UN MONUMENTALE ILLUMINISTA A POCHI PASSI DA BERGAMO. Ad Ornago la tomba di Pietro Verri, protagonista lombardo del secolo dei Lumi

Che Pietro Verri sia stato un importante filosofo e economista italiano lo sanno in molti, così come in molti sanno che è stato uno dei protagonisti dell’Illuminismo milanese. Ma che il Conte sia sepolto in una piccola cappella funebre a neanche mezz’ora di auto da Bergamo, vista la solitudine che la circonda, ne sono a conoscenza davvero in pochi.

Per chi non lo sapesse, infatti, le spoglie dello scrittore milanese riposano ormai da due secoli presso il comune di Ornago (MB), dove viveva con la famiglia lontano dal padre Gabriele e dalla frenesia della città. Qui, oltre ad acquistare vari terreni, decise di costruire accanto al Santuario del piccolo paese brianzolo una cappella funebre, dimostrando chiaramente al padre che mai il suo corpo avrebbe riposato nella tomba dei suoi avi. Si narra inoltre che, sempre contro la volontà del padre, decise di trasferire da Biassono ad Ornago la salma della prima moglie Maria Castiglioni. Una storia che ha dell’incredibile con Pietro Verri che una notte, accompagnato dalla seconda moglie Vincenzina Melzi e da un servitore di fiducia, trafugò la bara della prima moglie portandola nella sua cappella funebre, dove seppellì anche il figlioletto Alessandro, morto giovanissimo.

Il filosofo illuminista li raggiunse nel 1797 dopo che un attacco cardiaco lo sorprese mentre stava tenendo un comizio al Comune di Milano. Lo seguirono negli anni anche la moglie Vincenzina, il figlio Gabriele e la nuora Giustina Borromeo che tutt’ora riposano insieme al Conte.

La cappella, donata nel 1935 dalla famiglia Verri alla Curia di Milano e restaurata solo nel 1999 grazie all’intervento del Comune e della Fondazione Cariplo, oggi si presenta ai curiosi in tutto il suo antico splendore. Oltre ai busti in gesso che rappresentano i componenti della famiglia, è possibile ammirare sulla parete di fondo un affresco di Francesco Corneliani che rappresenta un figliuol prodigo che torna dal padre.

Un piccolo tesoro a pochi passi dalla bergamasca dunque, che accoglie al suo interno le spoglie di uno dei più importanti intellettuali del ‘700 e che fece di Milano la capitale dell’Illuminismo italiano. Un monumentale tributo che vale la pena di andare a visitare.

Lino

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