IL FILO DI ARIADNE

“La storia insegna, ma non ha scolari.”
(Antonio Gramsci)

Il nostro calendario è scandito da celebrazioni, ricorrenze, festività di ogni tipo e genere. Giornate che noi festeggiamo, molto spesso senza ricordare la storia che sta dietro quelle date oppure senza saperne comprenderne il vero significato. La storia è disseminata di eventi che sono stati tanto grandi e significativi da restare nella memoria collettiva e venire scelti come simboli dell’idea che ha portato alla loro realizzazione. Dopo anni, decenni, secoli ancora si celebrano ricorrenze che ormai appartengono ad un’epoca che sappiamo non essere la nostra. Ma quanto valore hanno quelle date segnate in un colore diverso sul calendario se i valori che le hanno rese degne di memoria poco a poco si dissolvono e vengono sostituiti dall’abitudine?

Al giorno d’oggi, in una società come la nostra che corre e si trasforma in continuazione, diventa sempre più difficile trovare il tempo per ricordare, nonostante, paradossalmente, venga posto un forte accento sull’importanza della memoria. Si commemorano vite, si osservano minuti di silenzio, si organizzano manifestazioni e cortei, si leggono e si ascoltano frasi e discorsi che risalgono a tempi così diversi dai nostri. Eppure tutto questo sforzo non basta. Se non siamo disposti solo ad ascoltare ma anche a riflettere le parole non faranno altro che rimbalzarci addosso. Se siamo capaci di guardare ma non di imparare le scene che vengono rievocate non potranno mai arrivare a toccarci. Prima di annuire e sostenere l’importanza della memoria, dovremmo forse fermarci un momento e riflettere su che cosa significa ricordare. Non si tratta solo di rammentare una data, un nome, una frase. Significa conoscerne il valore e soprattutto riuscire a farlo rivivere e rifiorire dentro di noi.

La storia, ma anche la vita stessa che ciascuno di noi ha condotto, ci offre in ogni momento degli spunti su cui riflettere. Non può esistere un presente consapevole senza memoria del passato. Ricordare ci permette sia di evitare di ricadere in errori commessi più e più volte perché nessuno ha mai dato loro abbastanza importanza o attenzione, sia di trovare degli esempi, delle idee da seguire. E soprattutto è dalla coscienza di chi siamo stati e di che cosa c’è dietro la nostra educazione che ci permette di formarci come individui consapevoli. Forse è giunto il momento di imparare a prestare attenzione agli insegnamenti che la storia ci ha lasciato in eredità, di interiorizzarli e farli nostri, di dare un senso a questa nostra identità le cui radici si approfondano ben più in là della durate delle nostre singole vite.

Rose & Words

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