Amarezza…

Dopo l’incontro con Cerrelli di martedì sera ci rimane in bocca un sapore strano: tanta amarezza, tante cose che volevamo dire e chiedere, poche le risposte costruttive giunte dall’altra parte.

Ci è rimasta solo una stretta allo stomaco nel vedere come si possa parlare di persone come se fossero oggetti: l’omosessualità è stata trattata come qualcosa che svuota le persone della loro umanità per far sì che altri, scelti su non si sa quali basi, attribuiscano loro una ben precisa posizione nella società. Posizione subalterna rispetto al mondo eterosessuale, dalla quale guardare ai “meno fortunati” con una “cristiana compassione” che non è affatto disposta a considerarli come esseri umani e in quanto tali portatori di diritti.

A questo punto dal grande cilindro di Internet Cerrelli si è sforzato di pescare la peggiore spazzatura: se il prossimo passo sarà il matrimonio tra persone dello stesso sesso il successivo sarà matrimonio inter-specie (uomo e animale: no, purtroppo non è uno scherzo, ci è stata mostrata apposita diapositiva con donna che bacia un delfino).

Cassato quindi il tema della coppia, figuriamoci come si poteva trattare quello della famiglia: dimostrando un apprezzabile eclettismo, Cerrelli ha fatto più volte la spola fra il discorso del papa e Novella 2000, riportando vitali dichiarazioni quali: Elton John ha comprato un bambino in Australia,  per questo il povero piccolo ha pianto addirittura per 6 mesi! Strano un neonato che piange, vero? Mai visto! Inoltre Mark Zuckerberg (Ceo di Facebook) ha aggiunto la possibilità di scegliere, quando ci si registra, tra 58 (cinquantotto) orientamenti differenti: è chiaro che ogni modifica di Facebook diventa immediatamente legge comunitaria, quindi la lobby del gender sta prendendo il sopravvento tramite questi subdoli mezzi.

(Per tutta la sera si è giocato sull’ambiguità, senza mai chiarire la basilare differenza fra genere e orientamento sessuale: forse l’avvocato avrebbe bisogno di un bel ripasso nell’ora di “educazione all’ideologia del gender” che, secondo lui, diverrà ben presto materia di studio in tutte le scuole?)

Grazie alla relazione dell’altro giorno, abbiamo anche appreso che le coppie omosessuali hanno già tutti i diritti necessari e che quindi non hanno niente da chiedere in più! Vorremo forse rischiare di dare più diritti alle coppie omosessuali rispetto a quelle eterosessuali? Non scherziamo!

Sulle deliranti affermazioni, smentite da qualunque etologo o storico (o da chiunque abbia gli occhi), che in natura non esiste l’omosessualità e che in passato non esisteva, preferiamo non soffermarci.

Infine siamo passati alla parte delle domande dal pubblico e qui il pacatissimo Cerrelli si è dimostrato un superbo venditore di aria fritta. Nessuno ha avuto una risposta precisa alle domande poste, ma fantastici giri di parole che cercavano solo di confondere le acque ma che alla fine portavano al nulla più totale.

Per chi si stesse chiedendo cosa sia questa terribile MINACCIA GENDER: tranquilli, non sbucherà strisciando da sotto i vostri letti stanotte, è una simpatica invenzione delle associazioni omofobe, che hanno buon gioco nell’individuare un capro espiatorio per giustificare le loro ingiustificabili ideologie (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/11/lideologia-gender-non-esiste-lomofobia-si/1492997/).

In soldoni, l’incontro dell’altra sera si è risolto in una GRANDISSIMA BUFFONATA, priva di contenuti, presentati con un tono pseudo scientifico a metà fra il ridicolo e l’inquietante. Se qualcosa di buono c’è stato, è stata la collaborazione e la rete di solidarietà creatasi immediatamente, che ha permesso di organizzare interventi e risposte alle affermazioni dell’avvocato, pur in mancanza di un vero dibattito, dato che le domande sono state quasi tutte circumnavigate. Abbiamo insomma avuto la conferma della giustezza della causa che stiamo portando avanti: non siamo soli, e insieme non ci fermeremo fin quando non giungeremo ad una parità di diritti per tutti.

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One thought on “Amarezza…

  1. Andrea ha detto:

    Ero presente alla serata, non posso che trovarmi d’accordo con tutto quanto è stato scritto sopra.
    Aggiungerei la mia personale delusione per il fatto che il tutto si è svolto all’interno di una manifestazione come la fiera del libro che dovrebbe avere come elementi base la cultura ed il confronto.
    Dato che non si è vista nemmeno l’ombra di un libro, è un peccato che non ci sia stata nemmeno la possibilità di un sano confronto; le tematiche buttate tra la gente dall’avvocato sono molte e delicate, poteva essere un’occasione per fare delle riflessioni più serie e giustificate…invece abbiamo avuto soltanto due ore di “lezione” basate appunto su dati poco realistici, estratti da fonti chissà quanto affidabili!
    Non mi sarei aspettato di uscire da una serata organizzata per la fiera del libro sentendo soltanto rabbia, amarezza e delusione…forse qualcosa è andato storto!

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