IL FILO DI ARIADNE

Quando fai qualcosa, sappi che avrai contro quelli che volevano fare la stessa cosa, quelli che volevano fare il contrario e la stragrande maggioranza di quelli che non volevano fare niente.

(Confucio)

In questi ultimi tempi si è parlato molto di ”scelte”. La Brexit, le elezioni americane, il referendum costituzionale e quelli che le battaglie che l’hanno preceduto sono solo alcuni esempi delle decisioni che milioni di persone hanno dovuto affrontare e prendere nei mesi scorsi, e con le cui conseguenze dovranno ora convivere. Oggi così come è stato nel passato. Ogni volta che un gruppo di individui è chiamato a decidere, ad esprimere una preferenza, a sostenere un ideale contro un altro, i conflitti sono inevitabili, tra i sostenitori delle parti opposte, ma spesso e volentieri anche tra persone che condividono la stessa opinione. Può sembrare paradossale, illogico, e decisamente controproducente, ma la realtà dà costantemente prova di questo fatto.

Non limitiamoci però a parlare delle grandi decisioni, di quelle che probabilmente saranno ricordate nella Storia. Le scelte, infatti, non riguardano solo il versante pubblico delle nostre vite, non riguardano solo la politica, l’economia e i grandi temi su cui la nostra società deve continuamente confrontarsi, giorno dopo giorno. Queste prese di posizione pubbliche infatti non sono altro che il riflesso delle scelte che quotidianamente facciamo nel nostro piccolo, che decidono della nostra vita in maniera assolutamente rilevante, sebbene molto probabilmente non arriveranno mai ad influenzare quella del mondo in cui viviamo sulla grande scala. Anche nel nostro privato, ogni scelta, persino la più piccola, porta con sé un conflitto e delle difficoltà che vanno affrontati, da qualunque parte essi arrivino. L’ostacolo può venire dall’esterno, nascere da una situazione avversa o da persone che non condividono la nostra decisione. Oppure può provenire da noi stessi, dai nostri dubbi e dalle nostre incertezze verso il futuro e verso ciò che la selezione di un determinato cammino potrà causare nella nostra vita. Ogni scelta, in fondo, comporta un cambiamento e questo spaventa sempre un po’, anche nel più favorevole dei casi. Le variabili sono infinite, prevedere cosa esattamente potrebbe succedere è impensabile.

Nonostante tutte le difficoltà che potranno presentarcisi, nonostante i giudizi che gli altri potrebbe esprimere, qualunque sia la scelta da affrontare, qualunque sia la posizione che si è deciso di prendere, c’è un unico fatto che resta costante. Scegliere è un diritto e ogni scelta, se motivata, sentita e non dannosa per chi ci sta intorno, va rispettata. Ognuno di noi ha il sacro diritto di difendere i propri ideali, se questi rispettano l’esistenza altrui. E scegliere è anche un dovere per chi ha la libertà di farlo, sia verso noi stessi che verso coloro che ancora oggi non possono decidere liberamente della propria vita. Ci sarà chi, pur condividendo il principio di fondo, criticherà il percorso che ti ha portato a scegliere quella strada. Ci sarà chi sarà contrario e ti combatterà su ogni punto. E ci saranno anche quelli che vorrebbero che nulla cambiasse mai, per non dover cambiare a loro volta, per paura, per pigrizia o per abitudine. L’invito è a non rinunciare mai a combattere per quello in cui si crede.

giro18

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