IL FILO DI ARIADNE

Tutto è già cominciato prima, la prima riga della prima pagina di ogni racconto si riferisce a qualcosa che è già accaduto fuori dal libro.”

(Italo Calvino)

Ecco che si riapre anche questa rubrica, insieme con una nuova stagione per noi ragazzi, ma anche con un nuovo anno per tutti noi. Sono ricominciate le scuole, sono finiti i viaggi che alcuni di noi hanno intrapreso durante l’estate. Anche il cielo inizia a non sorridere più così spesso da dietro le nuvole. È tempo di scrivere una nuova “prima riga” sulle pagine della vita del nostro gruppo, una prima riga che preannuncia sì ciò che potrà essere e che noi speriamo che si realizzi, ma che allo stesso tempo non può prescindere da quello che l’ha preceduta. Ogni inizio non può vivere di per sé, ma è destinato ad essere frutto del passato che ha portato al suo avvento. C’è un filo conduttore tra ogni tramonto e la nuova alba che lo segue che difficilmente può essere spezzato. Lo ieri si trascina nel domani, invisibile come un respiro, ma necessario.

Tutti noi sappiamo che non è mai facile ricominciare. Chiudere un capitolo della propria esistenza con un bel punto e voltare pagina per “iniziare da zero” richiede un impegno e una forza d’animo che molto spesso ci pesa per diverso tempo e ci impedisce di trovare le parole giuste per comporre quella famosa prima riga di cui parlavano. Le scelte che abbiamo compiuto in passato, gli eventi che ci hanno plasmato fino a renderci le persone che siamo ora ci seguono passo a passo, anche quando siamo determinati a lasciarceli alle spalle. Il passato è un bagaglio che non si può né abbandonare né dimenticare. È parte di noi, come se fosse scritto nel nostro DNA insieme con tutte le altre informazioni che ci definiscono come essere vivente. Ed in un certo senso è così.

Pensiamoci. Ogni storia che viene raccontata presuppone, di tacito accordo, riferimenti ad altre storie, alcune ascoltate più volte e altre mai rivelate. Racconti che non sono esplicitamente citati nel corso del nostro romanzo, ma senza le quali non potremmo veramente comprendere le parole che vi troviamo scritte. Senza quei riferimenti la storia sarebbe solo un vuoto insieme di suoni, una trama sospesa nel nulla, senza sostegni che possano tenerla sospesa e che possano guidarla verso una conclusione. È quello che abbiamo alle spalle che ci permette di definirci come individui, che ci permette di tracciare il nostro cammino ed esso è anche la base essenziale che ci permette di ricostruire noi stessi. Senza quelle esperienze che ci hanno permesso di imparare e di formarci non avremmo modo di creare qualcosa di nuovo. Le nostre parole si perderebbero in un silenzio arido di significati.

Iniziare da zero, quindi, non è possibile. È solo l’illusione che ciò che è stato non ci riguardi più. La realtà, purtroppo o per fortuna, è ben diversa. Non si tratta di dimenticare il passato, ma di trovare il modo migliore di utilizzare ciò che esso ci offre. Sta a noi decidere cosa tacere e cosa raccontare. Sta a noi scegliere i riferimenti che ci permetteranno di raccontare una nuova storia, quei riferimenti “fuori dal libro” su cui si baserà la nostra prima riga.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...