Alan Turing si dichiarò colpevole

Una mostra interattiva sull’uomo che ha cambiato la storia grazie al suo genio.

Mostra interattiva sulla vita del personaggio aperta dalle ore 9.00

ore 15.00
Proiezione gratuita film: The Imitation Game
Intervento Simone Rubinacci, dottorando in informatica ad Oxford

ore 21.00
Convegno a tema Omosessualità e Omofobia
moderato da Stefano Bolognini, direttore del mensile Pride, con:

Giovanni Mascheretti, Avvocato esponente dell’associazione Rete Lenford:
“L’evoluzione dei diritti lgbti: Regno Unito e Italia a confronto.”

Giorgia Fracca, psicologa, membro ALIpsi (associazione lacaniana italiana di psicoanalisi):
“Dal caso Alan Turing all’omogenitorialità: un percorso non omogeneo.”

Stefano Giussani, giornalista, scrittore e documentarista:
“Omofobia: il disturbo è nella società?”

11295824_1605372366413293_5505830849521142810_n

“Convinto da suo fratello e dal suo avvocato, Alan Turing si dichiarò colpevole. Il caso venne chiuso il 31 marzo 1952: grazie alla sua confessione di colpevolezza gli venne offerta la possibilità di scegliere tra la prigionia e la libertà vigilata, che gli sarebbe stata concessa solo a patto che si sottoponesse a una terapia ormonale con lo scopo di ridurre la libido (che lo rese impotente e gli provoco ginecomastia).

Scegliendo la seconda via ha potuto continuare la sue ricerche per altri due anni (anticipando di sessanta anni alcune teorie nel campo della biologia teoretica).”

Ah, non l’abbiamo detto, Alan Turing si dichiarò colpevole di omosessualità.

Il nostro evento è stato creato per parlare, con un approccio diverso dal solito, di omofobia. Alan Turing una persona brillante, che ha salvato milioni di vite anticipando la fine della seconda guerra mondiale è stato trattato in maniera disumana e nessuno (o pochi) sono al corrente della sua vicenda. Noi, nel giorno dell’anniversario della sua morte, vogliamo raccontare la sua storia per rendere omaggio alla sua memoria.

Amarezza…

Dopo l’incontro con Cerrelli di martedì sera ci rimane in bocca un sapore strano: tanta amarezza, tante cose che volevamo dire e chiedere, poche le risposte costruttive giunte dall’altra parte.

Ci è rimasta solo una stretta allo stomaco nel vedere come si possa parlare di persone come se fossero oggetti: l’omosessualità è stata trattata come qualcosa che svuota le persone della loro umanità per far sì che altri, scelti su non si sa quali basi, attribuiscano loro una ben precisa posizione nella società. Posizione subalterna rispetto al mondo eterosessuale, dalla quale guardare ai “meno fortunati” con una “cristiana compassione” che non è affatto disposta a considerarli come esseri umani e in quanto tali portatori di diritti.

A questo punto dal grande cilindro di Internet Cerrelli si è sforzato di pescare la peggiore spazzatura: se il prossimo passo sarà il matrimonio tra persone dello stesso sesso il successivo sarà matrimonio inter-specie (uomo e animale: no, purtroppo non è uno scherzo, ci è stata mostrata apposita diapositiva con donna che bacia un delfino).

Cassato quindi il tema della coppia, figuriamoci come si poteva trattare quello della famiglia: dimostrando un apprezzabile eclettismo, Cerrelli ha fatto più volte la spola fra il discorso del papa e Novella 2000, riportando vitali dichiarazioni quali: Elton John ha comprato un bambino in Australia,  per questo il povero piccolo ha pianto addirittura per 6 mesi! Strano un neonato che piange, vero? Mai visto! Inoltre Mark Zuckerberg (Ceo di Facebook) ha aggiunto la possibilità di scegliere, quando ci si registra, tra 58 (cinquantotto) orientamenti differenti: è chiaro che ogni modifica di Facebook diventa immediatamente legge comunitaria, quindi la lobby del gender sta prendendo il sopravvento tramite questi subdoli mezzi.

(Per tutta la sera si è giocato sull’ambiguità, senza mai chiarire la basilare differenza fra genere e orientamento sessuale: forse l’avvocato avrebbe bisogno di un bel ripasso nell’ora di “educazione all’ideologia del gender” che, secondo lui, diverrà ben presto materia di studio in tutte le scuole?)

Grazie alla relazione dell’altro giorno, abbiamo anche appreso che le coppie omosessuali hanno già tutti i diritti necessari e che quindi non hanno niente da chiedere in più! Vorremo forse rischiare di dare più diritti alle coppie omosessuali rispetto a quelle eterosessuali? Non scherziamo!

Sulle deliranti affermazioni, smentite da qualunque etologo o storico (o da chiunque abbia gli occhi), che in natura non esiste l’omosessualità e che in passato non esisteva, preferiamo non soffermarci.

Infine siamo passati alla parte delle domande dal pubblico e qui il pacatissimo Cerrelli si è dimostrato un superbo venditore di aria fritta. Nessuno ha avuto una risposta precisa alle domande poste, ma fantastici giri di parole che cercavano solo di confondere le acque ma che alla fine portavano al nulla più totale.

Per chi si stesse chiedendo cosa sia questa terribile MINACCIA GENDER: tranquilli, non sbucherà strisciando da sotto i vostri letti stanotte, è una simpatica invenzione delle associazioni omofobe, che hanno buon gioco nell’individuare un capro espiatorio per giustificare le loro ingiustificabili ideologie (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/11/lideologia-gender-non-esiste-lomofobia-si/1492997/).

In soldoni, l’incontro dell’altra sera si è risolto in una GRANDISSIMA BUFFONATA, priva di contenuti, presentati con un tono pseudo scientifico a metà fra il ridicolo e l’inquietante. Se qualcosa di buono c’è stato, è stata la collaborazione e la rete di solidarietà creatasi immediatamente, che ha permesso di organizzare interventi e risposte alle affermazioni dell’avvocato, pur in mancanza di un vero dibattito, dato che le domande sono state quasi tutte circumnavigate. Abbiamo insomma avuto la conferma della giustezza della causa che stiamo portando avanti: non siamo soli, e insieme non ci fermeremo fin quando non giungeremo ad una parità di diritti per tutti.

MUSICAMENTE: Fred Astaire

Fred Astaire, è il secondo personaggio che trattiamo in questa seconda puntata di MusicaMente.

DSAC

Frederick Austerlitz ( il suo vero nome ) nasce ad Omaha il 10 maggio 1899 ed è stato un ballerino, cantante, coreografo e
attore statunitense che seppe far conciliare in modo equilibrato il ballo, la musica ed il cinema. Fu un grande maestro di tip-tap, molto attivo in teatro ed al cinema per ben  settantasei anni, durante i quali interpretò trentun film musicali.

Viene anche ricordato per aver lavorato in coppia con Ginger Rogers, con la quale girò ben dieci film.

E’ considerato il più grande ballerino del XX secolo.

Fred Astaire dimostrò fin da bambino una grande passione per la danza. Insieme alla sorella Adele si spostò a New York, dove il duo iniziò a esibirsi in una serie di spettacoli teatrali. Notati per il loro stile ed il loro affiatamento, Fred e Adele debuttarono con successo a Broadway. Verso la metà degli anni venti approdarono nei teatri di Londra, riscuotendo anche lì un buon successo.

Il poliedrico Fred creò uno stile del tutto personale. Con la sua spiccata abilità nell’esercitare il tip-tap creò delle coreografie molto originali e cercò di unire il ritmo della musica jazz con l’eleganza di quella europea.

Nel 1932 Fred continuò da solo la propria carriera teatrale, appassionandosi molto anche al cinema.

Debuttò infatti l’anno successivo nel film “La danza di Venere” (1933). Nello stesso anno, conobbe Ginger Rogers , con cui recitò in moltissime commedie musicali a partire da “Carioca” (1933). Fred e Ginger,  apparvero durante gli anni trenta in numerosi film musicali, come “Cerco il mio amore” (1934), “Cappello a cilindro” (1935), ad oggi giudicato come la loro più grande “ opera”,” Seguendo la flotta” (1936), e “Voglio danzar con te” (1937). Nel 1949 il duo produsse il musical ”I Barkleys di Broadway “ (1949).

DAFADopo la separazione artistica dalla Rogers, a partire dagli anni quaranta, Fred Astaire lavorò come “libero professionista” per la Metro Goldwyn Mayer: insieme a diversi attori che gli vennero affiancati produsse “Non sei mai stata così bella” (1941), “ Ti amavo senza saperlo” (1948) “Spettacolo di varietà” (1953) “Cenerentola a Parigi” (1957).

Ad un certo punto della sua carriera, Astaire cominciò a recitare in film non-musicali tanto che  nel 1974 partecipò al ricco cast del film catastrofico “L’inferno di cristallo” (1974) con Paul Newman, Steve McQueen, William Holden, Jennifer Jones e Faye Dunaway, e l’interpretazione di Harlee Claiborne gli fruttò una nomination all’Oscar quale miglior attore non protagonista.
Nel 1981 girò il suo ultimo film, “Storie di fantasmi”.

Morì a Los Angeles il 22 giugno 1987 all’età di 88 anni indicando come suo erede il talentuoso Michael Jackson.

MUSICAMENTE: Louis Armstrong

Il primo artista della rubrica è Louis Amstrong, conosciuto anche come Satchmo o anche come Pops. Nasce a New Orleans il 4 Agosto 1901 ed è considerato uno dei più importanti trombettisti e cantanti statunitensi, nonché uno degli esponenti più significativi della musica jazz del XX secolo.

Ebbe un’infanzia decisamente complicata, perché il padre abbandonò la famiglia proprio dopo la sua nascita, ma che superò grazie alla sua passione per la musica. Proprio così: la musica ha sempre fatto parte della sua vita. Da giovanissimo infatti, all’età di undici anni, entrò a far parte di un gruppo. Dopo pochi anni di esperienza Armstrong registrò il suo primo album, nel 1923. Nello stesso anno si innamorò e sposò, Lillian Harden, la pianista della Oliver, e su suo incoraggiamento si uni’ alla Fletcher Henderson’s band di New York, per poi aggiungersi ai Dreamland Syncopators. Armstrong pubblicò il suo primo vero singolo nel 1926 con “Muskrat ramble” per poi diventare noto grazie al suo gruppo Louis Armstrong & His Stompers. Nel 1932 vennero pubblicate “Chinatown, my Chinatown”, “You can depend on me”, la famosa “All of me” e “Love, you funny thing”, grandi successi che scalarono la classifica musicale di quel tempo. Nel 1951 venne inciso il disco SATCHMO AT SYMPHONY HALL, a cui seguirono SATCH PLAYS FATS e ELLA AND LOUIS.

Nel 1947, Joe Glaser sciolse la band di Armstrong e creò un nuovo gruppetto di sei membri chiamato All Stars’. Durante questo periodo Armstrong comparve come attore e comparsa in alcuni film di successo.
Nel 1964, la famosissima, Hello, Dolly! . Il singolo riuscì a superare i Beatles sulla scala della classifica di quegli anni e nel 1965 vinse il Grammy Award alla canzone dell’anno ed Armstrong vince il Grammy Award for Best Vocal Performance, Male.

Barbra+Louis

Fu molto criticato per aver accettato il titolo di “Re degli Zulu” nella comunità afro-americana di New Orleans. Dal punto di vista spirituale, Louis fu un attivo massone, membro della Loggia Montgomery n° 18 di New York. Armstrong sosteneva economicamente Martin Luther King Jr. e altri attivisti per i diritti civili, ma era solito rimanere nell’ombra per non mischiare il lavoro con le sue idee politiche. Rare volte l’artista rese pubbliche le sue idee: l’episodio più importante fu nel 1957, dove rivolse una violenta critica al Presidente Eisenhower: in quell’occasione Armstrong lo definì “falso” e “smidollato” a causa della sua inattività; Armstrong cancellò inoltre un tour già pianificato in Unione Sovietica in protesta per il modo in cui stava trattando i neri nel sud degli Stati Uniti, e che lui non avrebbe mai potuto rappresentare all’estero un governo che si trovava in conflitto con la gente di colore.

770px-Louis_Armstrong_restoredNel dossier dell’FBI del 1957 si possono trovare informazioni interessanti sullo scoppio della bomba a Knoxville, la conferenza stampa di Armstrong, il concerto cancellato in Arkansas, insieme ad una lettera anonima che affermava che Louis ‘Satchmo’ Armstrong era un comunista. Vengono trovati una lettera firmata dal Dipartimento dello Stato che lo definisce “patriota”, dei ritagli di giornale che riguardano la sua tournée del 1960 in Europa orientale e Africa, e un un opuscolo procomunista che attaccava la politica razziale americana. Ancora, sono stati trovati: un commento del direttore del Bureau circa una lettera piena di ammirazione sul trombettista, che indicava nella vita di Louis un buon argomento contro la teoria dell’inferiorità dei neri, un documento del 1965 emesso dalla Casa Bianca che afferma come Jack Valenti avesse richiesto un controllo di identita` su Armstrong, ed infine, un messaggio del 1963 di tre cartelle inviato per telescrivente all’ufficio di Dallas riguardo al tentativo fallito di Jack Ruby di fare affari con Joseph Glaser.

Armstrong morì il 6 luglio 1971 per un infarto.
Viene ricordato per una frase celebre detta in punta di morte: “Penso di aver avuto una bella vita. Non ho pregato per ciò che non potevo avere e ho avuto all’incirca tutto ciò che desideravo perché ci ho lavorato”.

RUBRICHE 2014/2015

Ragazzi, sta per iniziare il nuovo anno di attività dei GD Calusco! E come ogni anno verrano proposte molte rubriche, con tanto di di new entries!

La rubrica CAOS DENTRO, rubrica di attualità che esprime il caos dentro ognuno di noi, torna quest’anno con cadenza mensile. Anche il FILO DI ARIADNE, raccolta di citazioni e aforismi commentati, torna quest’anno con cadenza mensile. E, come l’anno scorso, saranno presenti le PILLOLE DI POLITICA, spiegazioni accessibili su termini politico-economici che sentiamo tutti i giorni.

Ritornano inoltre due rubriche più anziane, non presenti l’anno scorso: i PENSIERI RICOSTITUENTI e RADIO GD. La prima è una raccolta di articoli della nostra splendida Costituzione commentati e spiegati in maniera efficace. La seconda è una rubrica musicale dove sarà possibile richiedere una canzone, i cui video musicali con rispettive dediche verranno pubblicati ogni Mercoledì sera.

Sempre parlando di musica invece sarà presente una nuovissima rubrica musicale, MUSICAMENTE! Si tratta di articoli di stampo esplicativo che toccano diversi aspetti di personaggi di spicco nel mondo della musica. In particolare verrà toccato il contesto storico e culturale, il pensiero e la politica dell’individuo, la situazione sociale ed il target delle sue opere. Gli articoli, uno dopo l’altro, formeranno una cronologia della storia musicale dalla metà del novecento ad oggi.

Sarà un anno fantastico e pieno di attività, cultura e voglia di fare!

BOOKLOVERS: I PESCI NON CHIUDONO GLI OCCHI

I PESCI NON CHIUDONO GLI OCCHI – ERRI DE LUCA

 

TITOLO: I pesci non chiudono gli occhi

AUTORE: Erri De Luca

EDITORE: Feltrinelli

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2011

 

A dieci anni l’età si scrive per la prima volta con due cifre. È un salto in alto, in lungo e in largo, ma il corpo resta scarso di statura mentre la testa si precipita avanti. D’estate si concentra una fretta di crescere. Un uomo, cinquant’anni dopo, torna coi pensieri su una spiaggia dove gli accadde il necessario e pure l’abbondante. Le sue mani di allora, capaci di nuoto e non di difesa, imparano lo stupore del verbo mantenere, che è tenere per mano.

 

RECENSIONE

“I pesci non chiudono gli occhi” di Erri De Luca è un libro che mette insieme tante piccole frasi che sembrano poesie e danno un senso profondo e intimo ad ogni pagina.

Erri de Luca racconta la storia di un uomo che cinquant’anni dopo riguarda il volto, le mani ed i pensieri di un bambino di dieci anni e va oltre l’immagine d’impatto. Basta aggiungere uno zero all’uno, che l’età diventa per la prima volta a due cifre ed ecco che il gioco è fatto e sembra cambiare tutto. Dieci anni sono pochi per conoscere la vita, eppure il protagonista del libro “I pesci non chiudono gli occhi” si sente quasi un adulto. A dieci anni il bambino sente il cambiamento, capisce che sta crescendo, ma il corpo che lo contiene resta uguale, non segue il suo istinto, non gli piace, rimane indietro rispetto al suo cammino. “A dieci si sta dentro un involucro che contiene ogni forma futura. Si guarda fuori da presunti adulti ma stretti in una taglia minima di scarpe.” Sono trascorsi cinquant’anni e quell’uomo che si affrettava a crescere su una spiaggia dove gli era accaduto ciò che era necessario, ma anche qualcosa di troppo – come un avvento dell’abbondanza – riesce a stupirsi di fronte alla comprensione del verbo mantenere, che significa tenere per mano. Il libro “I pesci non chiudono gli occhi” è una scoperta tenera continua, che ci racconta il minimo, ma il necessario sulla storia di un bambino che ricorda e dimentica, che ama ma vede nel termine amare qualcosa di irritante… “Era un dolciume obbligatorio per me indifferente alla pasticceria.” Lo scrittore Erri De Luca sorprende e lascia spiazzati con delle frasi su cui non si può fare a meno di riflettere e ci insegna che “L’evidenza era un errore, c’era ovunque un doppio fondo e un’ombra. (fonte http:www.recensionelibro.it)

I COMMENTI DEI LETTORI

“Molto, molto personale come libro. E’ più di una semplice Auto-Biografia, è una vera e propria confessione. E’ il primo libro di De Luca che leggo e mi ha stupito, mi ha fatto innamorare il suo stile. Più che un libro, sembra una discussione a 4 occhi con l’autore, ti sembra di esserti seduto su una panchina assieme a lui e mentre ti descrive gli scenari e gli avvenimenti, tu cerchi di idealizzarli e incredibilmente saltano nella tua testa tutti i profumi, gli odori, i rumori dell’infanzia passata al mare. Davvero spettacolare, divorato in poche ore, consigliato.”

“Quando ho acquistato questo libro, non conoscevo niente di esso. Mi aveva colpito il titolo e volevo leggere un’opera di Erri De Luca. Mi ha coinvolto dalle prime righe e ho finito di leggerlo in 3 giorni. Uno dei migliori libri che ho letto. Sentimentale.”

ALTRI LIBRI CONSIGLIATI: Aceto, arcobaleno.

Da gustare…sorseggiando un buon Rucolino, amaro tipico dell’isola di Ischia.

erri

 

 

Vincitori LOTTERIA GD

Ecco l’elenco dei vincitori della LOTTERIAGD!

1°: 1367

2°: 0947
3°: 0017
4°: 0779
5°: 1369
6°: 0346
7°: 1383
8°:  464
9°: 1077
10°: 1417

Complimenti a tutti e grazie per avere partecipato! Per chi non è riuscito ancora a ritirare il premio, essi si potranno ritirare presso la sede del PD Calusco contattando il 349/3982906 (Matteo) o per mail a gdcalusco@gmail.com

BOOKLOVERS: IL TERZO GEMELLO

IL TERZO GEMELLO – KEN FOLLETT

Titolo: Il terzo gemello

Autore: Ken Follett

Editore: Mondadori

Collana: Oscar bestsellers

Data di Pubblicazione: 1998

Una giovane scienziata, Jeannie Ferrami, sta svolgendo una ricerca sulla formazione della personalità e sulle differenze di comportamento tra gemelli monozigoti separati alla nascita, quando scopre due gemelli assolutamente identici, ma nati da madri diverse. Come è possibile? La risposta è una sola: clonazione. Ma quel genere di procedure è proibito. Chi può esserci dietro tutto ciò? E con quale scopo? Man mano che procede nelle sue ricerche, Jeannie si accorge che le sue indagini mettono in allarme una società di punta nel campo della biogenetica; e che, fatto più preoccupante, qualcuno sta cercando di fermarla in tutti i modi. È possibile che esperimenti segreti di clonazione siano stati condotti su cavie umane inconsapevoli? E in che modo è coinvolto nella vicenda anche un candidato alla presidenza degli Stati Uniti?

Recensione:

La trama, assolutamente geniale e ben architettata, si snoda gradatamente, con un incidere delle rivelazioni un po’ prevedibili, ma non per questo meno sconvolgenti… l’argomento per quanto illecito oggi ci è vicino ancor più di 10 anni fa (il romanzo è del 1996) e possiamo immaginare fin troppo bene a quali orrori potrebbe portare la manipolazione genetica. Viene spontaneo chiedersi se tutto quello narrato è pura fantasia o se da qualche parte nel mondo, esiste una mente criminale, che usa la scienza per scopi tutt’altro che umanitari. L’autore ha il grande merito di saper creare romanzi che scorrono via veloci e facili. Ottimi i personaggi, perfetta l’azione sempre ben calibrata senza esagerazioni in stile “Mission Impossible“, convincenti i dialoghi. Anche la politica, che può quanto meno annoiare, qui è un contorno indispensabile, ma di immediata comprensione, che non arena la lettura, ma la invoglia. In definitiva un ottimo romanzo, uno dei migliori di Follett, da tempo consacrato nell’Olimpo dei grandi scrittori di thriller. (Recensione “Il piacere della lettura)

I COMMENTI DEI LETTORI

“Che dire, anche in questo libro Ken Follett è riuscito a colpire il mio interesse e far sì che portassi a termine velocemente questa lettura. Lo stile è ben curato ed incalzante. La storia è piena di suspense e colpi di scena. Il lettore si trova catapultato in questa vicenda straordinaria e quando crede di aver scoperto qualcosa in realtà non ha ancora scoperto nulla. Lo scrittore è riuscito a costruire una storia rocambolesca piena di: cloni, stupri ed amore che vi farà trattenere il fiato fino alla fine.”

“Ken Follet personalmente non si smentisce mai, i suoi libri ti tengono sempre sul filo del rasoio. Questo non delude le aspettative di chi ama il genere.”

Altri libri consigliati di questo autore: I pilastri della Terra.

Da gustare con… un Americano, cocktail a base di Martini rosso, Campari e soda, guarnito con una fettina d’arancia e scorza di limone.

                                                      10527617_896002967082099_1590875935_n

BOOKLOVERS: L’ODORE DELLA NOTTE

Eccoci con la recensione di oggi: L’odore della notte di Camilleri. Tutti i libri recensiti potete trovarli in Sede Pd a Calusco d’Adda e sono libri in cerca di lettori.. Venite a trovarci per saperne di più sul bookcrossing..un modo gratis e divertente per diffondere cultura!

Titolo L’odore della notte
Autore  Andrea Camilleri
Dati  2002, p. 223
Editore Mondolibri spa

«Ha detto l’odore della notte?». «Sì, a seconda dell’ora la notte cangia odore». A Vigata è tornato l’inverno. Mimì Augello, il braccio destro, forse ha ceduto e sta per sposarsi. L’ultimo regalo di Livia, un pullover mai indossato che Montalbano per sbadataggine (o per rimozione, come dice Livia?) ha sciupato, inoccultabile corpo del reato di distrazione amorosa, scompare e ricompare, come una sirena che canta le gioie della famiglia. E il commissario non è più un ragazzino. Lo si avverte perché i segni lasciati da tutte le inchieste passate – e prima di tutto il povero «grande aulivo saraceno» che tante volte lo ha ispirato – riaffiorano qui e là, con i colori della nostalgia, a ogni passo di quest’ultimo caso. Un caso anomalo, Montalbano non ne è proprio il titolare, ma vi si intrufola. Troppe coincidenze lo spingono. Scava nella scomparsa di un finanziere truffatore, che si è portato i soldi di mezzo paese e dintorni, e poi del suo aiutante (due «teste parziali», di quelli che sanno tutto di denaro e non sanno nient’altro e nient’altro sentono). E la soluzione sarebbe una fuga banale, col malloppo sottratto ai molti polli dell’epoca della borsa, connessa a un omicidio, se assai più carica di dolente orrore non si profilasse una soluzione laterale. Sull’enigma della quale Montalbano si sporge a vedere, con la pietà che si prova verso il dramma silenzioso di certe esistenze, mentre uno strano odore «di frutta marcia, di cose che si disfacevano», per qualche tempo, ne aveva sparso come la profezia nella notte di Vigata. «E allora sentì che la notte aveva cangiato odore: era un odore leggero, fresco, era odore d’erba giovane, di citronella, di mentuccia».

RECENSIONE:

“L’odore della notte” si discosta un po’ dai precedenti romanzi che hanno come protagonista il commissario Montalbano. La storia si svolge con un ritmo incalzante che coinvolge il lettore nelle vicende dei personaggi del commissariato di Vigata, impegnati in una caccia all’uomo, il tutto caratterizzato da forti tinte ironiche. In certi punti del romanzo sembra che Camilleri rallenti per tirare il fiato, ma non per questo la lettura risulta meno interessante: l’autore, infatti, prende per mano il lettore e lo conduce con estrema audacia nei meandri oscuri della psiche umana, in cui il confine tra realtà e finzione diviene sempre più labile. Il capitolo finale, quasi gotico, trascina il lettore con un ritmo vertiginoso verso un finale tinteggiato quasi di horror. Un Montalbano amante ed amato, questa volta accompagnato, durante il racconto, da una grave perdita personale… Inutile dire che Camilleri non perde un colpo anche questa volta con un romanzo godibile che può solo essere letto. (Recensione Qlibri)

I COMMENTI DEI LETTORI:

“Camilleri non si smentisce mai, si legge molto velocemente e la storia è sempre avvincente anche se segue sempre la stessa impostazione degli altri romanzi di Montalbano.
Consigliato per chi vuole una lettura piacevole.”

“La notte cambia realmente odore a seconda dell’ora e Camilleri è un maestro che, attraverso il suo commissario, ci porta nelle stanze più chiuse e buie dell’ esistenza per mostrarci con pietà e lucidità quanto siamo miserabili. Ironico, brillante, realistico e caustico lo scrittore è la piacevolezza fatta persona. Assolutamente consigliato.”

Da gustare con…un Siciliano Cocktail: cocktail preparato con ghiaccio spezzettato, 1/2Lime pestato, 1/4 Arancia rossa, 2 cucchiaini zucchero di canna, Triplesec, Succo di Arancia Rossa. Prende il suo nome dalle famose arance rosse di Sicilia ed è un cocktail fresco e dissetante, ideale da bere in estate. Per chi volesse dargli un tocco di sapore diverso, consigliamo di aggiungere un tocco di Gin freddo, ma senza esagerare per non eliminare il dolce sapore delle arance.

                                                       

 

BOOKLOVERS: LA BIONDA DI CEMENTO

Si sa, con l’arrivo delle vacanze finalmente ci si può ritagliare un po’ di tempo per leggere. Se siete indecisi sulla prossima storia nella quale tuffarvi, non preoccupatevi, potete seguirci tutti i giovedì con le nostre recensioni e consultare virtualmente la nostra libreria sia qui: http://www.bookcrossing.com/mybookshelf/GDCalusco/ , sia sulla nostra pagina FB (a cui ogni settimana aggiungeremo un nuovo libro recensito). Se ne volte sapere di più sui libri a disposizione, potete anche passare al circolo PD di Calusco. Grazie al progetto bookcrossing, infatti, potrete ritirare il libro che desiderate e tenerlo, scambiarlo, abbandonarlo in un luogo pubblico o regalarlo..il tutto gratuitamente.

Ecco la prima recensione di oggi: LA BIONDA DI CEMENTO di M. Connelly

Titolo La bionda di cemento
Autore Connelly Michael
Dati  2003, p. 503
Traduttore Gianni Montanari
Editore Piemme

Lo chiamavano Il Fabbricante di bambole: sceglieva le sue vittime nei quartieri malfamati di Los Angeles, le strangolava e le truccava come fossero bambole sorridenti. Per un anno intero la polizia gli aveva dato la caccia e, alla fine, Bosch se l’era trovato di fronte. L’uomo, colto alla sprovvista, aveva ignorato ogni avvertimento e Bosch lo aveva ucciso. Quattro anni dopo, seduto al banco degli imputati, il detective si trova ad affrontare il processo per omicidio intentatogli dalla vedova. Ma quando, inaspettatamente, viene rinvenuto il cadavere di una bionda sepolta in una colata di cemento e truccata come le undici vittime del Fabbricante di bambole, Bosch inizia a chiedersi se l’uomo che ha ucciso fosse veramente colpevole. In un alternarsi di colpi di scena, tra l’aula del tribunale e gli uffici della polizia di Los Angeles, Connelly riesce ancora una volta a trascinare il lettore verso un inatteso, folgorante epilogo.

La bionda di cemento è un grande thriller, ma è anche uno splendido e attuale romanzo drammatico con tanti piccoli messaggi sui valori della vita, sulle distorsioni umane della società contemporanea, sul duro lavoro di chi la legge la deve far rispettare senza diventare preda dell’orrore che lo circonda ogni giorno. Un Connelly dunque in forma straordinaria, che compie un deciso salto di qualità rispetto ai primi due romanzi (La memoria del topo e Ghiaccio nero), aggiungendo alla perfezione stilistica e costruttiva tanta qualità artistica nella definizione dei personaggi (veramente eccellenti) e qualche pennellata di sentimento non mieloso.
Tensione, colpi di scena sottili e intelligenti, emozioni varie disegnate dal maestro californiano sulla tela di una storia cruda, assolutamente verosimile, cinica come la vita di una grande metropoli americana.  (ThrillerMagazine)

Altri libri consigliati di questo autore: La ragazza di polvere; Il ragno.

La critica:

“Quelli di Connelly sono thriller con l’anima.”
(Carlo Lucarelli)

“Connelly continua a tenere alti i vessilli che più gli stanno a cuore: la crudezza dello sguardo, la potenza della trama e la tensione capace di sprigionarsi da una cifra stilistica che ormai porta il marchio inconfondibile di un maestro senza rivali.”
(Corriere della Sera)

Da gustare con.. un Jack&Menta cocktail a base di Jack Daniel’s e liquore alla menta.

Buona lettura!

Immagine