IL FILO DI ARIADNE

Dovremmo riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni, non è solo progresso economico. È giustizia, è rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne.
(Tina Anselmi)

Abbiamo deciso di dedicare la puntata di oggi alla purtroppo scomparsa Tina Anselmi, una figura di spicco del nostro panorama culturale e politico, ma soprattutto una persona, una donna che ha avuto il coraggio di battersi e lottare senza tregua, nonostante le difficoltà e le opposizioni, per ciò che lei considerava non solo giusto, ma anche onestamente dovuto.

In un’epoca e all’interno di una società in cui la figura femminile nel nostro paese era ancora poco riconosciuta e considerata, Tina Anselmi ha avuto il coraggio di portare avanti una causa importante, prima a livello sindacale e poi su scala più ampia dopo essere stata eletta Ministro del Lavoro e poi della Sanità, divenendo la prima donna a ricoprire una carica pubblica di tale rilievo nella storia dell’Italia. Il suo impegno, insieme a quello di altre attiviste del femminismo italiano, è paragonabile alla lotta intrapresa e portata avanti dalle suffragette nel Regno Unito, un secolo prima. A lei dobbiamo successi della nostra democrazia come la legge sulle pari opportunità e la riforma del Servizio Sanitario Nazionale.

La storia di Tina Anselmi e della sua incrollabile forza d’animo, però, è iniziata molto prima della sua carriera politica. Tina Anselmi è anche ed innanzitutto parte della Resistenza contro il fascismo, alla quale decide di prendere parte attivamente dopo essere stata costretta ad assistere all’impiccagione di trentuno prigionieri per mano dei nazifascisti. Anche se era solo una ragazza all’epoca, invece di arrendersi di fronte alla morte e alla devastazione, invece di lasciarsi spaventare e sconfiggere dalla crudeltà e della violenza, lei scelse di lottare, mettendo in gioco la propria vita per i valori in cui credeva: la libertà, la giustizia e la dignità umana.

In un momento storico di incertezza come quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni e che stiamo ancora vivendo, parole come quelle di Tina Anselmi possono essere di ispirazione per non dimenticare cosa è veramente importante. Ancora oggi gli episodi di discriminazione, sia verso le donne che verso gli stranieri, continuano ad essere più che presenti nella cronaca di ogni giorno, segno che non abbiamo ancora conseguito quel “rispetto della dignità umana e dei diritti delle donne” che, secondo la Anselmi, sono, o meglio dovrebbero essere il vero fondamento della democrazia. Infatti la possibilità di andare a votare e di poter sperare in una stabilità economica non possono e non devono bastare se non sono accompagnate dalla giustizia e dalla libertà di vivere e di esprimersi, per tutti, senza eccezioni e disparità.

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