Pillole di Politica: Presidente della Repubblica Italiana

Dopo l’annuncio ufficiale del 14 gennaio, ci ritroviamo in una stagione politica molto delicata: bisogna eleggere il nuovo Presidente della Repubblica Italiana. Tale ruolo, nel sistema politico italiano, può sembrare solo di rappresentanza, il cui unico compito sia tenere il discorso di fine anno, invece raccoglie in sé molti più poteri determinanti. Prima di tutto è il capo dello Stato Italiano e rappresenta l’unità nazionale, come stabilito dalla Costituzione italiana entrata in vigore il 1º gennaio 1948, e quindi è vero che rappresenta tutti gli italiani. Oltre ad accreditare e ricevere diplomatici e ratificare i trattati internazionali, è colui che ad esempio dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Ha diversi poteri anche nei confronti delle Camere: può nominare fino a cinque senatori a vita, inviare messaggi, convocarle in via straordinaria, e persino scioglierle, salvo che negli ultimi sei mesi di mandato. E’ colui che indice le elezioni e fissa la prima riunione delle nuove Camere. Ancora di più: nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri; accoglie il giuramento del governo e le eventuali dimissioni; presiede il Consiglio Supremo di Difesa e detiene il comando delle Forze Armate Italiane. E non solo: presiede il Consiglio Superiore della Magistratura e nomina un terzo dei componenti della Corte Costituzionale.

Oltre a questi aspetti caratterizzati da presidenze e nomine, il Presidente della Repubblica Italiana è anche parte integrante del vero lavoro parlamentare: autorizza la presentazione in Parlamento dei disegni di legge governativi, promulga le leggi approvate in Parlamento entro un mese, salvo termine inferiore su richiesta della maggioranza assoluta delle Camere; ha la facoltà di rinviare alle Camere con messaggio motivato le leggi non promulgate e chiederne una nuova deliberazione (potere tuttavia non più esercitabile se le Camere approvano nuovamente); emana i decreti-legge, i decreti legislativi e i regolamenti adottati dal governo; indice i referendum e nei casi opportuni, al termine della votazione, dichiara l’abrogazione della legge a esso sottoposta. L’aspetto forse più importante è il potere di dare la grazia e commutare le pene.

Essendo un organo costituzionale, egli viene eletto dal Parlamento in seduta comune, integrato da rappresentanti delle Regioni. Per garantire un consenso il più possibile esteso, nelle prime tre votazioni è necessaria l’approvazione dei 2/3 dell’assemblea (maggioranza qualificata); per le votazioni successive è sufficiente la maggioranza assoluta. La carica dura sette anni, ciò impedisce che un presidente possa essere rieletto dalle stesse Camere, che hanno mandato quinquennale, e contribuisce a svincolarlo da eccessivi legami politici con l’organo che lo vota; la sede per la votazione è quella della Camera dei deputati. Il presidente entra in carica dopo aver prestato giuramento al Parlamento al quale si rivolge tramite un messaggio presidenziale. La Costituzione stabilisce che può essere eletto presidente qualsiasi cittadino/a italiano/a che abbia compiuto i cinquanta anni di età e che goda dei diritti civili e politici. Per quanto concerne tale carica, non vi è limite al numero di mandati. Il primo caso di riconferma del presidente uscente è datato 20 aprile 2013 con l’elezione di Giorgio Napolitano. Gli ex presidenti della Repubblica assumono per diritto il nome e la carica di presidenti emeriti della Repubblica e assumono di diritto la carica, salvo rinuncia, di senatore di diritto e a vita. La residenza ufficiale del presidente della Repubblica è il Palazzo del Quirinale (sull’omonimo colle di Roma) che, per metonimia, indica spesso la stessa presidenza.

Dal 15 gennaio 2015 sino a nuova nomina, il Presidente supplente della Repubblica è Pietro Grasso, già presidente del Senato. Il 29 gennaio 2015 si terrà la prima votazione da parte dei membri del parlamento per eleggere il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana.

Prima di parlare delle possibili prossime candidature, è doveroso ringraziare Giorgio Napolitano, che a novant’anni suonati ha dovuto gestire un periodo veramente difficile per l’economia e la politica del nostro Paese. Si è dimostrato veramente interessato al bene dell’Italia, anteponendo il bene di questa alla sua idea di politica. Che la sua vita sia ancora lunga e piena di vive e vibranti soddisfazioni!

Il futuro è incerto: dato di fatto è che ci sono ancora cinquant’anni di DC da recuperare. Magari il prossimo Presidente sarà più giovane dei precedenti, di colore, magari una donna. Però si sa che i primi candidati vengono “bruciati”, eliminati perché proposti troppo presto, assumono un po’ il ruolo delle lepri nelle gare di atletica: partono a tutta, ma si sa che non arriveranno alla fine. Quindi anziché compromettere persone valide e preparate, cominciamo a “bruciare” coloro che non dovrebbero nemmeno avvicinarsi al Parlamento. Ad esempio: Berlusconi, Brunetta, Gasparri, La Russa, Santanché, e di nuovo Berlusconi, così, per sicurezza. E voi quali nomi vi augurate che vengano “bruciati” o nemmeno ipotizzati?

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One thought on “Pillole di Politica: Presidente della Repubblica Italiana

  1. ettore ha detto:

    un solo identikit:si attenga alla costituzione (fintanto che è in vigore),sia il meno disonesto possibile,abbia una coscienza etica,faccia luce sui tanti misteri ancora nascosti,dica la verità agli italiani,non sia succube delle potenze straniere.

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