POLITICA INDUSTRIALE, INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E AGENDA DIGITALE

POLITICA INDUSTRIALE, INFRASTRUTTURE E AMBIENTE

CHE COSA PROPONETE PER RILANCIARE L’INDUSTRIA?

L’Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa e non può perdere questa vocazione che va però riletta in chiave moderna. La politica industriale, fin qui grande assente, deve essere orientata a raccogliere la sfida del futuro, quella della sostenibilità ambientale. Per questo nella carta degli intenti abbiamo proposto di realizzare una politica industriale integralmente ecologica che punti in generale sull’uso efficiente delle risorse e sul riuso della materia, sostenga l’introduzione di nuove tecnologie ambientali in ogni settore, promuova le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, la mobilità sostenibile, le scienze della vita, le nuove tecnologie applicate alla tutela e fruizione dei beni culturali e al made in Italy. Più in particolare noi prevediamo di riprendere la direzione imboccata con il programma Industria 2015 per il sostegno dell’innovazione e delle tecnologie, di reintrodurre il credito di imposta per la ricerca e di varare sconti fiscali sugli utili che le imprese decidono di reinvestire in azienda.

SI PARLA MOLTO DI GREEN ECONOMY, MA CHE VOLETE FARE IN PARTICOLARE?

La sfida dell’economia verde, legata all’innovazione ed alla qualità, non riguarda un solo settore, ma l’intera economia. Basti pensare all’efficienza energetica e alla conseguente riduzione dei costi produttivi, alla riqualificazione degli immobili che può dare una spinta all’edilizia senza rischiare un eccessivo consumo del territorio, alla bonifiche delle aree industriali dismesse per avere spazi dove rendere possibile l’insediamento di nuove imprese e di investimenti anche internazionali, all’agricoltura di qualità. In questo contesto va anche considerato il tema della prevenzione ambientale e degli investimenti per la manutenzione del territorio: pur considerando importantissimo il presidio della protezione civile, la prevenzione è un impegno indispensabile.

COSA FARÀ IL PD PER LA CASA?

Molte famiglie, soprattutto giovani, sono in grave difficoltà: non riescono a comprare casa, a pagare l’affitto, a estinguere il mutuo o ad accedere alle case popolari. Il PD rilancerà il mercato degli affitti, tra l’altro dando vantaggi fiscali a chi metterà sul mercato le abitazioni a prezzi calmierati. Siamo contrari a consumare altro territorio. Per questo metteremo al centro la manutenzione e la trasformazione del patrimonio esistente, compreso quello pubblico.

IL PDL AVEVA IL PONTE SULLO STRETTO. VOI CHE COSA PROPONETE PER LE INFRASTRUTTURE?

Basta con la stagione delle grandi opere irrealizzabili e troppo costose. E’ urgente selezionare poche grandi opere strategiche e concentrare le altre risorse su un piano di medie e piccole opere. Lavori più sostenibili per l’ambiente, che si possano realizzare in fretta e capaci di rilanciare economia e lavoro.

PER I PENDOLARI SEMPRE PIÙ RITARDI, SOPPRESSIONI, SCARSA QUALITÀ DI TRENI E AUTOBUS. COSA FARÀ IL PD PER I TRASPORTI?

I disagi che vivono ogni giorno i 16 milioni di pendolari sono un problema vero e le loro proteste sacrosante. Dopo la folle stagione dei tagli di Tremonti e Berlusconi bisogna cambiare rotta e incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Il PD intende puntare all’efficienza del Trasporto Pubblico. Tra le altre cose, si pensa anche alla possibilità di detrarre dalle tasse una parte della spesa per l’abbonamento.

AGENDA DIGITALE

CHE COSA PENSATE DI FARE PER ATTUARE L’AGENDA DIGITALE?

Un piano Industria 2020 dovrebbe riconoscere l’importanza delle “politiche industriali digitali” e promuovere un piano di alfabetizzazione digitale per le PMI. Agenda digitale non è solo economia: è democrazia. Traduciamo in italiano “open government” come un nuovo patto di cittadinanza digitale, in cui il PD porta un elemento distintivo di credibilità come partito del governo aperto ai cittadini (bilanci in opendata, finanziamenti, consultazioni, buone pratiche). Pensiamo a una “innovazione popolare” che passi da tema riservato a un’élite di esperti a questione centrale per rendere l’Italia più ricca, giusta e civile. Questo vuol dire incentivare i pagamenti elettronici; campagne di promozione della convenienza e sicurezza della moneta elettronica; l’incentivazione ai piccoli esercizi; obbligo di moneta elettronica per PA e professionisti), più tracciabilità e capacità di controllo dei pagamenti per servizi pubblici (ad esempio i parcheggi comunali). E ancora: cambiare la governante complessiva dell’Agenda Digitale che raccolga le competenze ora divise tra istituzioni diverse, promuovere un piano straordinario di alfabetizzazione digitale per i cittadini e le piccole imprese, abbassare l’IVA sui libri digitali al 4% dal 21% attuale, approvare un Freedom of Information Act per consultare online i documenti della PA, migliorare l’uso del Fondo comunitario “Connecting Europe Facility” e dei Fondi UE 2014-2020 per investimenti privati in zone rurali e suburbane per estendere la banda larga nei comuni, e allo stesso tempo aumentare la copertura del wi-fi pubblico.

 

manifesto

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