MUSICAMENTE: Louis Armstrong

Il primo artista della rubrica è Louis Amstrong, conosciuto anche come Satchmo o anche come Pops. Nasce a New Orleans il 4 Agosto 1901 ed è considerato uno dei più importanti trombettisti e cantanti statunitensi, nonché uno degli esponenti più significativi della musica jazz del XX secolo.

Ebbe un’infanzia decisamente complicata, perché il padre abbandonò la famiglia proprio dopo la sua nascita, ma che superò grazie alla sua passione per la musica. Proprio così: la musica ha sempre fatto parte della sua vita. Da giovanissimo infatti, all’età di undici anni, entrò a far parte di un gruppo. Dopo pochi anni di esperienza Armstrong registrò il suo primo album, nel 1923. Nello stesso anno si innamorò e sposò, Lillian Harden, la pianista della Oliver, e su suo incoraggiamento si uni’ alla Fletcher Henderson’s band di New York, per poi aggiungersi ai Dreamland Syncopators. Armstrong pubblicò il suo primo vero singolo nel 1926 con “Muskrat ramble” per poi diventare noto grazie al suo gruppo Louis Armstrong & His Stompers. Nel 1932 vennero pubblicate “Chinatown, my Chinatown”, “You can depend on me”, la famosa “All of me” e “Love, you funny thing”, grandi successi che scalarono la classifica musicale di quel tempo. Nel 1951 venne inciso il disco SATCHMO AT SYMPHONY HALL, a cui seguirono SATCH PLAYS FATS e ELLA AND LOUIS.

Nel 1947, Joe Glaser sciolse la band di Armstrong e creò un nuovo gruppetto di sei membri chiamato All Stars’. Durante questo periodo Armstrong comparve come attore e comparsa in alcuni film di successo.
Nel 1964, la famosissima, Hello, Dolly! . Il singolo riuscì a superare i Beatles sulla scala della classifica di quegli anni e nel 1965 vinse il Grammy Award alla canzone dell’anno ed Armstrong vince il Grammy Award for Best Vocal Performance, Male.

Barbra+Louis

Fu molto criticato per aver accettato il titolo di “Re degli Zulu” nella comunità afro-americana di New Orleans. Dal punto di vista spirituale, Louis fu un attivo massone, membro della Loggia Montgomery n° 18 di New York. Armstrong sosteneva economicamente Martin Luther King Jr. e altri attivisti per i diritti civili, ma era solito rimanere nell’ombra per non mischiare il lavoro con le sue idee politiche. Rare volte l’artista rese pubbliche le sue idee: l’episodio più importante fu nel 1957, dove rivolse una violenta critica al Presidente Eisenhower: in quell’occasione Armstrong lo definì “falso” e “smidollato” a causa della sua inattività; Armstrong cancellò inoltre un tour già pianificato in Unione Sovietica in protesta per il modo in cui stava trattando i neri nel sud degli Stati Uniti, e che lui non avrebbe mai potuto rappresentare all’estero un governo che si trovava in conflitto con la gente di colore.

770px-Louis_Armstrong_restoredNel dossier dell’FBI del 1957 si possono trovare informazioni interessanti sullo scoppio della bomba a Knoxville, la conferenza stampa di Armstrong, il concerto cancellato in Arkansas, insieme ad una lettera anonima che affermava che Louis ‘Satchmo’ Armstrong era un comunista. Vengono trovati una lettera firmata dal Dipartimento dello Stato che lo definisce “patriota”, dei ritagli di giornale che riguardano la sua tournée del 1960 in Europa orientale e Africa, e un un opuscolo procomunista che attaccava la politica razziale americana. Ancora, sono stati trovati: un commento del direttore del Bureau circa una lettera piena di ammirazione sul trombettista, che indicava nella vita di Louis un buon argomento contro la teoria dell’inferiorità dei neri, un documento del 1965 emesso dalla Casa Bianca che afferma come Jack Valenti avesse richiesto un controllo di identita` su Armstrong, ed infine, un messaggio del 1963 di tre cartelle inviato per telescrivente all’ufficio di Dallas riguardo al tentativo fallito di Jack Ruby di fare affari con Joseph Glaser.

Armstrong morì il 6 luglio 1971 per un infarto.
Viene ricordato per una frase celebre detta in punta di morte: “Penso di aver avuto una bella vita. Non ho pregato per ciò che non potevo avere e ho avuto all’incirca tutto ciò che desideravo perché ci ho lavorato”.

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