Pillole di Politica speciale Economia: Avanzo Primario

 

Con il termine avanzo primario ci si riferisce alla differenza fra spesa pubblica ed entrate al netto del costo del debito pubblico. L’avanzo primario rappresenta un importante indicatore dello stato di salute dei conti pubblici in quanto misura la differenza tra le entrate e le uscite dello Stato, viene calcolato sottraendo alla spesa pubblica le entrate tributarie ed extra-tributarie e la parte di spesa pubblica finanziata con emissione di base monetaria.
Nel caso in cui il risultato della formula abbia segno positivo allora si parla di disavanzo primario in quanto le uscite eccedono di numero le entrate. Nel caso opposto si parla di avanzo primario.
Nella spesa pubblica troviamo principalmente le spese correnti che servono per far funzionare i servizi pubblici e quelle per investimenti produttivi. Tra le spese troviamo anche i trasferimenti alle amministrazioni locali, alle imprese e ai cittadini. Tra le entrate troviamo le imposte dirette (Irpef e Irap) e indirette (Iva). Tra il gettito extra tributario troviamo le entrate che derivano dalla gestione dei servizi, dei beni e da altre fonti non tributarie.

E’ importante distinguere l’avanzo pubblico da quello primario. Il surplus o avanzo pubblico rappresenta un risparmio pubblico positivo. Il deficit o disavanzo pubblico invece rappresenta l’ammontare di spesa pubblica non coperta dalle entrate e corrisponde perciò ad un risparmio pubblico negativo. A differenza del surplus però l’avanzo primario non tiene conto tra le uscite degli interessi sul debito pubblico per finanziare la spesa pubblica. Questo perché l’avanzo viene utilizzato per pagare gli interessi sul debito pubblico e nel caso in cui avanzino risorse per rimborsare il debito stesso.
In caso contrario lo Stato sarà costretto a finanziarsi ulteriormente o a stampare nuova moneta.

 

 

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One thought on “Pillole di Politica speciale Economia: Avanzo Primario

  1. Anonimo ha detto:

    “…In caso contrario lo Stato sarà costretto a finanziarsi ulteriormente o a stampare nuova moneta….”

    Come fa lo stato italiano (e gli altri stati europei) a “stampare moneta” se ha ceduto la sovranità monetaria alla banca centrale europea?
    L’unico modo che è rimasto è quello che la BCE acquisti i titoli del debito e se li tenga in cassaforte oppure li stracci. Sembra che Draghi abbia proposto un acquisto di titoli per 1000 miliardi di euro (vuole copiare la FED ?).

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