LETTERE PARTIGIANE – Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana

Buona sera, oggi pubblichiamo la storia di un medico di Torino, che scrive una lettera alla sua amata Diana ed una alla Madre e alla Sorella.
Spero che la scelta vi piaccia!
Buona lettura

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BIOGRAFIA
PAOLO VASARIO (DIANO)
Di anni 33 – medico condotto – nato a Luserna San Giovanni (Torino) il 4 gennaio 1911 –. Tenente medico dell’Esercito, è fra il primo organizzatore di formazioni partigiane nella provincia di Torino – medico partigiano nella 105° Brigata Garibaldi “C. Pisacana”, partecipa a numerose azioni armate e tiene il collegamento con il Comitato Militare Regionale Piemontese – catturato una prima volta nel gennaio 1944 e tradotto nel Castello di Moncalieri (Torino) – rilasciato, riprende l’attività partigiana -. Catturato una seconda volta il 12 luglio 1944, da militari tedeschi, durante una missione nei dintorni di Cavour (Torino) -. Processato lo stesso 12 luglio1944 dal locale comando tedesco -. Fucilato alle ore 22 dello stesso giorno sul campo di aviazione di Airasca (Torino).
LETTERA
12 luglio 1944
Diana cara,
      la vita che doveva cominciare è terminata per me anzitempo. Ma durerà nel ricordo.
      Ti amo, Diana. Il tuo compagno se ne va.
      Se ne va dopo aver amato Libertà, Giustizia.
      Se ne va dopo aver amato Te tanto, tanto.
      Ma tu devi vivere. Devi vivere perché questo è il mio ultimo desiderio. Devi vivere e il mio ricordo deve essere un incitamento nella vita.
      Non bisogna che tu mi sfugga. Ti sarò comunque vicino, lo so e lo sento. Vicino a te ed a tutte le persone care.
      Muoio in piedi.
      Sappilo e ricordami così.
      Ti amo tanto.
Paolo
12 luglio 1944
Mammina e Anna care,
       è l’ultima lettera che vi scrivo. Tra poco non sarò più. Non nego che ci soffro, è umano.
       Ma ho la precisa coscienza di essermi sempre comportato da buon italiano e da buon figlio.
       Mammina e te Anna eravate e siete le persone che ho amato di più.
       Vi sono vicino tanto tanto tanto.
       Anna cara, sta vicino alla Mamma che avrà solo più te.
       Era destino.
       Ma di fronte ad esso bisogna che voi viviate.
       Ho vissuto pure io per voi, per un ideale di Libertà e Giustizia.
       Non ho mai fatto male ad alcuno.
       Sento ora come mai che vi voglio bene, tanto bene e sono in piedi.
       Vostro per sempre
Paolo
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