CAOS DENTRO: AL BUIO

Alcuni giorni il mondo mi sembra completamente immobile. Guardo la gente camminare, affaccendarsi con i problemi quotidiani, eppure non percepisco nulla in quei passi, in quei gesti diventati ormai quasi una routine, nessun sentimento, nessun vigore. Solo vuoto, come se il movimento non ci fosse affatto, come se fossi di fronte ad un palcoscenico su cui sono stati disposti freddi manichini, e non esseri viventi. I riflettori illuminano crudamente la scena con la loro luce bianca, evidenziando ancora di più quella stasi inanimata già così chiara ai miei occhi.

Alcuni giorni ogni incontro, ogni contatto mi appare così astratto che non posso fare a meno di chiedermi se sia reale o no. Lo sguardo che si è fissato dentro il mio, le parole che ho udito, la spalla che ho toccato, la mano che ho stretto, mi domando se siano esistiti davvero o se siano stati solo il frutto di qualche volo impalpabile del pensiero. È come se fossi bloccata in quella fase del dormiveglia dove sogno e realtà si toccano e si confondono, indistinguibili e sfuggenti, sospesa in un limbo dai vaghi confini.

Alcuni giorni ciò che mi circonda mi sembra irraggiungibile, estraneo, come se si trovasse su un diverso piano di esistenza rispetto a quello dove sono io. È come se lo guardassi con le mani appoggiate sulla superficie liscia e fredda, dall’altra parte dello specchio. È così vicino da spingermi a pensare che basterebbe allungare un braccio per poterlo toccare, per dissipare ogni assillante dubbio, ma quando poi lo faccio tutto ciò che le mie dita incontrano sono una barriera invisibile e immagini bidimensionali che mi lasciano nell’incertezza.

In quei giorni finisco poi per chiedermi se quel senso di straniamento in realtà non sia altro che una mia proiezione, piuttosto che uno stato del mondo che mi circonda. In fondo quello continua il suo camminino, va avanti nel suo eterno moto, nonostante il distacco, il freddo, il buio. Io invece rimango ferma, congelata dalle mie insicurezze e dalla mia apatia, in balia del vuoto che dalla mia mente sconfina senza limiti determinati nella realtà che ho di fronte.

In quei giorni la testa non smette mai di girare, così velocemente da farmi dimenticare il suono del cuore che batte, e io mi ritrovo così, stordita, combattuta tra l’insofferenza e il bisogno di continuare a lottare contro l’inutilità che avvelena il respiro. L’inutilità di certi commenti, di certi gesti, di interi momenti. Uno spreco di parole, energie, tempo, uno spreco in cui a volte mi sento affogare senza possibilità di scampo.

In quei giorni vorrei solo chiudermi in una stanza, con la luce spenta, la musica di sottofondo, e dimenticare per un po’. Dimenticare il prezzo e i sacrifici, il peso e le responsabilità, le difficoltà e le sconfitte. Dimenticare quello che tutti siamo costretti ad affrontare giorno dopo giorno e che io spesso non mi sento in grado di sopportare. Dimenticare che ogni scelta sofferta, ogni gesto ha delle conseguenze inevitabili e che dopo ogni salita ce n’è sempre un’altra ad aspettarci. Vorrei lasciare che il tempo si fermasse e che il buio inghiottisse tutto, per ritrovare la vita come pura essenza, per ricordarmi che il mio cuore batte, che io respiro, che sono viva, e che al di là delle apparenze non c’è una lenta tortura ma una meravigliosa realtà.

Eppure in ognuno di quei giorni, invece di rinascere, mi sento cadere, affondare sempre di più, inseguendo un miraggio. Continuo a camminare al buio, cercando quella stanza che potrebbe ridarmi la serenità, senza mai trovarla. Seguo quella musica lieve, sul filo del rasoio tra concretezza e follia, senza però riuscire a capire da quale direzione proviene. Vado avanti, respiro dopo respiro, incapace di decidere se ne vale davvero la pena, come se non mi restasse altro se non alzare gli occhi e sentire la nostalgia alla vista del cielo, tra le tenebre, sul fondo dell’abisso. E il mantra si ripete, ancora e ancora. Oggi sto male, ma domani andrà meglio. Oggi sono al buio, ma domani rivedrò la luce.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...