25 Aprile sempre!

Come ogni anno, abbiamo partecipato con entusiasmo alla commemorazione del 25 Aprile a Calusco. Per noi il 25 Aprile non è vacanza, è festa: forse la più bella dell’anno! Per questo abbiamo scelto di aderire all’iniziativa dei Giovani Democratici di Bergamo e dell’ANPI. Abbiamo distribuito oltre 60 garofani rossi, ciascuno dedicato ad un partigiano bergamasco.

Non solo la partecipazione a questa iniziativa è stata ampia, ma abbiamo ricevuto anche apprezzamento dai nostri concittadini. Probabilmente perché è da 9 anni che a Calusco si sente la mancanza di un vero 25 Aprile! Come ogni anno, infatti, il nostro sindaco e la sua amministrazione, allergici alla parola partigiano, parlano di migranti, Europa e religione dimenticandosi il significato del 25 Aprile.

La festa della Liberazione non è la “festa dei comunisti”, ma è una festa per tutti gli italiani. 25 Aprile significa libertà di esprimere e di essere, di combattere in nome dei propri ideali e di viverli. Significa ricordare il sangue versato da chi sognava di consegnare a noi, generazioni future, un mondo, se non già migliore, almeno con la possibilità di diventarlo. E significa non lasciare che il ricordo sbiadisca, e che gli errori che ci hanno condotto così in basso si ripetano, come ci hanno insegnato, ad esempio, i nostri concittadini Bortolo Previtali e Giovanni Sonzogni, tra i partigiani caluschesi che hanno combattuto per la nostra libertà. E’ a loro e a tutti i partigiani che abbiamo dedicato l’iniziativa dei garofani rossi, perché “questo è il fiore del partigiano, morto per la libertà!” anche di chi, da ormai 9 anni, vieta dii cantare pubblicamente “Bella Ciao”.

Ora e per sempre resistenza!

 

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Scheda di Bortolo Previtali, patriota caluschese

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Scheda di Giovanni Sonzogni, patriota caluschese

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Opacità digitale

Il mio impiego principale ultimamente consisite nel tenere dei corsi di creatività digitale, che coinvolgono bambini dagli otto ai dodici anni ai quali vengono mostrati strumenti digitali e fisici per esprimere la loro creatività. Robot costruiti ed istruiti utilizzando LEGO, videogiochi, cose così. Quando racconto ai miei amici quello che faccio mi muovono quasi sempre una di queste due critiche: la prima è che i bambini sono troppo piccoli per capire cose complesse come robotica e programmazione, e la seconda è che i bambini d’oggi sono già troppo in gamba con la tecnologia, e non hanno bisogno di stare più tempo davanti a degli schermi. Entrambe le critiche non sono corrette, nonostante siano forse una l’opposto dell’altra.

Partiamo dalla prima: i bambini non possono capire cose complesse come robotica e programmazione. Spesso questa è la critica di chi non conosce l’argomento robotica (come nel mio caso, prima di documentarmi per questi corsi) o l’argomento programmazione. Chiunque stia a lezione per mezzoretta lo capirebbe: i bambini hanno più potenziale di noi insegnanti a fare queste cose. Ci sono bambini che fanno fatica a comprendere determinati concetti, magari i più tecnici o i più mnemonici, non c’è dubbio, ma stiamo parlando di creatività digitale. È questo il fattore principale che serve a muovere gli ingranaggi del prodotto finito, tutto il resto è contorno. Noi gli forniamo gli strumenti e loro scelgono come usarli. È sostanzialmente come dare i chiodini ad un bambino, e dirgli di infilare i chiodini colorati sulla tavola, la differenza è che usiamo uno strumento molto più potente.

Passiamo quindi alla seconda critica: i bambini di oggi sono già troppo in gamba e non hanno bisogno di usare questo strumento più di così. Questa critica, se presa sul serio, è addirittura dannosa. I ragazzini non sono per nulla in gamba con la tecnologia. La usano tanto, tutto qua: quando usi spesso una cosa ti ci raccapezzi prima o poi, ma non la padroneggerai mai se non ti ci impegni, o se non ti aiuta qualcuno. Leggendo questo rapporto dell’università Bicocca sull’uso dei nuovi media tra i giovani ho letto cose ovvie: tutto si sposta sul portatile e sui telefoni e i più giovani hanno sempre più accesso ad Internet. Ho deciso quindi di porre io stesso alcune domande ai bambini, come, per esempio, “Chi di voi non va abitualmente su Internet”? Mi sono stupito della risposta: tante mani alzate. Quindi chiedo a loro cosa facciano con computer e telefoni: c’è chi va su Facebook, c’è chi guarda Youtube … Alla fine della fiera, tutti andavano su Internet, e la maggior parte non lo sapeva.

In informatica esiste un concetto che si chiama trasparenza. Qualcosa è trasparente se nasconde a chi lo usa tutto ciò di complicato e, per lui, inutile. Una macchina da scrivere non è trasparente, il suo meccanismo è cristallino e bene in vista. Google è trasparente, perchè all’utente traspare quest’idea di interazione con qualcosa che ti capisce, ma non ti mostra come è arrivato al risultato di una ricerca. Quindi sì, è l’esatto contrario di quello che si intende con trasparenza in ambito politico e sociale. Non so perchè abbiano scelto questo termine.

Internet è estremamente trasparente. Internet sembra qualcosa di concettuale ed etereo, ma è una rete di computer e dispositivi fisici, che comprende quello con cui stai leggendo questo articolo. Usare una scatola chiusa senza sapere nulla del suo funzionamento è pericoloso. Internet, essendo particolarmente potente, è particolarmente pericoloso. “Sei il milionesimo visitatore!” “Inserisci qui i tuoi dati fiscali e vincerai un iPad!” … Penso che sia chiaro che se una persona sa come funziona un oggetto lo può usare in maggior sicurezza.

Quindi qual è la soluzione a questo problema, i ragazzini che strausano le tecnologie senza conoscerne i rischi? Vietarne l’accesso in toto o in parte! Il proibizionismo ha sempre funzionato, vero? La soluzione è, ovviamente, informare gli utenti dei rischi, insegnandogli come funzionano le tecnologie. Il problema è che pariliamo di bambini, come possiamo fargli apprendere concetti complessi ma divertendosi, facendo e usando ciò che gli piace? Se solo esistesse un modo …

Viaggio verso l’Integrazione

Venerdì 15 Aprile, a Sotto il monte, il nostro gruppo ha organizzato questo evento, Viaggio verso l’Integrazione.


 

Questo evento è nato con l’idea di sensibilizzare e sfatare l’opinione pubblica sulla situazione dei migranti che arrivano in Italia. Come gruppo GD Calusco abbiamo deciso di andare a trovare Donatella ed Emanuele che da poco più di un anno hanno deciso di cambiare vita e da Bergamo si sono trasferiti in Val Masino per ospitare rifugiati richiedenti asilo politico in Italia. Nella giornata trascorsa con loro, abbiamo raccolto del materiale video che racconta le esperienze delle due persone che fanno questo lavoro, ma anche di alcune delle 18 persone che accolgono alla loro struttura. Durante la serata mostreremo, quindi, un filmato che raccoglie l’esperienza vissuta da Emanuele e Donatella, il loro racconto delle difficoltà che quotidianamente devono affrontare e le gioie che questo lavoro offre loro. Un secondo filmato, che verrà proiettato nel proseguo della serata, racconta invece le esperienze che i rifugiati accolti in Val Masino hanno vissuto, la loro partenza, il viaggio e le motivazioni delle loro scelte.

Interverranno il parlamentare PD Giuseppe Guerini e l’europarlamentare PD Antonio Panzeri per discutere della situazione politica nazionale e continentale. Interverranno inoltre Andrea Dagna del gruppo Emergency Lecco e Bruino Goisis, presidente della cooperativa Ruah, che racconteranno la loro esperienza sul campo.

Ci sarà inoltre un piccolo mercatino libri ad offerta libera, il cui profitto sarà devoluto al gruppo Emergency.

Parlano di noi BergamoNews e Il Giornale di Merate

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Vi aspettiamo numerosi!

Diritti e rovesci: Il governo tedesco ha aperto un sito per spiegare ai migranti come fare sesso con le donne europee?

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La notizia di cui parla Salvini e tratta da questo articolo de il giornale

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L’articolo afferma poi:

Disponibile in 12 lingue, tra cui l’arabo il turco e il farsi, nel sito è chiaramente spiegato come esso sia destinato soprattutto alle persone non-bianche (nonwhites) provenienti dai Paesi del terzo mondo.

[…]

Ma perché il governo tedesco avrebbe deciso di aprire una tale pagina? Evidentemente gli episodi di violenza sessuale avvenuti a Colonia durante la notte di Capodanno, le vicende analoghe che sono state denunciate su tutto il territorio nazionale e le reazioni intimorite che si stanno manifestando nell’opinione pubblica hanno portato il governo a prendere delle contromisuretentando di “educare” i nuovi arrivati alle abitudini sessuali dell’Occidente. Per far sì che la Germania multiculturale non si trasformi in una nuova società ad alta conflittualità sociale.

Ma le cose stanno proprio così?

Assolutamente no! Si tratta di un normalissimo sito di educazione sessuale chiamato Zanzu.de. L’educazione sessuale è importante e questo sito è fatto in modo da essere facilmente comprensibile per chiunque, indifferentemente che la coppia sia composta da una “donna tedesca bianca” e un migrante o qualsiasi altra coppia.

In pratica, un immigrato con scarsa conoscenza della lingua tedesca può apprendere dal nuovo portale informazioni attendibili e di facile comprensione sulla salute sessuale.

A far scattare l’accusa della “promozione del sesso interrazziale” sono state sicuramente le immagini riportate nel sito, che raffigurano persone sia bianche che di colore rappresentate immagini di svariati rapporti.

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Un altro esempio è la sezione che riguarda la prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili:

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C’è anche una sezione dedicata ai problemi di coppia legati all’ambito sessuale, dove si può tranquillamente dire che non vi sono raffigurati una “donna tedesca bianca” e un migrante:

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Si può anche vedere la sezione relativa ai diritti e al divorzio (i due ritratti nell’immagine non sembrano “un migrante e una donna bianca tedesca” o “un tedesco e una donna migrante”):

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Non si tratta affatto di “promozione al sesso interrazziale” o di “guide per migranti per far sesso con le europee bianche”, ma di semplice e sacrosanta educazione alla salute sessuale che riguarda tutti.

Zanzu è stato creato da BZgA (Bundeszentrale für gesundheitliche Aufklärung), il Centro Federale di Educazione Sanitaria della Germania, e dal Sensoa, il Centro di Esperienza per la Salute Sessuale delle Fiandre.
Sensoa è l’organizzazione associata ufficialmente al Ministero del Benessere, Salute Pubblica e Famiglia della Fiandre e porta avanti la politica dell’educazione sessuale del governo fiammingo.
BZgA è un’autorità specializzata che fa parte del Ministero della Salute Federale Tedesca. È responsabile della realizzazione di attività di promozione della salute e dell’educazione sanitaria a nome del Governo Federale. BZgA è anche un centro che collabora con l’OMS Europa (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) in materia di salute sessuale e riproduttiva.
Il contenuto di questo sito web è stato approvato da un comitato internazionale composto da esperti europei nel campo della salute sessuale e riproduttive e da rappresentanti dell’OMS.

Le lingue in cui è tradotto il sito sono le seguenti:

  • tedesco
  • inglese
  • francese
  • russo
  • turco
  • arabo
  • bulgaro
  • polacco
  • albanese
  • rumeno
  • olandese
  • spagnolo

Quindi affermare che il sito “sia destinato soprattutto alle persone non-bianche provenienti dai Paesi del terzo mondo” è falso anche perché 11 lingue su 12 sono europee o comunque non di zone del “terzo mondo”.

Il sito, in realtà, era già presente in Belgio con il dominio Zanzu.be registrato nel 2014, mentre il dominio .de è stato registrato nel 2015. Uno dei due enti promotori, Sensoa, è belga. Questo per dirvi che la nascita del sito non ha nulla a che vedere con i fatti di Colonia, come sostenuto dall’articolo de “Il Giornale”.

Su Internet a volte è difficile trovare informazioni corrette in tutte le lingue circa la salute sessuale.Basta visitare il sito e consultare il suo contenuto per renderci conto che fornisce informazioni utili per venire a conoscenza di questioni legate all’ambito della salute sessuale e non solo. Non in tutti i Paesi del mondo viene fatta un’adeguata educazione sessuale e di prevenzione delle malattie trasmissibili (o non viene fatta del tutto), è un dato di fatto. Vi sono anche differenze tra gli stessi Paesi membri della Comunità Europea.

Arrivare a dire che si tratta di un sito dedicato “esclusivamente a promuovere il sesso interrazziale tra “rifugiati” non bianchi e persone europee” è scorretto.