IL FILO DI ARIADNE

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“Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini.”
(Piero Calamandrei)
La scorsa settimana hanno avuto luogo due ricorrenze importantissime per la nostra nazione, ma anche, dato il loro significato, in generale per quei valori e diritti che ogni essere umano dovrebbe possedere e seguire: il 25 Aprile e il primo Maggio, la Festa della Liberazione e la Festa dei Lavoratori. Entrambe queste date ci raccontano la storia di uomini e donne che hanno lottato e sono morti per permetterci di avere le libertà che troppo spesso oggi diamo quasi per scontate, ci ricordano del sangue che è stato versato in nome di quei diritti che oggi ci definiscono come cittadini ma che ci permettono anche di essere trattati come persone.
La Resistenza partigiana contro la dittatura fascista è uno dei tanti esempi di lotte che sono state condotte nel corso della storia, e che continuano ancora oggi, contro l’oppressione delle idee e la soppressione delle libertà, contro una società che mirava al controllo delle opinioni e delle coscienze e che era disposta a spargere il sangue e a imprigionare la vita di chiunque si opponesse al regime, in qualunque forma. È il racconto del coraggio di chi, nonostante la minaccia della morte e della prigionia, ha voluto e continuato a dire ‘no’ a chi tentava di privarli del diritto di pensare con la propria testa e di difendere i propri ideali. Ai nostri giorni, nella nostra società democratica, questi due diritti possono sembrarci garantiti ed assicurati, ma non per questo dobbiamo scordarci che non è sempre stato così. Il ricordo dei sacrifici fatti da quegli individui, che hanno lottato per dare a loro stessi ma soprattutto a noi, loro posteri, il diritto e il dovere di essere non solo cittadini, ma anche e soprattutto persone, devono spingerci ad onorare ogni giorno ciò che ci è stato donato e a combattere per mantenerlo. Per noi stessi ma anche per coloro che purtroppo ancora non sono godono ancora di questi diritto fondamentali.
La Festa dei Lavoratori, come la Resistenza, rappresenta un’altra occasione per ricordare quella stessa lotta per essere definiti persone e trattati come tali, in questo caso attraverso il diritto e il dovere al lavoro, in condizioni giuste e soprattutto umane. Anche in questa giornata siamo chiamati a ricordare coloro che si sono opposti agli orari lavorativi disumani e allo sfruttamento dei lavoratori, rischiando non solo il loro posto ma anche la loro vita. Questa lotta va avanti ancora oggi, attraverso i sindacati e le manifestazioni, le proteste e gli scioperi, che ora, anche se non in tutto il mondo e non in modo sistematico, sono riconosciuti dalla legge come diritti legittimi di ogni lavoratore.
Cerchiamo quindi di non fare l’errore di non considerare queste ricorrenze come giornate qualunque, come semi o giorni “di vacanza”, perché la memoria di quelle storie, che possono apparirci così lontane e distanti da noi, è uno strumento importante per consentirci di mantenere quello che abbiamo conquistato. Il ricordo dei sacrifici di ieri ci permette di osservare criticamente la complessità della realtà che ci circonda e di rammentare che quei diritti che per noi sono verità quotidiane necessitano ancora di essere difesi perché non sono così scontati come si potrebbe, erroneamente, pensare. Lo dobbiamo a quel sangue versato e a quelle vite spezzate, ma lo dobbiamo anche a noi stessi e coloro che verranno dopo di noi.
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