AUSER CALUSCO

La seconda associazione che abbiamo incontrato per le nostre Missioni d’unità sociale è stata l’Auser Calusco.

L’attuale ALA caluschese dell’Auser nasce il 1° giugno 2010, dopo una travagliata vicenda di separazione con la preesistente che gestiva il Centro Anziani di via Volta. Attualmente viste le limitate forze rimaste, si occupa esclusivamente di interventi a supporto delle fragilità locali individuando nel servizio di trasporto per pazienti che necessitano di cure terapeutiche presso le terme di Trescore Balneario.

Le attività statutarie dell’Auser, però, non si esauriscono nella semplice assistenza come sopra descritto, ma si fa anche promotrice di iniziative culturali e ricreative, che nelle occasioni si possono avvalere della rete nazionale quale supporto organizzativo in caso di trasferte. Si può aderire all’AUSER dai sedici anni, fruendo così delle facilitazioni previste a tutti i livelli territoriali.

Per quanto riguarda il territorio di Calusco d’Adda, l’Auser, senza clamori, contribuisce a livello economico a sostegno di progetti, che annualmente valuta, concentrando l’intervento su un singolo obiettivo tanto da renderlo il più fattibile possibile, senza disperdere in rivoli inconcludenti le risorse. Nei due anni ha sostenuto i laboratori organizzati da Azymuth (N.d.R. informazioni pervenute da terzi dal momento che l’Associazione muove nel massimo rispetto della riservatezza): e il fondamentale Progetto Dislessia della Scuola Elementare di Calusco d’Adda, a dimostrazione della laicità nelle finalità di intervento, con una particolare attenzione alle urgenze senza preclusione alcuna.

La filosofia dell’Auser locale, rende possibile la collaborazione con altre associazioni presenti sul territorio caluschese, come in occasione del ventesimo di fondazione del sodalizio internazionale tra Calusco e Volmerange les Mines nel 2012, nella quale ha provveduto alla organizzazione logistica per la visita a Torino del Comitato Gemellaggio e i suoi ospiti. Con l’Associazione Presepi, da sempre patrocina il rinfresco di inaugurazione della mostra annuale che si tiene nella Sala Civica.

E’ in questa crisi economica che l’Auser registra un fatto assai preoccupante, e cioè le difficoltà delle categorie pensionate che sino allo scorso anno hanno fruito del servizio di trasporto per cure termali. La erosione del potere di acquisto delle pensioni ha intaccato pesantemente questo diritto, ponendolo in secondo piano rispetto ai bisogni fondamentali come gli alimenti. La popolazione anziana rinuncia ai benefici delle terme non riuscendo a fa fronte a tali oneri, sebbene le nostre tariffe di trasporto siano ferme da diversi anni. Un’ulteriore difficoltà nasce dall’esiguo numero di volontari, questione che limita pesantemente le potenzialità di intervento e di attività più in generale.

Nonostante le difficoltà, non è remota l’idea di una espansione qualitativa delle attività: si pensa a serate a tema dedicate alle bollette telefoniche e delle forniture energetiche. Sarebbe interessante poter intervenire anche con corsi di alfabetizzazione per cittadini provenienti da altri continenti, nonché di contrasto all’analfabetismo di ritorno che sta minando anche la popolazione indigena.

Tuttavia, per realizzare questi progetti, gli esponenti dell’Associazione sottolineano il bisogno di una maggiore sensibilità da parte dell’Ente Locale e della politica più in generale. Si evidenzia anche l’esigenza di una seria semplificazione burocratica e contabile per le ONLUS come l’AUSER; le singole ”ALA” (denominazione delle sedi locali) si vedono costrette a delegare queste incombenze alla sede Provinciale, che giustamente si fa garante del corretto documento di bilancio, verificando al contempo il corretto utilizzo delle risorse in riferimento ai servizi erogati, ma che dovrebbe semplicemente verificare l’ortodossia, operativa e contabile delle singole autonomie, e non sostituirsi ad esse.

E’ stato sottolineato un ulteriore elemento che genera sprechi in questo settore di assistenza: la mancanza di un coordinamento tra le associazioni che operano nel nostro comune e nel territorio più in generale. Un maggior spirito di servizio in questo delicato settore, dovrebbe comportare l’abbandono della difesa dei singoli orticelli, fare rete di sinergie, una reciproca assunzione di responsabilità nel rispetto delle specificità, a tutto vantaggio di coloro che si rivolgono ad un servizio coordinato dall’istituzione locale. Questo comporta una certa rivoluzione culturale indubbiamente, un cambiamento che sappia porre al centro il servizio, abbandonando difese di prestigi che il tempo ha consolidato, ma che si rivelano sprechi, che di questi tempi sarebbe opportuno evitare.

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