IL FILO DI ARIADNE

Il fascismo si cura leggendo e il razzismo si cura viaggiando.
(Miguel de Unamuno)

Negli ultimi tempi, anche a causa del clima di ostilità e diffidenza creato dalla crisi, il tema dell’immigrazione si è fatto sempre più pressante. In particolare in Italia, dove il dibattito, a volte violento sia nei toni che nei fatti, sui provvedimenti elaborati e presi dal Governo negli scorsi mesi non si è mai spento. Molte parole sono state spese sia in difesa sia, soprattutto, contro l’arrivo di stranieri nel nostro paese, ma forse ora sarebbe il caso di fermarsi per un momento a riflettere sulle radici profonde che portano da sempre gli uomini, quando non ad odiare, a diffidare di chi appartiene ad un mondo diverso da quello in cui sono cresciuti.

La storia è purtroppo ricca di episodi in cui il razzismo e, più in generale, la xenofobia hanno portato ad atti dalle tragiche conseguenze. I vari tipi di persecuzione religiosa e i genocidi sono solo gli esempi più eclatanti. Come Tahar Ben Jelloun scriveva in uno dei suoi libri, e come dice l’etimologia stessa della parola “xenofobia”, alla base dei comportamenti anti-razziali c’è un sentimento di sospetto, di paura nei confronti di ciò che è diverso da noi e che per questo motivo viene percepito come estraneo. Si tratta di una reazione istintiva che porta irrazionalmente a temere per la propria tranquillità e sicurezza, anche se non vi è alcuna ragione logica.

Il primo passo per sconfiggere la paura e la diffidenza è conoscere quello che ci sta davanti agli occhi. Considerando questo dato di fondo, pare assurdo che in una società come la nostra, in cui l’informazione è praticamente alla portata di tutti e in cui visitare paesi situati anche al di là dell’oceano è facile, certi sentimenti siano ancora così profondamente radicati nella mentalità di molte persone. Eppure è proprio così, e ne sono la prova alcuni partiti estremisti che fanno del razzismo un punto di forza della propria propaganda. Ciò accade perché, nonostante tutto, pur avendo i mezzi per farlo, non siamo ancora disposti ad aprirci e ad entrare in contatto con culture e realtà diverse dalla nostra. Forse basterebbe prendersi un attimo di tempo, sedersi e aprire un libro o guardare un documentario, lasciando la mente aperta alle novità e sgombera da eventuali pregiudizi. Un gesto tutto sommato semplice, ma che potrebbe fare, con il tempo, un’enorme differenza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...