BOOKLOVERS: L’ODORE DELLA NOTTE

Eccoci con la recensione di oggi: L’odore della notte di Camilleri. Tutti i libri recensiti potete trovarli in Sede Pd a Calusco d’Adda e sono libri in cerca di lettori.. Venite a trovarci per saperne di più sul bookcrossing..un modo gratis e divertente per diffondere cultura!

Titolo L’odore della notte
Autore  Andrea Camilleri
Dati  2002, p. 223
Editore Mondolibri spa

«Ha detto l’odore della notte?». «Sì, a seconda dell’ora la notte cangia odore». A Vigata è tornato l’inverno. Mimì Augello, il braccio destro, forse ha ceduto e sta per sposarsi. L’ultimo regalo di Livia, un pullover mai indossato che Montalbano per sbadataggine (o per rimozione, come dice Livia?) ha sciupato, inoccultabile corpo del reato di distrazione amorosa, scompare e ricompare, come una sirena che canta le gioie della famiglia. E il commissario non è più un ragazzino. Lo si avverte perché i segni lasciati da tutte le inchieste passate – e prima di tutto il povero «grande aulivo saraceno» che tante volte lo ha ispirato – riaffiorano qui e là, con i colori della nostalgia, a ogni passo di quest’ultimo caso. Un caso anomalo, Montalbano non ne è proprio il titolare, ma vi si intrufola. Troppe coincidenze lo spingono. Scava nella scomparsa di un finanziere truffatore, che si è portato i soldi di mezzo paese e dintorni, e poi del suo aiutante (due «teste parziali», di quelli che sanno tutto di denaro e non sanno nient’altro e nient’altro sentono). E la soluzione sarebbe una fuga banale, col malloppo sottratto ai molti polli dell’epoca della borsa, connessa a un omicidio, se assai più carica di dolente orrore non si profilasse una soluzione laterale. Sull’enigma della quale Montalbano si sporge a vedere, con la pietà che si prova verso il dramma silenzioso di certe esistenze, mentre uno strano odore «di frutta marcia, di cose che si disfacevano», per qualche tempo, ne aveva sparso come la profezia nella notte di Vigata. «E allora sentì che la notte aveva cangiato odore: era un odore leggero, fresco, era odore d’erba giovane, di citronella, di mentuccia».

RECENSIONE:

“L’odore della notte” si discosta un po’ dai precedenti romanzi che hanno come protagonista il commissario Montalbano. La storia si svolge con un ritmo incalzante che coinvolge il lettore nelle vicende dei personaggi del commissariato di Vigata, impegnati in una caccia all’uomo, il tutto caratterizzato da forti tinte ironiche. In certi punti del romanzo sembra che Camilleri rallenti per tirare il fiato, ma non per questo la lettura risulta meno interessante: l’autore, infatti, prende per mano il lettore e lo conduce con estrema audacia nei meandri oscuri della psiche umana, in cui il confine tra realtà e finzione diviene sempre più labile. Il capitolo finale, quasi gotico, trascina il lettore con un ritmo vertiginoso verso un finale tinteggiato quasi di horror. Un Montalbano amante ed amato, questa volta accompagnato, durante il racconto, da una grave perdita personale… Inutile dire che Camilleri non perde un colpo anche questa volta con un romanzo godibile che può solo essere letto. (Recensione Qlibri)

I COMMENTI DEI LETTORI:

“Camilleri non si smentisce mai, si legge molto velocemente e la storia è sempre avvincente anche se segue sempre la stessa impostazione degli altri romanzi di Montalbano.
Consigliato per chi vuole una lettura piacevole.”

“La notte cambia realmente odore a seconda dell’ora e Camilleri è un maestro che, attraverso il suo commissario, ci porta nelle stanze più chiuse e buie dell’ esistenza per mostrarci con pietà e lucidità quanto siamo miserabili. Ironico, brillante, realistico e caustico lo scrittore è la piacevolezza fatta persona. Assolutamente consigliato.”

Da gustare con…un Siciliano Cocktail: cocktail preparato con ghiaccio spezzettato, 1/2Lime pestato, 1/4 Arancia rossa, 2 cucchiaini zucchero di canna, Triplesec, Succo di Arancia Rossa. Prende il suo nome dalle famose arance rosse di Sicilia ed è un cocktail fresco e dissetante, ideale da bere in estate. Per chi volesse dargli un tocco di sapore diverso, consigliamo di aggiungere un tocco di Gin freddo, ma senza esagerare per non eliminare il dolce sapore delle arance.

                                                       

 

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