PILLOLE DI POLITICA: Speciale Economia

La disoccupazione ha sempre costituito un problema per economisti e politici, a causa delle situazioni di malessere sociale che provoca.

Il tasso di disoccupazione è il rapporto tra persone in cerca di lavoro e forza lavoro. La forza lavoro indica la parte di popolazione residente che si trova nelle condizioni di poter svolgere un’occupazione: sono quindi esclusi dalla forza lavoro coloro che per motivi di età o condizioni fisiche non hanno oggettivamente la possibilità di lavorare. Calcolando in questo modo il tasso di disoccupazione si ritiene di offrire un indicatore più significativo delle condizioni del mercato del lavoro: infatti se il tasso venisse calcolato rapportando tutti i disoccupati all’intera popolazione, verrebbero comprese nel numeratore del rapporto anche quelle persone senza occupazione ma che non cercano attivamente lavoro e quindi si creerebbe una sovrastima della disoccupazione. Al contrario lasciando al denominatore tutta la popolazione residente si avrebbe una sottostima, dato che neonati e ultraottantenni certamente non possono costituire una base cui rapportare i disoccupati.

La disoccupazione è strettamente legata all’andamento dell’economia: se il sistema produttivo lavora ad un ritmo inferiore a quello corrispondente al massimo potenzialmente raggiungibile è evidente che la forza lavoro necessaria per colmare il divario resta inutilizzata. Quanto più ampio è questo gap tanto più elevata sarà la disoccupazione: dato che il gap oscilla in base all’andamento dell’economia, che è ciclico, in questo caso si parla di disoccupazione ciclica.

Ma quando l’economia si esprime al suo massimo potenziale la disoccupazione si azzera? La risposta è no, in quanto esistono altri due tipi di disoccupazione, quella frizionale  (dovuta ai tempi “tecnici” di incontro tra lavoratori e aziende) e quella strutturale (è il caso di quella che interessa i lavoratori con scarsa qualifica). Il tasso di disoccupazione corrispondente al livello massimo possibile di produzione viene detto tasso naturale di disoccupazione, dato che disoccupazione frizionale e strutturale non sono eliminabili.

Il vero problema della disoccupazione non risiede solamente nel suo effetto reale che tutti possiamo riscontrare, molti economisti costruendo le loro teorie prendono per vera l’ipotesi che nel mondo vi sia piena occupazione o che il mercato libero autonomamente la raggiunga. Tale assunto può essere utilizzato benissimo al fine di semplificare staccandosi dalla realtà o si dovrebbero fare modelli e teorie che si basano sui fatti concreti rendendo gli studi esponenzialmente più complicati e difficili da concretizzare.

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