Diritti e rovesci: Grazie al governo le banche ci ruberanno la casa?

Per accelerare al massimo il recupero dei crediti inesigibili da parte degli istituti di credito, il governo ha infatti cancellato l’articolo 2744 del codice civile, che vieta il cosiddetto “patto commissorio” e cioè “il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore”. Il superamento di questo divieto permette quindi alle banche di entrare direttamente in possesso dell’immobile e metterlo in vendita per soddisfare il proprio credito qualora il mutuatario sia in ritardo con il pagamento di 7 rate, anche non consecutive.”

Questa la notizia diffusa da Il Fatto Quotidiano il 26 febbraio scorso e subito rilanciata da diversi esponenti del Movimento 5 Stelle (su tutti Alessandro Di Battista) che, tra un tweet e l’altro, hanno messo in allerta i cittadini sulla nuova riforma dei mutui promosso dal Governo Renzi con queste parole:

Quante famiglie, nell’arco di 15 o 30 anni, potrebbero trovarsi in difficoltà momentanea con i pagamenti? Basta un padre che finisce in cassa integrazione, una madre che perde il lavoro o persino una spesa straordinaria che fa saltare il bilancio domestico. Rischiamo di vederedecine di migliaia di nuclei sbattuti per strada senza neanche una procedura esecutiva. E che dire di imprenditori e piccoli commercianti che rischiano di vedersi sottratto il capannone o il laboratorio?Il decreto recepisce una direttiva europea del 2014 e modifica il codice civile che oggi vieta il cosiddetto “patto commissorio”. Nella foga di rendere sempre più appetibili le sofferenze bancarie da rimettere sul mercato, la Ue e il governo consentono al creditore (l’istituto) di vendere la casa a qualunque prezzo, visto che il titolare del mutuo dovrà comunque coprire l’eventuale differenza negativa tra il prezzo di dismissione dell’immobile e il debito residuo. Inoltre, la clausola capestro può essere introdotta anche in un secondo momento rispetto alla stipula dell’accordo, come se fosse vera la favola che intermediario e controparte hanno lo stesso peso nel contratto di mutuo. Con questa riforma, il Bomba (Renzi, ndr) consente alle banche di vendere con facilità le case dei cittadini anche dopo aver applicato interessi usurari. E senza che il giudice possa bloccare l’abuso. Eurocrazie e governo stanno assaltando il cuore del nostro patrimonio. Noi non ci stiamo. Non possiamo accettarlo. E faremo di tutto per evitarlo. Fai valere i tuoi diritti! La maggior parte dei media di regime stanno in silenzio, fatti sentire con un messaggio su Twitter con l’hashtag #LaCasaNonSiTocca e condividi questo post sulla tua pagina Facebook. Il web ancora non possono controllarlo!

Parole che suscitano sicuramente allarmismo e forti dubbi sulla nuova riforma, soprattutto dopo aver letto le parole affidate a facebook da Alesssandro Di Battista: “Se sei in ritardo di 7 rate (anche non consecutive) del tuo mutuo la banca ti espropria la casa e la mette in vendita al prezzo che dice lei.

Ma è davvero così? La risposta è molto semplice: assolutamente NO! Ci troviamo, infatti, di fronte all’ennesima bugia a 5 stelle, dove disinformazione e allarmismo allontanano dalla verità i cittadini. Cercheremo quindi di fare chiarezza sulla questione, rispondendo alle varie accuse susseguitesi sui media.

ESPROPRIO CASE: LE RATE SONO 7? NO!

La regola delle 7 rate non è stata introdotta dal Governo. Le rate infatti non sono 7, bensì 18. Il motivo per cui il numero delle rate è 18 è legato alla legge sui mutui, che consente al debitore di chiedere la sospensione del pagamento delle rate per un massimo di 18 mesi. Dal momento che i mutui sulla prima casa hanno già, nel 99% dei casi, rate di scadenza mensile, la banca li strutturerà con contratti a rata mensile. Inoltre, la clausola di inadempimento è facoltativa e la banca non può obbligare il cittadino a sottoscriverla . E’ considerato inadempimento la morosità di almeno 18 rate. In caso di inadempimento la casa può essere messa in vendita solo con uno specifico atto di disposizione dell’immobile da parte del consumatore. E’ stato confermato, poi, il divieto al “patto commissorio” (art. 2744 cc). Viene disciplinato per legge il cosiddetto “patto marciano” quindi, già riconosciuto dalla giurisprudenza: la banca può cioè trattenere dopo la vendita della casa solo quanto ancora dovuto ed è obbligata a restituire al consumatore l’eventuale eccedenza.

I 5 Stelle hanno scambiato l’articolo 40 del Tub, dove si parla di risoluzione anticipata del contratto in caso di ritardato pagamento, con una definizione dell’inadempimento.

IL GOVERNO TOCCA L’ARTICOLO 2744? NO!

L’atto del Governo non tocca l’articolo 2744 del Codice Civile che tratta il tema del “patto commissorio“. Si parla di “patto marciano” dove il creditore diventa proprietario del bene ricevuto in garanzia finché il debitore non adempie. Ci sono alcune garanzie: la prima è che il bene stesso venga stimato da un perito scelto dalle parti di comune accordo. La seconda è che il creditore versi al debitore la differenza tra l’ammontare del credito e l’eventuale accertato maggior valore del bene.

IL PREZZO LO DECIDE LA BANCA? NO!

Lo stabilisce il comma 3 dell’articolo 120-quinquiesdecies e il 2 dell’articolo 120-duocedies: “La valutazione è svolta da persone competenti sotto il profilo professionale e indipendenti dal processo di commercializzazione del credito, in modo da poter fornire una valutazione imparziale ed obiettiva”. In poche parole, la valutazione della casa (successiva all’inadempimento!) deve essere effettuata da un perito indipendente nominato dal tribunale e il consumatore deve essere assistito da un esperto di sua fiducia. Inoltre, su tutta la procedura vigila la Banca d’Italia.

MA QUINDI, COSA CAMBIA DAVVERO?

Anche prima la banca, non completamente soddisfatta, poteva agire nei confronti del mutuatario. Ad esempio, non completamente soddisfatta dal realizzo del bene, poteva agire nei confronti del mutuatario pignorando il quinto dello stipendio. In realtà quindi cambia solo una cosa: il ricorso alle procedure esecutive giudiziali. In pratica il creditore non avrà più bisogno di ricorrere ad un Giudice.

CONCLUDENDO…

Nella speranza di aver chiarito tutti i vostri dubbi, consigliamo al Movimento 5 Stelle e ai suoi parlamentari di cominciare a studiare (o, almeno, di cominciare a leggere..) le riforme che vengono votate in Parlamento. Capiamo che creare allarmismo, a maggior ragione attraverso un’arma così potente come i social network, è molto più semplice rispetto a fare le nottate pur di capire cosa si sta approvando. Così come capiamo che sia molto più facile fare opposizione a tutti i costi, anche a discapito della vera informazione. Ma fare tutto questo, per un pugno di voti, ci sembra, oltre che ridicolo, incoerente con quello che da sempre “profetizzate”, ovvero di essere diversi dagli altri partiti. E poi, come si suol dire, le bugie hanno le gambe corte! State attenti almeno! 😉

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