “svolte” non siano state quelle previste da coloro che hanno contribuito a compierle, è chiaro che dietro ognuna si trova un progetto, un ideale che è stato coltivato e perseguito con determinazione. I suoi autori e sostenitori si sono messi in gioco in prima persona, pagando prezzi anche altissimi in nome di quello in cui credevano e che desideravano vedere compiersi nella realtà dei fatti.

In questi ultimi tempi il bisogno di un cambiamento significativo, che possa risolvere la crisi non solo economica ma anche sociale che riguarda non solo l’Europa, ma il mondo intero. Ogni giorno assistiamo a discussioni in cui ognuno esprime il suo pensiero, sia che si tratti di personaggi pubblici o di privati cittadini, per le strade o attraverso i media. Eppure resta sempre la sensazione che nessuna soluzione venga trovata, che le parole e le promesse che riempono quei discorsi siano sempre le stesse, rigirate e camuffate in mille modi per nascondere il vuoto che la maggior parte di esse porta con sé. Non sembra ci sia alcuna reale, decisiva sforza in vista, nessun nuovo, desiderato e necessario cambiamento all’orizzonte, nonostante ci siano tutte le premesse per cui essi si manifestino. La verità è che oramai siamo stati abituati ad aspettarci che qualcun altro prenda le decisioni al nostro posto e si faccia carico di portare avanti un progetto che dovrebbe essere in realtà quello di ognuno di noi. Forse questo è il segno che è arrivato il momento di cambiare noi stessi ed il nostro modo di pensare, prima di aspettarci che qualcun altro cambi la realtà al nostro posto.

In questo senso, la frase di Gandhi è tutt’ora dolorosamente attuale. Le guerre e le battaglie che squarciano il nostro presente non potranno mai essere vinte se non iniziamo tutti per quanto ci è possible a combatterle, ma resteranno ferme a marcire e ad infettare il nostro presente. Credere in un ideale non basta, bisogna anche provare la nostra determinazione con i fatti. Quindi, invece di stare fermi a guardare e a protestare, perché non abbandoniamo le critiche e la sfiducia per un momento e non scegliamo in che direzione vogliamo fare il nostro primo passo?

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UN MONUMENTALE ILLUMINISTA A POCHI PASSI DA BERGAMO. Ad Ornago la tomba di Pietro Verri, protagonista lombardo del secolo dei Lumi

Che Pietro Verri sia stato un importante filosofo e economista italiano lo sanno in molti, così come in molti sanno che è stato uno dei protagonisti dell’Illuminismo milanese. Ma che il Conte sia sepolto in una piccola cappella funebre a neanche mezz’ora di auto da Bergamo, vista la solitudine che la circonda, ne sono a conoscenza davvero in pochi.

Per chi non lo sapesse, infatti, le spoglie dello scrittore milanese riposano ormai da due secoli presso il comune di Ornago (MB), dove viveva con la famiglia lontano dal padre Gabriele e dalla frenesia della città. Qui, oltre ad acquistare vari terreni, decise di costruire accanto al Santuario del piccolo paese brianzolo una cappella funebre, dimostrando chiaramente al padre che mai il suo corpo avrebbe riposato nella tomba dei suoi avi. Si narra inoltre che, sempre contro la volontà del padre, decise di trasferire da Biassono ad Ornago la salma della prima moglie Maria Castiglioni. Una storia che ha dell’incredibile con Pietro Verri che una notte, accompagnato dalla seconda moglie Vincenzina Melzi e da un servitore di fiducia, trafugò la bara della prima moglie portandola nella sua cappella funebre, dove seppellì anche il figlioletto Alessandro, morto giovanissimo.

Il filosofo illuminista li raggiunse nel 1797 dopo che un attacco cardiaco lo sorprese mentre stava tenendo un comizio al Comune di Milano. Lo seguirono negli anni anche la moglie Vincenzina, il figlio Gabriele e la nuora Giustina Borromeo che tutt’ora riposano insieme al Conte.

La cappella, donata nel 1935 dalla famiglia Verri alla Curia di Milano e restaurata solo nel 1999 grazie all’intervento del Comune e della Fondazione Cariplo, oggi si presenta ai curiosi in tutto il suo antico splendore. Oltre ai busti in gesso che rappresentano i componenti della famiglia, è possibile ammirare sulla parete di fondo un affresco di Francesco Corneliani che rappresenta un figliuol prodigo che torna dal padre.

Un piccolo tesoro a pochi passi dalla bergamasca dunque, che accoglie al suo interno le spoglie di uno dei più importanti intellettuali del ‘700 e che fece di Milano la capitale dell’Illuminismo italiano. Un monumentale tributo che vale la pena di andare a visitare.

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Pillole di Politica: Legge Cirinnà

Il disegno di legge cosiddetto Cirinnà contiene le disposizioni per la regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e norme per la disciplina delle convivenze.

La prima parte, quindi, riguarda in modo esclusivo le coppie omosessuali che avranno così un nuovo istituto di diritto pubblico (diverso dal matrimonio) che assegna diritti e doveri. La seconda parte, invece, regola i rapporti delle coppie conviventi more uxorio, sia eterosessuali che omosessuali, riconoscendo loro solo lacuni diritti.

 UNIONI CIVILI

Il nuovo istituto riguarda le unioni tra persone dello stesso sesso e viene definito quale “specifica formazione sociale”, facendo così riferimento all’articolo 2 della Costituzione (diversamente dal matrimonio che è inquadrato nell’art. 29 C.)

Chi può fare l’unione civile – Due persone maggiorenni dello stesso sesso mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni.

Chi non può farla – Sono cause impeditive e di nullità

  • la sussistenza di un vincolo matrimoniale o di un’unione civile tra persone dello stesso sesso;
  • l’interdizione per infermità di mente
  • la sussistenza di rapporti di affinità o parentela
  • la condanna definitiva di un contraente per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l’altra parte (se è stato disposto soltanto il rinvio a giudizio, se c’è una sentenza di condanna di primo o secondo grado o vi è una misura cautelare la procedura, la costituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso è sospesa sino a quando non è pronunziata sentenza di proscioglimento)


Diritti e doveri
– Le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni. Viene previsto che l’indirizzo della vita familiare e la residenza della famiglia siano concordati tra le parti.

Sono estese alle unioni civili l’applicazione delle disposizioni in materia di regime patrimoniale della famiglia e in materia di alimenti (ad eccezione delle norme relative alle adozioni) che riguardano il matrimonio, nonché le disposizioni in materia di nullità del matrimonio e idiritti successori.


Come si scioglie l’unione civile
Si applicano le norme relative al divorzio breve o al divorzio diretto. C’è lo scioglimento dell’unione civile anche nel caso di sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso.

Da quando entrano in vigore le unioni civili L’efficacia delle norme decorre dalla data di entrata in vigore della legge, demandando, entro 30 giorni, ad un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, la determinazione delle disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri anagrafici nell’archivio dello stato civile.


DISCIPLINA DELLE CONVIVENZE


Chi sono i conviventi?
– Due persone (dello stesso sesso o di sesso diverso), maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile che non intendono (o non possono) legarsi con un vincolo matrimoniale o di unione civile.

Come si diventa conviventiL’inizio della stabile convivenza scatta alla data di iscrizione della famiglia anagrafica.


Diritti
– Sono gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previstidall’ordinamento penitenziario.

Nel caso di malattia o di ricovero, i conviventi di fatto hanno diritto reciproco di visita, di assistenza nonché di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate, previste per i coniugi e i familiari.

Al convivente viene inoltre riconosciuta la facoltà di designare l’altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute; ovvero in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.

Nel caso di morte del proprietario della casa di comune residenza, al convivente di fatto superstite viene riconosciuto il diritto di abitazione per due anni o per un periodo pari alla durata della convivenza se superiore a due anni fino ad un massimo di cinque anni.

E’ prevesta inoltre la facoltà per il convivente di fatto di succedere nelcontratto di locazione della casa di comune residenza nel caso di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto.

I conviventi di fatto hanno diritto all’inserimento nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare.


Obblighi
In caso di cessazione della convivenza di fatto, ove uno dei due versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento, il convivente ha diritto di ricevere dall’altro quanto necessario per il suo mantenimento per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza.

Il convivente di fatto che presti stabilmente la propria opera all’interno dell’impresa dell’altro convivente ha il diritto di partecipazione agli utili commisurata al lavoro prestato. Tale diritto non sussiste qualora tra i conviventi esista un rapporto di società o di lavoro subordinato.


Questioni patrimoniali
I conviventi di fatto possono inoltre regolare ulteriori rapporti patrimoniali tra di loro attraverso un contratto di convivenza stipulato di fronte a un notaio o un avvocato.

Possono così disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune come:

– le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo;

– il regime patrimoniale della comunione dei beni (modificabile in qualunque momento nel corso della convivenza).

 

Quando la convivenza è nulla – In presenza di un vincolo matrimoniale, di un’unione civile o di un altro contratto di convivenza; nel caso sia tra soggetti legati tra loro da vincoli di parentela, affinità e adozione; quando coinvolga una persona minore di età, salvi i casi di autorizzazione del tribunale; se effettuata da persona interdetta giudizialmente o in caso di condanna per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra.


Come si “scioglie” una convivenza
– Ciò avviene:

  • in caso di morte di una delle parti;
  • in caso di matrimonio o di successiva unione civile di una delle parti;
  • in caso di accordo delle parti;
  • in caso di recesso unilaterale.

 

da: http://www.senatoripd.it/giustizia/le-unioni-civili-e-convivenze-di-fatto/