CEMENTO SOTTO L’ ALBERO: Il regalo di un’ amministrazione senza idee.

CEMENTO SOTTO L’ ALBERO

Il regalo di un’ amministrazione senza idee 

Il 25 settembre 2013, senza troppo attirare l’ attenzione, è stato approvato in via definitiva il progetto per il piano attuativo “SVILUPPO URBANISTICO AT/P1 RIVALOTTO” della zona Rivalotto. Quest’ultimo consiste nella realizzazione di una nuova zona industriale su una superficie di circa 43’000 metri quadrati di cui circa un quarto verrà destinato ad aree verdi, parcheggi e viabilità mentre i restanti tre quarti alla realizzazione di uffici ed unità produttive.

Ad essa verrà collegato un nuovo asse urbano che congiungerebbe la Rivierasca con l’incrocio tra via Vittorio Emanuele e via Marconi. Nel progetto iniziale, la strada sarebbe dovuta passare sul territorio di Solza dal momento che il territorio caluschese, occupato da residenze, non ne permetteva il passaggio. Però Solza ha rifiutato, fin dall’inizio, il permesso al comune di Calusco di costruire in tale sito, quindi si è dovuto ricorrere ad un’alternativa: scavare sotto le abitazioni esistenti sul territorio caluschese creando un enorme galleria sotterranea che si ricollegherebbe alla Rivierasca. Il costo di tale opera è stato stimato di circa 10 milioni di euro (da preventivo iniziale) di cui 2 milioni e 200 mila euro saranno pagati da Italcementi secondo un accordo con la vecchia amministrazione risalente al 2005. Altri fondi (circa 1 milione di euro) saranno garantiti dalla nuova tassa di urbanizzazione, pendente sulla società costruttrice, relativa alla realizzazione del nuovo complesso industriale in zona Rivalotto.

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Facendo un paio di conti risulta evidente che mancano ben 6 milioni e 800 mila euro per raggiungere la quota stimata necessaria. La domanda sorge spontanea: dove andiamo a prendere questi soldi? Inoltre è veramente necessario spendere una così ingente somma di denaro per questo progetto? Per rispondere a questa domanda bisognerebbe analizzare tutti i benefici e gli svantaggi che ne conseguono.

La giunta comunale ha più volte sostenuto che un nuovo asse stradale ridurrebbe il traffico veicolare e l’inquinamento al centro del paese. Tuttavia, non si riesce a capire come una strada ed una zona industriale in più possano portare a questo risultato. Anzi, caricando di nuove industrie la zona sud, il traffico e l’inquinamento verrebbero addirittura aumentati a causa di un maggior flusso di persone e merci. E poi, nella stessa zona sono presenti alcune zone industriali dismesse: Camet e Repla. Non sarebbe quindi una scelta amministrativa più intelligente, sensata e meno dispendiosa procedere con il restauro e la bonifica di queste, che ci sono già, invece di costruirne di nuove? In più non ci sono garanzie che il progetto venga realizzato per intero e nei tempi stabiliti (che sono già piuttosto lunghi). E’ molto più probabile invece, che venga realizzata solo la zona industriale e solo il tratto di tangenziale adiacente. Non avendo a disposizione immediatamente almeno la metà dei fondi, è inevitabile che i lavori si fermino presto e otterremo soltanto una zona industriale servita da una tangenziale a fondo chiuso. Quando è stato approvato il progetto originario, una parte della popolazione di Calusco si è sollevata ed ha raccolto un cospicuo numero di firme contro l’effettiva realizzazione. Nonostante le firme presentate costituissero un elemento unicamente consultivo, cioè non fondamentale ai fini decisionali, la vecchia amministrazione ha deciso di non procedere con il progetto rispettando così la volontà degli abitanti. Al tempo erano esclusivamente la Provincia di Bergamo e Italcementi coloro che avrebbero pagato tutto, così il progetto sarebbe risultato a costo quasi pari a zero per il Comune di Calusco. Successivamente la Provincia, per mancanza di fondi, ha revocato il proprio sostegno economico. E’ rimasto dunque solo il comune di Calusco a sostenere il progetto, accollandosi così una spesa insostenibile. Perché tanta insistenza? Che cosa deriva da questo progetto che sta così a cuore alla nostra amministrazione e il cui vantaggio per la popolazione noi non vediamo? Deve essere un motivo veramente valido per poter giustificare un progetto anacronistico basato sulla cieca ed ottusa cementificazione di un’area verde a ridosso del Parco Adda Nord. Forse la nostra amministrazione non si è ancora accorta che da qualche decennio a questa parte il concetto di sviluppo è cambiato. Non si tratta più di un incontrollato sfruttamento del territorio, ma di qualcosa di più lungimirante che tenga conto delle problematiche ambientali che ormai riguardano i paesi di tutto il mondo. La vera sfida di oggi e di domani è trovare un equilibrato compromesso fra crescita e ambiente. Questa è l’idea di sviluppo sostenibile che noi giovani vorremmo venisse lasciata in eredità alla nostra generazione e a quelle future. Quella di cui ci sta dando prova la nostra Amministrazione invece, qual è?

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3 thoughts on “CEMENTO SOTTO L’ ALBERO: Il regalo di un’ amministrazione senza idee.

  1. LineacomuneCalusco ha detto:

    Lo diciamo anche noi di Lineacomune, sia sul giornalino che sta girando in paese che qui: https://www.facebook.com/notes/lineacomune-calusco/il-giallo-2-rivalotto-cemento-e-traffico/629458597148255

  2. Anonimo ha detto:

    Complimenti ragazzi!!

  3. Anonimo ha detto:

    dal ponte alla zona mercato il traffico non ha impatto, anzi fa guadagnare le attività commerciali che ci sono ai lati.
    Dal mercato passando per i tre semafori fino alla rotonda saranno poco più di 900 metri.
    10 milioni di euro per sostituire 900 metri di strada mi sembra un po tanto.

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