Pillole di Politica: Class Action

Un’azione collettiva (in lingua inglese class action), è un’azione legale condotta da uno o più soggetti che, membri di una determinata categoria di soggetti, chiedono che la soluzione di una questione comune. Il processo può essere attivato da ciascun soggetto danneggiato, anche mediante associazioni a cui affida il compito o comitati a cui partecipa.
Si tratta di uno strumento di tutela collettiva risarcitoria che serve ad ottenere il risarcimento del danno subito da un gruppo di cittadini a causa di un reato fatto da un soggetto professionale a più persone. Tale azione si rivela particolarmente utile in tutte quelle situazioni nelle quali si controverte per importi di valore contenuto e dunque il consumatore tende a non intentare la causa. L’azione collettiva è uno strumento spesso utilizzato dai cittadini per tutelarsi ed ottenere e risarciti nei confrotni delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole avrà poi effetto o potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell’identica situazione dell’attore.
L’introduzione della class action può essere fatta risalire alle equity rules federali del 1912, ma un’affermazione più “organica” si ebbe nel 1938, ovviamente negli Stati Uniti. La particolarità del modello statunitense di tutela dei consumatori si incentra soprattutto su due aspetti: la possibilità di ricorrere ad un’azione collettiva a fini risarcitori e quella di ottenere i cosiddetti danni punitivi. È un meccanismo processuale che consente di estendere i rimedi concessi a chi abbia agito in giudizio ed abbia ottenuto riconoscimento delle proprie pretese e a tutti gli appartenenti alla medesima categoria di soggetti in qualunque momento decidano di intentare una causa.
In Italia, questo tipo di azione legale è stata introdotta dalla legge 24 dicembre 2007 n. 244 (legge finanziaria 2008 L’art. 49 della legge 23 luglio 2009 n. 99 – modificando il codice del consumo – (d.l.vo 6 settembre 2005, n. 206), ha esteso la possibilità di esperire l’azione anche ai consumatori individuali, non più quindi solo dalle associazioni dei consumatori. In particolare, l’art. 140bis, con il quale è stata disciplinata l’azione di classe per l’accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni. Essa può essere proposta con atto di citazione al tribunale competente dal singolo cittadino, da un comitato o da un’associazione di consumatori. Se più soggetti si aggregano e presentano gli stessi illeciti e gli stessi fatti, le procedure vengono riunite. Il giudice ha facoltà di fissare l’importo minimo dei risarcimenti, valido non solo per chi ha presentato il ricorso con la class action, ma per quanti agiscono in giudizio successivamente alle sentenze dell’azione collettiva, ottenendo dal giudice l’assimilazione della causa individuale all’azione collettiva. Per consumatore si intende la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta. Sono dunque esclusi dalla normativa i diritti delle persone giuridiche e dei professionisti.

Il film Erin Brockovich – Forte come la verità è tratto da una storia vera e parla della class action statunitense. Il film del 2000 diretto da Steven Soderbergh, con Julia Roberts, racconta appunto la storia di Erin Brockovich, una segretaria precaria di uno studio legale e madre trentenne di tre figli, nubile dopo due divorzi, che, spinta da curiosità, intraprendenza e senso della giustizia, indaga sulla Pacific Gas and Electric Company che ha contaminato le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti. Sostenuta dal suo principale, vince la battaglia legale, ottenendo per i 634 querelanti indennizzi per 333 milioni di dollari (più un assegno di 2 milioni per sé). La vera Erin Brockovich appare nel film nei panni di una cameriera di fast food, la spilla che indossa sulla divisa riporta il nome “Julia”. Erin Brockovich Ellis è ora presidente della Brockovich Research & Consulting, ed è attualmente coinvolta in numerosi progetti ambientali in tutto il mondo. A tutt’oggi sta lavorando su casi di contaminazione delle falde acquifere in California, Texas, Florida, Michigan, Illinois e Missouri e ha richieste d’intervento da molti altri stati degli Stati Uniti, dall’Australia e da altre località internazionali.

La class action può essere uno strumento utile affinché i cittadini possano contrastare anche le grandi multinazionali. Unendo le forze e armati della verità si può sempre ottenere giustizia.

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