CAOS DENTRO: DONNE DA COMPATIRE?

Nella puntata di Pillole di Politica del 18 febbraio vi abbiamo parlato di “interruzione volontaria di gravidanza”, suscitando un bel dibattito tra i nostri lettori. Un commento però non ci è piaciuto per niente, ritenendo le affermazioni riportate al suo interno offensive e misogine nei confronti di tutte le donne. Questo il commento:

“Gli italiani non sono bigotti, ma sono menefreghisti. E le italiane peggio ancora: preferiscono sopprimere una vita indifesa piuttosto che farsi carico di un figlio che non è secondo i propri progetti; credono di essere evolute ma sono solo delle povere donne….e vanno compatite.”

Insomma, ognuno ha diritto di esprimere il proprio pensiero, senza però offendere. Prima di aprire bocca bisognerebbe innanzitutto sapere che nessuno può permettersi di giudicare, di fare di tutta l’erba un fascio, di sparare a zero su tutti. Decido di lasciar perdere le affermazioni misogine fuori luogo e campate per aria….cerco invece di sottolineare alcuni concetti che rischiano di essere persi di vista nel momento in cui si scrive di cose delicate con totale superficialità e arroganza… Molto è già stato detto anche nei commenti precedenti, ma di queste cose non se ne parla mai abbastanza e lo dimostra il fatto che molti ancora non abbiano le idee chiare sull’argomento a quanto pare… Per esperienza personale, mi sono chiesta spesso “cosa avrei fatto io al posto suo?”, forse bisognerebbe chiederselo un po’ di più prima di parlare a vanvera. Se, infatti, una piccola percentuale di donne ricorre all’aborto per mantenere la propria “indipendenza”, invece di pensarci prima, dovremmo tenere conto anche e soprattutto della grande maggioranza delle donne che si vedono COSTRETTE ad abortire in seguito a innumerevoli ragioni: rischio di mettere a repentaglio la propria vita, problematiche del feto, impossibilità di crescere un figlio. Non pensiamo che una donna incinta si svegli una mattina e bevendo un caffè mentre legge l’oroscopo dica: “che facciamo oggi?….ho un buco dalle tre alle quattro…andiamo ad abortire”…ma stiamo scherzando?! Non è così…. Esempio forse banale ma efficace: se lei fosse una donna rimasta incinta in seguito ad uno stupro, terrebbe quel figlio che le ricorderebbe ogni giorno della sua vita cosa le è successo? Certo lei potrebbe rispondere che in tutto questo il bambino sarebbe solo una vittima tanto quanto la madre, ma senza fare gli ipocriti penso che ben pochi riuscirebbero a crescere un figlio frutto della violenza, della sofferenza… Abortire non è sbarazzarsi di qualcuno e farla franca, è rinunciare alla propria realizzazione di donna e di madre per forze di causa maggiore, che non dipendono da lei…da tanti fattori che spesso sfuggono ai più. Smettiamola di vedere i figli come “problemi” delle donne, chiediamoci se spesso non contribuiscano anche gli uomini che non si assumono le proprie responsabilità a spingere le donne a tali gesti. Non ci sono solo questi casi ma vanno presi in considerazione anche questi.

Penso che nel XXI secolo ci siano tutti i mezzi per evitare una gravidanza non desiderata. Anche nel momento in cui è desiderata, però, ci sono fattori che a priori non si possono prendere in considerazione: non tutti se la sentirebbero di dare alla luce un figlio con gravi malformazioni, magari costringendolo poi ad una vita in stato vegetativo o completamente paralizzato. Ogni tanto provo a mettermi nei panni di chi ci si trova davvero in situazioni di questo tipo….non credo che qui c’entrino credo religioso, politico o quant’altro….resta solo il fatto che bisognerebbe provare sulla propria pelle determinate cose prima di dare giudizi. Io, da donna, spero che il destino non mi ponga mai di fronte a una scelta di questo tipo,perché credo che tanti parlino parlino ma in fin dei conti nessuno saprebbe da che parte rigirarsi… Avrò banalizzato ed estremizzato ma spero di essere stata chiara. Non si tratta di compatire chi fa affermazioni del tutto offensive e a mio parere ripeto misogine….credo invece che bisogna prendere atto del fatto che qualcuno la pensi così …il che è una cosa spaventosa…e cercare di spiegare che le cose stanno diversamente. Poi ognuno è libero di esprimersi, basta che lo faccia sapendo di dire strafalcioni e di star offendendo chi sta dall’altra parte, anche perché,si rassegni, le ricordo che siamo in un paese libero e fino a prova contraria le donne hanno il diritto di manifestare le difficili situazioni che stanno vivendo e ricorrere, se necessario, all’aborto, tanto quanto lei ha il diritto di esprimere la propria opinione. Nessuno deve permettersi di giudicare in ogni caso, a maggior ragione di valutare dal di fuori e in modo generico situazione complesse che andrebbero prese caso per caso e che, ricordo, non ha vissuto direttamente. Ora, io ho detto la mia. Spero non le capiti, ma se dovesse accadere un giorno a chi le sta vicino, anche solo a un conoscente, che cosa farebbe? Negherebbe a quella donna un suo diritto in nome di cosa? Di un suo modo di pensare basato sul nulla? Sarebbe disposto a spingere qualcuno verso scelte che potrebbero mettere a rischio o procurare danni irreversibili alla vita della madre e del nascituro? Complimenti…

(di seguito la puntata di Pillole di Politica del 18/02/2014: https://gdcalusco.net/2014/02/18/pillole-di-politica-interruzione-volontaria-di-gravidanza-ivg/)

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6 thoughts on “CAOS DENTRO: DONNE DA COMPATIRE?

  1. foscocorazza ha detto:

    Per quanto io sia d’accordo con il concetto base, cioè la libera scelta che una donna dovrebbe avere, non mi piace come è stato espresso nell’articolo: sembra quasi che l’aborto sia l’unica scelta possibile, da come ne parla l’autrice dell’articolo.

    Do per scontato che non sto parlando dei casi di incolumità della vita della donna, sui quali nemmeno l’anonimo si è espresso, anzi: lui ha parlato in maniera terribilmente inappropriata di “farsi carico di un figlio che non è secondo i propri progetti”, dimostrando di non star parlando di problemi medici, ma dei casi in cui non ci sia una possibilità economica per sostenere il figlio, o della pesantezza della repsonsabilità per farlo, o anche l’esempio più terribile dell’autrice, lo stupro.

    A mio personale parere, ovviamente regolando la possibilità di abortire, la soluzione più umana a questi casi è l’adozione. Però questa deve essere una scelta personale, ognuno dovrebbe poter decidere che strada intraprendere.

    • Seila ha detto:

      Spesso bisogna stare attenti a non estrapolare frasi dette o scritte da un contesto ben preciso entro cui assumono un significato ben determinato.
      L’articolo soprastante, secondo me, si pone come obiettivo quello di dimostrare l’infondatezza di luoghi comuni purtroppo radicati nella società odierna in cui spesso si perdono di vista le reali motivazioni per cui si giunga a scegliere di abortire…scegliere forzatamente e non per divertimento…
      Ho utilizzato il verbo “giungere” perché ritengo che l’aborto sia l’ultima spiaggia, non c’è ombra di dubbio…molte sono le variabili da caso a caso in cui sono contemplabili adozione, ecc. …di certo, però, non sono da condannare coloro le quali per diversi motivi ricorrono all’aborto…ed è importante sottolineare che chi abortisce per non farsi carico di un figlio indesiderato, con frivolezza, rappresenta solo una minoranza all’interno di un contesto ben più ampio, articolato e complesso come quello di cui si parla nell’articolo soprastante e di cui si dovrebbe parlare di più, vista la disinformazione a riguardo…
      Ovvio poi che, per chi parla ancora in modo deplorevole di “figli indesiderati” e posto che io adoro i bambini ( giusto perché sia chiaro il punto di vista da cui parlo)… se proprio qualcuno non volesse un figlio, siamo nel 2014 e di certo non devo stare qui io ad elencare i numerosi metodi contraccettivi a disposizione di chiunque ormai…talvolta sarebbe bene cominciare a essere responsabili a monte e da entrambe le parti: i figli non sono solo delle donne, fino a prova contraria l’essere umano non è ermafrodita, no?

      • Anonimo ha detto:

        In Italia c’è un aborto ogni quattro nascite circa.
        Solo circa il 5 % sono aborti terapeutici.
        Mi si vuol far credere che dei 100-120.000 aborti nel 95 % dei casi è a rischio la vita della madre?
        Ma neppure in Russia è così, lì il 90% delle donne abortisce perchè non vuole il bambino.

  2. Anonimo ha detto:

    Voler far passare l’aborto come una conquista, un diritto, una civiltà
    per me (per altri invece no) è il massimo dell’assurdità. A questo si riferisce”…evolute…”

    Povere donne: perchè non sanno dare la giusta gerarchia di valore alle questioni in gioco. Il bambino prima di tutto.

    Vanno compatite: se uno non vuol capire nonostante tutto cosa resta da fare?
    (e se uno pensa di essere nel giusto non si offende, semplicemente continua per la sua strada).

    Italiani menefreghisti: perchè piuttosto che darsi da fare per creare tutte le condizioni favorevoli affinchè una donna non sia costretta a ricorrere all’aborto lasciano le cose così come sono.
    Le donne se ne fregano del bambino e gli uomini se ne fregano sia del bambino che della donna.

    è un genere di linguaggio troppo secco, banalizzante, offensivo?
    Se usi un linguaggio “politicamente corretto” il concetto sparisce in una nuvola di parole.

    …Certo, poi ogni caso (di aborto) è un caso particolare con tutti i suoi aspetti di salute, di vita sociale, economici, di condizionamento pscologico, ecc, ecc, ecc, la cui somma non giustifica l’aborto.

  3. Gesù Cristo Il Ritorno ha detto:

    Bhe spiegata così è già piu’ civile. ma ad ogni modo: Cosa ne pensi delle donne che hanno figli nati da una Violenza Brutale? Giusto per avere un parere.

  4. Anonimo ha detto:

    Dico che hanno fatto la cosa giusta,
    infatti se hanno fatto nascere il bambino
    vuol dire che nonostante la ferita e l’umiliazione
    (magari l’abbandono da parte di tutti quelli che gli stanno attorno)
    e le pressioni esterne che vengono dalla società,
    hanno fatto prevalere la natura di madre che è in loro, sacrificando anche una parte della loro vita.

    Ma forse tu intendevi rimaste incinte… Penso che la cosa più giusta sia di far nascere il bambino e abbracciarlo come loro nonostante tutto…oppure lasciarlo in ospedale (visto che si può).

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