CAOS DENTRO: HI, ROBOT

Tra le molteplici pubblicazioni scientifiche che compaiono ogni anno vi sono anche 60mila articoli che hanno come focus il cervello umano. Questa massa gelatinosa di circa 1,5kg è la parte più preziosa che ci appartiene. In essa vengono immagazzinati e conservati tutti i ricordi, le emozioni e da essa partono tutti i comandi per ogni nostra azione. Eppure tutto ciò ci è ancora sconosciuto. Altrimenti non si spiegherebbe l’elevata mole di lavoro di ricerca ad esso dedicato. Per cercare di trovare una risposta a tutti questi quesiti è nato il “Human Brain Project”, che coinvolge tra gli 87 centri di ricerca anche 7 realtà italiane, con lo scopo di cercare di modellizzare ed effettuare simulazioni del comportamento reale del cervello umano. Se questo progetto riuscirà a raggiungere gli scopi prefissati, potranno essere simulati con un computer gli effetti di farmaci e cure sulle cellule cerebrali senza dover percorrere tutto l’iter di sperimentazione.
Da appassionato di tecnologia la cosa mi incuriosisce sempre di più e cercare di capire fino a dove l’uomo può spingersi per conoscere ogni cosa.
Parallelamente a questo ambizioso progetto, a Genova, all’interno di uno dei più illustri e avanzati centri di ricerca a livello mondiale per lo studio di tecnologie, l’Istituto Italiano di Tecnologia, vengono sviluppati prototipi di strumentazioni che vanno molto oltre i semplici processori di pc, smartphone e tablet. Tra le invenzioni in fase di sviluppo sono presenti dei robot in grado di apprendere, imparare ed in possesso di percettori sensoriali.
L’uomo resterà quindi l’essere più intelligente sulla terra? A quanto pare non per molto. Conoscere appieno come funziona il cervello umano, unito alla possibilità di ricostruirlo artificialmente lascia dentro di me molte perplessità. Stiamo progettando, infatti, computer, macchinari ed ora anche robot in grado di effettuare operazioni sempre più complesse, movimenti sempre più precisi ed in grado di imparare, comprendere e, chissà mai, provare delle sensazioni.
Lo scenario che mi si prospetta davanti agli occhi è molto confuso. Il nostro futuro vedrà una collaborazione tra uomini e macchine, oppure scoppierà una guerra tra di loro? A questa domanda molti registi e scrittori hanno già cercato di trovare una risposta, ma anche tra loro c’è molta confusione.
Una parte di loro vede un futuro roseo in cui uomini e robot vivono in pace tra loro, come ad esempio Rose e George Jetson immaginati da Hanna e Barbera, oppure i due amici inseparabili come Bender e Fry in Futurama. Altri vedono un futuro di guerra. Esempi molto noti sono il film Terminator e la trilogia di Matrix.
L’uomo possiede l’istinto del dominatore, vuole conquistare, non accetta di essere inferiore a qualcosa o qualcuno. Riusciremo ad accettare che in un futuro creeremo una macchina a noi superiore e che, se vorrà, potrà annientarci e prendere il dominio del nostro piccolo pianeta?
Tutto dipenderà da quanto “umane” riusciremo a creare queste nuove macchine che entreranno nella nostra vita, quanto del nostro istinto di superiorità riusciremo a trasmettere in loro. Insegneremo loro le “tre leggi della robotica” di  Asimov? Riusciremo a farle valere per tutte le macchine che creeremo, oppure “ogni legge è fatta per essere infranta”? Se uno di essi si ribellerà, verremo poi salvati da un “Robot anomalo” come Sonny, oppure le future generazioni vivranno nella prigione virtuale di Matrix?
Chi vivrà vedrà. Questo è il progresso. La natura ha impiegato miliardi di anni per creare il nostro pianeta, l’uomo la sta imitando, cercando di scoprire piano piano le leggi che la governano.
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