CAOS DENTRO: VOGLIA D’ANNI ’60

Nell’aria c’è un’irrefrenabile voglia di anni ’60. Lo dimostra la moda, con vestiti e tagli di capelli in linea con quegli anni, lo dimostrano le stazioni radio e i locali, che tornano a suonare gli inconfondibili suoni rockabilly, e lo dimostrano anche le case automobilistiche, che hanno preso il vizio di mettere sul mercato il restyling di modelli divenuti un mito negli anni ’60. La storia ritorna dunque, in forme sempre più diverse e stravaganti. Ma guardando tutto questo, e il triste periodo che stiamo vivendo, sorge spontanea una domanda: ritorneranno anche gli stessi movimenti giovanili che tanto caratterizzarono quegli anni trasformandoli in una vera e propria icona per le generazioni successive? Negli anni ’60 gli ideali non mancavano di certo e si esprimevano con una semplicità impressionante attraverso il carisma di uomini straordinari, pronti a tutto (anche a sacrificare la propria vita) pur di conquistare quei diritti “assoluti” che tanto le nuove generazioni sottovalutano o cercano in tutti i modi di ignorare. Non so voi, ma se penso a quegli anni mi vengono subito in mente personaggi politici come Che Guevara, Martin Luther King e J.F. Kennedy. Uomini molto diversi fra loro, ma che contribuirono (grazie, purtroppo, anche al loro sacrificio) in egual modo nel dar vita a quei tumulti giovanili che sfociarono in una protesta senza precedenti, accompagnata da forme artistiche e musicali che la resero, agli occhi del mondo, ancor più unica e affascinante. Indimenticabili sono gli “eroi giovani e belli” poi, come Bob Dylan, i Beatles, i Doors, Jimi Hendrix e Janis Joplin (per citarne solo alcuni) che fecero delle loro canzoni la colonna sonora di un decennio del quale, oggi, si sente ancor di più la mancanza.

Ecco…l’oggi…un periodo storico piatto, senza emozioni, dove la quotidianità è caratterizzata dai mercati, schiava dell’economia e dell’indifferenza. “Cosa me ne importa degli altri? L’importante è che stia bene io…” si sente spesso dire dalle persone, magari le stesse che negli anni ’60 erano in piazza, con i capelli lunghi e la barba, a manifestare per ottenere i diritti di tutti. Si è perso in questi anni quel sentimento di comunità, oserei dire illuministico, che tanto caratterizzava gli anni ’60. Quell’essere felici solo se lo sono anche gli altri che ha permesso ai nostri nonni e genitori di conquistare quei diritti che sono ora il nostro benessere. Un benessere, però, che ha cambiato le persone, rendendole indifferenti e saccenti, e che a noi giovani non ha fatto altro che inculcare quel sentimento egoistico del “tutto ci è dovuto”. La classe politica, specchio della società (ricordiamocelo sempre!) non è stata da meno ovviamente. Corruzione, raccomandazioni, scandali e personalismi sono divenuti i capisaldi di una politica (almeno in Italia) che non ha niente a che vedere con le dottrine filosofiche dell’antica Grecia, dove la parola Politica era sinonimo di “pulito”. Gli antichi Greci non potevano trovare parola migliore per definire la politica e il politico, con quest’ultimo che deve essere in tutto e per tutto “pulito” come uomo morale e etico. Invece noi chi abbiamo? Una classe dirigente che, se paragonata a quella degli anni ’60, fa rabbrividire chiunque. I giovani d’oggi hanno bisogno di esempi, di mentori, di anziani pronti ad insegnare, con la loro esperienza, valori che si sono persi proprio a causa dell’indifferenza. Non criticateci in continuazione, anche perché siamo il frutto della vostra educazione. Nonostante tutto ciò, sono convinto che un nuovo movimento giovanile stia nascendo. Sarà sicuramente sottovalutato dai media e da quelle persone che ritengono quei movimenti degli anni ’60 irripetibili (ecco la saccenza di cui vi parlavo), ma non ci importa. Nessuno vuole ammetterlo, ma la nostra generazione sta vivendo la più grande crisi mai vista in Europa. Disoccupazione, precariato e continue umiliazioni sono all’ordine del giorno per noi giovani, ma ora basta! Là fuori ci sono tanti ragazzi figli della stessa rabbia pronti a mettersi in gioco e in prima persona per cambiare le sorti del proprio Paese. Basta solo trovarli. Poi unire le forze sarà molto semplice. Questa crisi ci ha tolto quei sogni che abbiamo cullato con tanti sforzi e sacrifici e questo è abbastanza per creare un nuovo tumulto giovanile che porterà ad una nuova era. Ricordatevelo: siamo noi l’anima di ogni storia.

 

anni60

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...