IL FILO DI ARIADNE

Se un giorno, guardando dalla finestra, non vedrò più guerre, prenderò un albero, lo vestirò di stelle…e quel giorno sarà Natale.
(Anonimo)

Il Natale rappresenta una tradizione che ricorre e viene festeggiata da un grandissimo numero di persone nel mondo. Ha le sue radici nelle festività delle antiche civiltà pre-cristiane. Per fare un esempio, l’antica festa del Sol Invictus, ovvero il nome con cui gli antichi Romani chiamavano la celebrazione del solstizio di inverno, che rappresentava simbolicamente la rinascita del Sole, dal momento che proprio a partire da quel giorno le ore di luce iniziavano nuovamente ad aumentare.

Ai nostri giorni, al giorno di Natale vengono ricondotti prevalentemente due significati. In un primo, è legato alla tradizione religiosa, in quanto il 25 dicembre è la data che il Cristianesimo ha scelto come anniversario della nascita di Cristo, molto probabilmente riprendendo e trasformando la precedente festività romana. Si tratta, insieme alla Pasqua, di una delle ricorrenze più importanti nella religione cristiana. In un’ottica più spiccatamente laica, invece, il Natale è un momento da trascorrere in famiglia, ciascuno secondo le proprie tradizioni, e una festa commerciale, fondata sull’ormai tradizionale scambio di doni.

Tuttavia, il significato della festa va oltre il momento della comunione con i propri cari e la commemorazione religiosa che, per quanto pregna di significato, non riesce a rendere appieno lo spirito e la tradizione millenaria che si celano dietro questa ricorrenza. Spesso si tende a dimenticare che il Natale è un simbolo, come lo era al tempo dei Romani. Rappresenta un’opportunità di rinascita, che inneggia alla pace e all’uguaglianza: come nell’antichità si festeggiava la rinascita del Sole dopo un periodo di crescente oscurità, nel nostro tempo la festività serve ogni anno come speranza per un mondo migliore, non più oppresso dal buio e dalla violenza dei conflitti che non hanno mai smesso di sconvolgere le nazioni. Il vero Natale non è quindi il giorno in cui ci si scambiano auguri e regali, ma sarà quel momento, forse utopico, in cui tutti saremo pronti a deporre le armi e ad adoperarci per costruire un mondo che, per prima cosa, si appella alla pace.

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