IL FILO DI ARIADNE

“La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play.”
(Comitato Olimpico Internazionale)

Il 23 febbraio si sono chiusi i Giochi olimpici invernali di quest’anno, che sono stati tenuti a Sochi, in Russia. Questa dodicesima edizione ha avuto una particolare rilevanza perché ha assunto agli occhi del mondo un significato che va oltre l’affermazione dei valori di solidarietà e lealtà che sono esaltati nel Giuramento Olimpico. Ad essa è infatti indelebilmente legata la protesta contro le leggi anti-gay varate dal governo russo nel 2013. Agli arresti e alle violenze operate, sia prima che durante i giochi, contro gli omosessuali, gli attivisti della causa e i simpatizzanti si sono contrapposte le pacifiche ma significative manifestazioni degli atleti delle varie nazioni, come ad esempio la scelta dei tedeschi di sfilare con la divisa arcobaleno o addirittura il rifiuto di alcuni atleti a partecipare ai giochi, e l’assenza simbolica di molti capi di stato, che, per esprimere il loro disaccordo, hanno scelto di non presentarsi all’evento.

Le Olimpiadi furono praticate per la prima volta nell’antica Grecia, dove avevano una forte importanza simbolica: in occasione dei Giochi cessava ogni ostilità ed attività bellica e anche le città-stato nemiche sospendevano ogni conflitto per onorare la tradizione di solidarietà e comunione che sta alla base della competizione sportiva. Questi valori sono stati ripresi nella versione moderna delle Olimpiadi e sono arrivati fino a noi, assumendo un significato forse più ampio. I valori dello sport e dei Giochi diventano la rappresentazione dei valori di uguaglianza, rispetto ed comprensione che dovrebbero caratterizzare ogni ambito socio-culturale. Il sostegno dimostrato dagli atleti durante questa edizione alle vittime di quella che è una vera e propria persecuzione operata dal governo russo serve a ricordare appunto questo. Infatti, contro il fastidio espresso da Putin in un incontro con il primo ministro olandese Rutte, dove il presidente russo ha dichiarato che “al centro delle Olimpiadi dovrebbe esserci lo sport e non il dibattito sui diritti dei gay”, le proteste “silenziose” che hanno caratterizzato i momenti chiave dei Giochi ci ricordano che le due questioni sono intimamente legate, proprio perché lo sport non può esistere senza il rispetto dell’individuo e dei suoi diritti.

Annunci

3 thoughts on “IL FILO DI ARIADNE

  1. Anonimo ha detto:

    Nessuno è stato escluso dai giochi perchè omosessuale.

    Sarebbe stato più bello se le lobby omosessuali o gli attivisti non avessero strumentalizzato i giochi per rivendicare le loro (giuste o sbagliate) pretese.
    Se facessero tutti così in qualsiasi manifestazione sportiva si trasformerebbe in una questione politica.
    Se fatte in USA o Cina perchè praticano la pena di morte,
    se fatte in Giappone perchè uccidono le balene,
    se fatte in India perchè c’è una società divisa in caste,
    se fatte in Arabia perchè le donne non possono guidare e sono discriminate.
    ecc. ecc.

    Il fatto è che nel caso in questione, andava messa in cattiva luce la Russia per questioni geopolitiche
    (che non è il caso qui di specificare)
    e gli americani con i loro alleati ed indottrinati (consapevoli e non)
    hanno cavalcato la questione omosessuale non avendo altro tra le mani che colpisse l’opinione pubblica.

    • AliceInWonderland ha detto:

      Innanzitutto non capisco cosa c’entri la prima frase del commento con la questione, visto che nell’articolo non si dice affatto che durante i giochi sono state fatte discriminazioni. Anzi, il contrario. C’è scritto che gli atleti hanno deciso di essere solidali, al punto che qualcuno ha deciso per protesta contro le discriminazioni di non partecipare.

      Per quanto riguarda la strumentalizzazione, io non credo proprio che siano stati gli attivisti o le lobby a strumentalizzare. C’è stata una manifestazione di solidarietà, e a mio parere “strumentalizzazione” vuol dire qualcosa di molto diverso. E’ vero, si è parlato molto della questione, ma mi pare legittimo visto che anche durante i giochi le repressioni sono continuate. Sarebbe stato ingiusto se la cosa fosse passata sotto silenzio perché si doveva pensare ai giochi e basta. Quello sarebbe stato strumentalizzare, nascondere una situazione grave e che sotto certi versi viola i diritti dell’individuo.

      Scusa ma non riesco a vederci il gioco politico che dici tu. Io ho visto persone che hanno manifestato, pacificamente, per una causa legittima e per difendere delle persone che non sono libere di essere quello che sono. Non c’entra dare addosso alla Russia in quanto tale. E’ una questione di rispetto e di solidarietà verso i cittadini russi!

  2. Anonimo ha detto:

    Per me è un approfittare dei riflettori puntati sulla manifestazione per dire al mondo intero: “…vedete come è cattivo il governo russo…”. E questo senza guardare quello che c’è in casa propria.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...