CAOS DENTRO: ALL WE NEED IS FACTS

Molto spesso, anzi quasi costantemente, si sente parlare in ogni telegiornale, trasmissione televisiva, a volte scritto a caratteri cubitali su giornali e riviste delle promesse che politici, imprenditori e dirigenti di ogni qualsiasi carica, impresa o organizzazione fanno ai sudditi, dipendenti e collaboratori. Molto spesso partecipo a corsi di formazione, in cui insegnano a come comportarsi in queste situazioni e quale deve essere il ruolo di un leader e di una guida per gli altri. Una delle poche frasi che mi ha colpito e che tengo sempre presente in ogni mia attività risulta essere: “Dimostrate a chi vi sta intorno che avete sempre qualcosa da insegnare loro, vi seguiranno sempre”. Semplici parole, che nascondono una grande verità. Uno dei più grandi allenatori che attualmente lavora in Italia, una volta mi ha confessato: “Un allenatore non deve dimostrare ai propri atleti di sapere la teoria dello sport che allena, deve far fare. Attraverso ciò che l’allenatore fa fare, gli atleti capiscono la sua competenza”.

Le ultime elezioni, con un livello di astensionismo esagerato, hanno dimostrato che la maggior parte della gente si è stufata del continuo parlare dei politici che promettono, illudono per poi rimanere su una sedia che consente loro di portare a casa molti, forse troppi, soldi. Abbiamo capito che sapete parlare. Infatti, sono mesi, se non anni, che vengono fatte promesse di tagliare la spesa pubblica, ma ancora molti privilegi di senatori e deputati sono ancora immutati. Ad esempio, un lavoratore aspetta 40 e più anni per avere una misera pensione, mentre un senatore, con soli due mandati prende una lauta pensione senza dover aspettare l’età pensionabile, ma immediatamente terminato il secondo mandato. L’uomo non è in grado di ascoltare a lungo. È un animale, ed in quanto tale, riesce a prestare molta più attenzione sulle cose che fa e che vede fare. Forse è giunta l’ora che si smetta di fare promesse, ma che si faccia qualcosa. Fatti, non pugnette!

Forse Max Pezzali in “Welcome Mr President” non sbaglia a vedere il futuro:

Com’è successo oggi nessuno lo ricorda più
all’improvviso abbiam saputo tutto dalla TV
le loro facce serie ci hanno detto è finita qui
ed è soltanto colpa vostra colpa dei sudditi
Si sono divorati anche le briciole in modo che
non ci restassero più sogni né certezze né idee
ma poi l’annuncio c’è una soluzione e funzionerà
un Presidente unico per tutta l’Umanità

Tuttavia io non vedo il suo stesso futuro roseo in cui un presidente unico possa risolvere tutti i problemi e risollevarci da questa situazione. Di cose da dire ce ne sono altre, ma voglio fermare qui il testo. Perché “verba volant”, ma le emozioni provate mentre la lettura procedeva, possono essere ricordate e con esse anche queste poche righe.

 

simo

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